Altra pietra miliare per la SpaceX

Lo scorso Giovedì 20 Ottobre la SpaceX (Space Exploration Technologies) di Hawthorne, California, ha annunciato il completamento della Preliminary Design Review del suo innovativo Launch Abort System, che è stato progettato per la versione manned dell’astronave Dragon. Il comunicato stampa diffuso sempre Giovedì dalla società di Elon Musk, parla con giustificata enfasi di un ulteriore e fondamentale passo verso la realizzazione del successore americano dello Space Shuttle.
L’approvazione da parte della NASA dell’ultima review del progetto, segna il completamento del quarto capitolo dell’entusiasmante progetto dell’azienda californiana inserito, come noto, nel programma Commercial Crew Development (CCDev). Essa segna anche un ulteriore punto a favore del progetto di partnership fra la NASA ed il settore privato statunitense.

“Ogni milestone da noi raggiunta porta gli Stati Uniti sempre più vicino a riavere un accesso abitato autonomo allo spazio.” Ha commentato Garrett Reisman, ex astronauta USA e uno dei due program leaders del progetto DragonRider di SpaceX, al quale sta fornendo il suo prezioso contributo derivante dalla sua esperienza con l’ente spaziale americano.

Non è più una notizia il fatto che con la chiusura del programma dello Space Shuttle, gli Stati Uniti sono tornati a dover obbligatoriamente usufruire dei servizi della capsula russa Soyuz per il trasporto dei propri astronauti verso l’ISS, proprio come nel periodo seguente alla tragedia del Columbia. Ciò costa ai cittadini americani che pagano le tasse qualcosa come 62 milioni di Dollari a seggiolino. La capsula Dragon, per contro, è progettata per trasportare fino a sette astronauti ad un costo di 20 milioni di Dollari a seggiolino.

Come per tutti i progetti dell’azienda del co-fondatore di PayPal, l’incremento della sicurezza e dell’affidabilità è fondamentale. “Il Launch Abort System di Dragon fornisce agli astronauti la possibilità di separarsi dal lanciatore lungo tutta la durata della fase di lancio, fino al raggiungimento dell’orbita.” ha spiegato David Giger, l’altro program leader del programma DragonRider. “E’ la prima volta, nella storia del volo spaziale umano, che viene realizzato un tale livello di protezione.”

Con quest’ultima approvazione fornita dalla NASA, SpaceX può iniziare la costruzione dell’hardware posto al centro del suo innovativo LAS. Questo progetto incorpora i motori di fuga all’interno delle pareti della capsula Dragon, eliminando di fatto una possibile fonte avarie insita nella tecnologia delle tradizionali torri di fuga a razzo, che necessitano di essere necessariamente espulse ad ogni lancio. Questo nuovo sistema integrato di abort, quindi, rientra con lo spacecraft consentendone un agevole riutilizzo e contribuendo così all’abbattimento dei costi.
Nel tempo, gli stessi propulsori di fuga forniranno alla capsula Dragon anche la capacità di poter atterrare con estrema precisione sia sulla Terra che sulla superficie di un altro pianeta.

Nei suoi primi due voli del 4 Giugno e del 8 Dicembre 2010, il lanciatore Falcon 9 della SpaceX ha portato a termine la sua missione con successo. Nella fattispecie, la missione di Dicembre, che è stata il primo demo flight nell’ambito del programma Commercial Orbital Transportation Services (COTS), ha segnato lo storico debutto del veicolo Dragon, ed ha affermato la SpaceX come la prima azienda privata a lanciare in orbita e poi recuperare un veicolo spaziale.
La principale conseguenza di quest’altro successo per l’azienda californiana, è che diversi componenti del Falcon 9 e della capsula Dragon necessari per il volo manned, sono già stati testati in volo.

Fonte e © immagine: SpaceX


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Domanda: questi propulsori LAS sono a combustibile liquido? sennò non vedo come possano pensare di utilizzarli per un landing, visto che i razzi a propellente solido non sono regolabili.
Sono mai esistiti LAS a combustibile liquido?

si, sono a propellente liquido e pertanto modulabili…non mi risultano altri LAS a propellente liquido, d’altronde spacex ha sempre dichiarato di voler realizzare un sistema integrato dotato di una certa versatilità…