Sempre su La Stampa, oggi, troviamo le recensioni di due libri che trattano il tema dell’“eterno secondo”, categoria che sarebbe rappresentata eccelsamente dal nostro Buzz.
Tra tanti luoghi comuni e facezie pseudo-psicologiche, segnalo:
“Sono le 4 e 57, ora italiana, del 21 luglio 1969, e un uomo che sta per porre piede sulla Luna guarda fisso negli occhi quello che lo seguirà di lì a poco. Non c’è un vero motivo perché lui, Neil Armstrong, sia il primo, e l’altro, Edwin Aldrin detto Buzz, il secondo” (a parte il portello di uscita che si apre sul lato del LMP)
«La sostanza è questa - conclude il giovane scrittore (il norvegese Johan Harstad)-: posso restare anonimo, ma devo fare il mio lavoro». Come Buzz Aldrin, gli chiediamo? «Certo, proprio con lui. Dei due scesi sulla Luna, non dimentichiamolo, era il più esperto e il più bravo» (infatti Neil era un raccomandato di ferro fresco di brevetto per il volo senza motore)
L’articolo, a firma MARIO BAUDINO, e’ consultabile sul sito de La Stampa:
Il tema è affrontato direttamente nella mini-serie “Dalla terra alla Luna” della HBO. Nella puntata dedicata ad Apollo 11 Deke Slayton conferma che Armstrong ha più anzianità di servizio, è il comandante della missione e quindi spetta a lui scendere per primo.
Ma a quano pare ancora si parla di questo episodio, grazie per la segnalazione Paolo!
Per un attimo mi era sembrato che si parlasse di me
Comunque almeno Buzz (anche se per secondo) è sceso in superficie… di Collins invece non parlano neanche i libri da “eterno secondo”
Nella miniserie appare un elemento ancora più sconcertante: sembra che Neil non volesse scambiare di posto con Buzz, solo per non doversi sottoporre a tutto l’addestramento da capo!!
In ogni caso Armstrong è stato sempre interessato a fare un buon lavoro nel corso della missione Apollo 11, anzi “IL” miglior lavoro possibile. Il fatto di scendere per primo sulla Luna era per lui un aspetto marginale e gli credo.
La cosa davvero importante era quella di far scendere il LM sulla superficie lunare tutto intatto, il resto era relativo.
Per Aldrin le cose, invece, avevano un “sapore” diverso. Se Armstrong era tutto lavoro e praticità, Aldrin era (ed è) intriso di retorica ed aveva la pessima abitudine di dare un profondo valore simbolico alle cose.
Gran parte del modo in cui è stato trattato dalla stampa, ovvero da secondo, è frutto proprio del suo atteggiamento mentale: lui si era sempre sentito secondo rispetto a quell’evento.
In realtà Neil e Buzz sono arrivati sulla Luna insieme, esattamente nello stesso momento, dato che entrambi viaggiavano a bordo dello stesso LM. Il fatto che Neil abbia davvero posato per primo la suola dei suoi stivali sulla Luna è un fatto puramente relativo, aveva sì un profondo valore simbolico, ma dal punto di vista pratico nulla era variato rispetto al fatto che era il LM ad aver portato sulla superificie lunare entrambi gli astronauti.
Buzz Aldrin si è dato talmente tanto da fare per essere ricordato, nel corso degli ultimi 40 anni, che in realtà nessuno lo ha “dimenticato” (al contrario di quanto afferma l’articolo) anzi è diventato a suo modo un’icona.
Peccato che venga sempre ricordato per essere arrivato secondo…
A questo mondo tante cose non sono andate per i verso giusto, sono spesso state operate tante scelte sbagliate, anche in ambiti importanti…
Ma una di queste non è certo quella di aver reso Neil Armstrong il primo uomo a toccare la superficie lunare!
è bello ogni tanto fantasticare e pensare come sarebbe stata se al posto suo ci fosse stato Stafford,Lovell,Borman, McDivitt o Conrad, ma la verità è che ringrazio che sia stata scelta una persona di tale concretezza,Morale e dignità.
Il modo che Neil ha sempre avuto di affrontare la storicità della sua impresa è quanto di migliore possa esserci per valorizzarla a pieno.