A Spinoff a Day – I motori degli shuttle e gli impianti solari


#1

#2

Crescent Dunes Solar Energy Plant near Tonopah, Nevada, la più potente, é una centrale solare termodinamica da 110 Mw (megawatt), “dato” usato quando si parla di centrali elettriche.
In realtà non capisco dove sia l’innovazione, visto che già nel 2008, il nostro fisico Carlo Rubbia aveva parlato di una centrale solare termodinamica con quadrato di specchi di 40 000 km² (200 km per ogni lato) da fare in Africa per sostituire tutta l’energia derivata dal petrolio prodotta oggi nel mondo; e per alimentare un terzo dell’Italia basterebbe un’area grande quanto quella circoscritta dal Grande Raccordo Anulare di ROma. Noi in Italia sotto Prodi abbiamo varato un piano obiettivo nazionale previsto per il 2016 di circa 200 Mw prodotti con questa tecnologia, chissà se ce la faremo.


#3

Grazie Astro_Livio, ho aggiunto il dato sui Megawatt.
Ho cercato ulteriori info. Vedo che Solar One è stato costruito nel 1981 e trasformato in Solar Two nel 1995, decommissionato poi nel 1999, ed è stato il primo progetto (di test) su vasta scala per la produzione di energia derivata dal solare termico. Nel 1981 è stato però costruito anche un impianto a specchi in Sicilia, ma solo da 1MW.
Credo che l’innovazione sia stata la capacità di gestire temperature molto alte, ma bisogna vedere poi se le aziende che costruiscono gli impianti attuali utilizzano gli stessi concetti o ne hanno sviluppati di paralleli.


#4

Si PherosNike, probabilmente l’innovazione sta nei materiali utilizzati, come hai scritto e tradotto tu. Spesso, quando scrivono gli “americani” sembra che abbiano inventato tutto loro, quando invece ci siamo anche noi europei. Secondo il presidente dell’ENEA Luigi Paganetto “…sul solare termodinamico siamo (ndr: noi italiani) leader del mondo”.
Purtroppo l’Italia non é gli Stati Uniti, nel senso che da noi gli spazi sono diversi, e il nostro paese, seppur fortemente soleggiato, non ha deserti come quelli centro americani.

Su wiki c’é tutta la storia di questi impianti, che si aggancia al tuo articolo:
https://it.wikipedia.org/wiki/Impianto_solare_termodinamico


#5

Più che “sale sciolto” tradurrei “fuso” perchè effettivamente è fuso; “sciolto” implica la soluzione in un solvente, e non è questo il caso.
I problemi per questi impianti, come per il fotovoltaico, sono due: la disponibilità in caso di maltempo e la non disponibilità di notte. Questo obbliga ad avere centrali termiche tradizionali sempre pronte ad entrare in servizio se il solare non genera, e quindi aumenta i costi di impianto e di gestione. Le centrali ausiliari devono essere veloci ad entrare in servizio, quindi ci vanno delle turbogas o delle termoelettriche con la caldaia già calda (e ci vanno molte ore per avviarle). Una eccessiva dipendenza della rete dalle rinnovabili crea grossi problemi di gestione, insomma non è tutto oro quel che luccica illuminato dal Sole :slight_smile:
L’altro problema per sistemi a larga scala stile Rubbia è il trasporto; al momento non c’è convenienza economica, se ci fosse lo si sarebbe già fatto.


#6

Quoto :expressionless:

Sale fuso: :ok:


#7

Un saluto a tutti da un nuovo membro! Volevo solo aggiungere che un impianto termodinamico ha la possibilità di accumulare energia termica durante il giorno per alimentare le turbine nel periodo notturno, al contrario del fotovoltaico. Questo mitiga in parte il problema della notte e del cattivo tempo.


#8

Ecco, questo non lo sapevo. Grazie.


#9

Non lo sapevi perché hai letto l’articolo di Veronica con Opensprinz, lei aveva scritto:

Secondo Tim Connor, uno dei manager dell’azienda, “con il sale possiamo fare scorta di energia durante il giorno e convertire il generatore quando vogliamo, creando elettricità anche di notte grazie all’energia termica.

#10

Opensprinz? Una nuova decapottabile della NSU? :smiley:


#11

Forse un aperitivo anglo-veneto?:grinning:


#12

Opensprinz devi tenere la testa ferma, e ti danno una secchiata di aperitivo in faccia, seduto su una Prinz.

E con questo siamo scesi a TRL0 :bookmark_tabs: :grin:


#13

A volte le difficoltà sono anche di altra natura. In particolare il governo italiano rifiutò per alcuni anni di aggiungere il solare termodinamico di Rubbia nell’elenco delle energie rinnovabili. Il Nostro si trasferì in Spagna per collaborare alla realizzazione di alcune centrali sperimentali.
A quanto ne so quella sperimentale italiana deve ancora vedere la luce.
In quegli stessi anni soffiava ancora forte il vento del carbone ed il sogno nucleare.


#14

La centrale del progetto Archimede è stata inaugurata nel luglio del 2015.


#15

Interessante, ma un pò povero di dati. 30.000 m2 sono circa, a spanne, 30 MW termici che diventano 5 MW elettrici. Come mai un rendimento così basso?


#16

Sempre su Wiki, trovi un po’ più di informazioni sul solare termodinamico