Io non ho ancora capito se questo veicolo è destinato solo alle missioni verso i NEO o è ancora previsto un utilizzo lunare (naturalmente con le ruote montate come si vede nel disegno della evoluzione del sistema) . Vedo che i portelli laterali sembrano studiati per alloggiare il sistema di docking,che va benissimo in microgravità ma che sicuramente è scomodo sulla superficie lunare per agganciarsi agli habitat.
Il programma di esplorazione lunare va quindi considerato definitivamente abbandonato??
Apro e chiudo l’OT per dire che non è detto che con la parola “Dio” si intenda quello al centro della Religione Cattolica, che non ha l’esclusiva su quella che è e resta un vocabolo.
Così come la religiosità chi crede, anche il non credere (o l’agnosticismo) di qualcuno deve essere rispettato da tutti.
Un pò di sana laicità (non laicismo) ed un’ancor più salutare tolleranza sono sempre bene accetti.
Passo e chiudo.
Lo avevo detto io probabilmente, ma non confondere l’alluminio con il vetro. Prima di tutto la configurazione precedente del rover non aveva un vetro perfettamente sferico, ma semplicemente incurvato. In più era una unica superficie di vetro. E al momento non abbiamo una tecnologia per fare un vetro di quel tipo sufficientemente resistente (se la stessa superficie fosse fatta di Alluminio la cosa sarebbe completamente diversa). Allo stato attuale della tecnologia, i vetri più grandi mai fatti per utilizzo spaziale sono quelli di Cupola, che sono perfettamente piatti e notevolmente più piccoli di quella che era la configurazione iniziale di questo rover.
Questa cosa del trasparente che incurvato sarebbe molto problematico tecnicamente da realizzare è senz’altro vera, credo però che esistano probabilmente tecnologie (probabilmente molto costose) per realizzare tali componenti anche con forme complesse, come le prime ipotizzate nei concept e nei mockup. Un esempio è il trasparente del Virgin Oceanic, realizzato in un monoblocco in quarzo e progettato per sopportare quasi 6000ton di carico, è vero che meccanicamente la pressione è inversa ma è anche infinitamente inferiore. http://www.virginoceanic.com/vehicles/submersible/
Non credo sia solo una questione di carico. Devi anche considerare gli MMOD, che sott’acqua non ci sono, e se ci sono non ti sbattono contro a 5 km/s. E a occhio mi vengono anche in mente i forti sbalzi di temperatura, che un sottomarino non ha, e la resistenza al vuoto (off-gassing, invecchiamente del materiale), e le radiazioni, e il peso (le butto giusto lì, poi magari sono cose già risolte, non conosco per niente le proprietà del quarzo).
Tra l’altro non si capisce bene quanto sia grande quel quarzo. Visto che il virgin oceanic porta una persona sola, direi che è piuttosto piccolo. E questo fa un bel po’ di differenza
Mi viene ora in mente anche la trasparenza. Questo quarzo è trasparente come il vetro?
Perchè un conto è sott’acqua, in cui il campo visivo è comunque molto ridotto (a quelle profondità quanto sarà? meno di 100 metri?), e un altro conto è nello spazio, in cui il campo visivo è enormemente più ampio…
in ambito sottomarino gli esempi di vetri “resistenti” non mancano, il triton 3600 ha una grossa bolla di vetro borosilcato (pyrex)
che è di dimensioni generose…il problema di un vetro cupoliforme è capire quanto conviene portarlo nello spazio, non solo in termini di resistenza ma anche come è già stato detto per questioni di costi, di sicurezza, di durata nel tempo e anche di peso…una “bolla” di 1mt di diametro rischia di essere più fragile e più pesante di tutto il resto della struttura…
Mi associo in toto a quanto scrive Buzz.
In campo astronautico, ancor più che quello aeronautico si tende a praticare (e stiamo parlando ovviamente di strutture pressurizzate) “minor buchi il possibile”. Il che include tutte le aperture inclusi oblò e finestre.
Nel farli poi si utilizzano varie tecniche e forme ma devono essere piani e con angoli “smussati” (questo proviene proprio dalle tecnologie aeronautiche) allo scopo di evitare sovraccarichi locali dovuti alla pressurizzazione (nel caso consiglio di leggere la storia molto istruttiva del De Havilland DH-106 Comet http://it.wikipedia.org/wiki/De_Havilland_DH.106_Comet#Vizi_progettuali_catastrofici_e_incidenti).
L’ideale sarebbe avere gli oblò “spaziali” perfettamente rotondi (e difatti non è un caso che lo SpaceShipTwo abbia molte aperture ma relativamente piccole e tutte circolari). In ogni caso sono sempre e comunque piani.
Qualcuno potrebbe dire, ed a ragione, che gli elicotteri e qualche tipo “esotico” di velivolo (come l’Edgley Optica http://en.wikipedia.org/wiki/Edgley_Optica) dispongono di ampie vetrature ricurve (rigorosamente in plexiglass aeronautico).
La risposta è certo, ma si tratta di velivoli destinati ad operare a bassa quota e privi di pressurizzazione pertanto i carichi sopportati da tali vetrature sono solo quelli di natura dinamica e dovuti all’azione intrinseca del volo.
Così ad occhio direi che questo mockup del SEV ha un aspetto decisamente più realistico di tutti i disegni visti in precedenza (per inciso anche nello sviluppo del LM erano state inizialmente considerate configurazioni con cabine “ad elicottero” e regolarmente scartate per problemi di peso e pressurizzazione. Non è un caso che il LM costruito dalla Grumman avesse oblò piccoli il massimo possibile).
Vorrei inoltre spendere anche due paroline sulla configurazione: si è passati (finalmente) da un concept “verticale” ad uno “orizzontale” (o quasi vista la compattezza della sezione pressurizzata).
Qualcosa del genere, anche se di diversa architettura, era stata proposta dal Moonlight con l’EAGLE già nel 2005…
Naturalmente nella mia digressione di prima non ho (volutamente) citato i tettucci (“hood” in gergo) degli aerei da caccia (o addestramento) che spesso presentano superfici curve (anche molto curve).
Li’ però c’è il trucco nel senso che pure se siamo in presenza di tettucci “a bolla” in un pezzo unico (come ad esempio accade per l’F-16 o l’F-22), siamo in presenza di spessori rilevanti per dimensioni tutto sommato contenute e sopratutto con abitacoli si pressurizzati ma di piccolo (anzi piccolissimo) volume come può esserlo lo spazio giusto per il pilota, il suo sedile e gli strumenti di volo.
Il tutto senza considerare che le condizioni esterne a 10.000 mt di quota non sono quelle dello spazio e quindi i delta di pressione non sono così “stressanti” sulla struttura del tettuccio laddove invece sarebbero di difficile gestione in un ambiente spaziale.
Tutto questo applicato all’aeronautica è vero ma ha come causa principale i cicli di pressurizzazione ed è relativamente molto poco applicabile a questo caso (il SEV) in quanto i cicli, decine di migliaia in campo aeronautico, sono centinaia di ordini di grandezza superiori rispetto ad un mezzo spaziale che non è studiato per subire così tanti cicli, probabilmente in tutta la sua vita. Non essendone prevista tale necessità con profili di missione nominali, potrebbe essere dimensionato per alcune decine di cicli completi, non di più… e questo è già un fattore determinante per non considerare accorgimenti tipicamente necessari in campo aeronautico ma qui non strettamente dimensionanti (come appunti i bordi smussati o l’ampiezza dei trasparenti)
L'ideale sarebbe avere gli oblò "spaziali" perfettamente rotondi (e difatti non è un caso che lo SpaceShipTwo abbia molte aperture ma relativamente piccole e tutte circolari).
In ogni caso sono sempre e comunque piani.
Che siano piani NON è assolutamente vero, ne per lo SS2 (basta guardare le foto) ne per altri mezzi (prendi qualsiasi aereo pressurizzato), spaziale o atmosferico che sia, anzi è MOLTO più complicato progettare una sezione con un trasparente pressurizzato piano rispetto ad uno curvo… (le lattine rettangolari non esistono )
… e anche la “rotondità” non è così stringente, basti guardare lo space shuttle…
Stiamo parlando del SEV/LER, non di Altair (anche se la discussione forse è nel thread sbagliato)
No (o forse lo sono quelli “overhead”) ma per “rotondità” intendevo la forma non la curvatura, per quest’ultima ho fatto l’esempio della SS2… o della stragrande maggioranza degli aerei pressurizzati
Osservazione singolare per uno che è laureato in Ingegneria Aerospaziale.
A partire dalla seconda metà degli anni '50 la stragrande maggioranza degli aviogetti da combattimento (siano essi caccia, assaltatori o trainer) sono stati equipaggiati con diversi sistemi di pressurizzazione della cabina (cokpit) oltre che le tradizionali “maschere ad ossigeno” che i piloti indossano comunque durante le fasi “calde” di un combattimento per garantirsi da rapide depressurizzazioni o da eiezioni con il sedile.
A tal proposito consiglio di dare un’occhiata, per chi vuole approfondire, al seguente thread su airliners.net: