Amazon AWS Ground Station


#21

Ormai e’ piuttosto improprio dire “i server sono in USA piuttosto che in Europa”. Neanche gli americani controllano tutto, anzi.

Le infrastrutture sono distribuite e i server sono ovunque, anche per gli stessi contenuti.

Ad esempio le CDN (content delivery network) sono servizi di hosting per contenuti statici (immagini, pagine statiche, streaming video ed adio ecc…) e i principali provider hanno nodi sparsi in tutto il mondo per minimizzare il ping time e il consumo di banda sulle linee.

Se mi guardo il video della mia rock band preferita l’infrastruttura mi ridirige, ad esempio, al nodo di Milano o di Francoforte della CDN dove e’ ospitata, visto che sono piu’ vicini. Se su questi nodi il contenuto non e’ presente, allora viene scaricato in modo trasparente da un altro nodo che magari e’ a New York, poi pero’ viene cache-ato nel nodo vicino a me, cosi’ i prossimi che lo scarico non impegnano piu’ la linea intercontinentale, e hanno un ping time di 3-40 millisecondi, che sulla tratta intercontinentale sarebbero impossibili. Lo stesso vale per i contenuti dinamici con meccanismi di mirroring e load balancing.

Quindi i server e i contenuti sono sparsi ovunque, per ottimizzare l’uso dell’infrastruttura e le prestazioni. E questo sara’ sempre piu’ vero in futuro soprattutto, che si lega al discorso dell’utilizzo dello spazio, se ci saranno sempre di piu’ nodi e utenti molto lontani, diciamo oltre la LEO :wink: .

Ora parliamo della localizzazione legale e fiscale. C’e’ bisogno di spiegare che anche questa di solito e’ sparsa in giro per il mondo, per ben ovvi motivi?

Gli USA hanno restrizioni all’esportazione di determinati contenuti, beni e servizi (il che fa si che per il mercato globale certe cose debbano essere localizzate fuori dagli USA). Il copyright e i diritti vengono ceduti per nazione, su base geografica. L’EU ha la cookie law, il gdpr, la nuova copyright law e altre restrizioni che ad altri sono risparmiate. La Cina ed altri hanno vincoli di censura sui contenuti per motivi politici e di controllo. GLi interventi delle magistrature locali hanno effetti locali.

Comunque gli USA non hanno il controllo totale. Molte cose sfuggono al loro governo, magari anche cose in parte realizzate dai cittadini USA ma delocalizzate ad hoc per fare l’Irish-Dutch sandwich o per poter essere vendute senza restrizioni.

Lo so che ho divagato e sconfinato nell’OT , ma secondo me non e’ del tutto un caso che nella tecnologia spaziale stiano entrando sempre di piu’ soggetti multinazionali legati all’industria dell’alta tecnologia e dei media, come Amazon, Google ecc… Questo e’ lo scenario di contesto, e bisogna tenerne conto.


#22

Guarda che questo per il settore spaziale non è per niente vero. Considerando che il 90% dello spazio se non è militare è quanto meno di importanza strategica, i servers delle aziende sono molto ben localizzati.

E se per i progetti europei i server devono essere localizzati in “Europa” (per esempio la banca dati di Copernicus), per tutti i progetti NEO i servers devono strettamente essere nel territorio nazionale. E come scrivevo sopra, pur essendo nella stessa azienda e nell’ufficio di fianco, io non ho accesso ai dati di certi progetti tedeschi in quanto Italiano.

E pur non conoscendo gli altri settori, dubito fortemente che un gruppo come VW che investe miliardi all’anno nella ricerca, lasci quei dati in un server in Cina o in USA…


#23

Un momento però, le CDN sono quasi esclusivamente per contenuti pubblici, o comunque che devono essere distribuiti.

E comunque non si sta dicendo “liberi tutti”; p[raticamente tutte le industrie regolamentate (eg. finanza, salute) hanno vincoli territoriali per la localizzazione dei server (anche se in linea di principio nulla vieta l’uso di cloud pubbliche, se rispettano i parametri delle certificazioni richieste dalla regolamentazione: e.g. PCI DSS per cose che trattano carte di credito, etc…)


#24

Assolutamente. E tornando in tema, il servizio ground station di Amazon sicuramente può tornare molto utile e probabilmente meno costoso per tutti i cubesats di qualche startup o università!
Ma non vedo i grandi operatori del settore affidarsi ad un’azienda come Amazon che magari tra dieci anni potrebbe essere un competitor

Spot pubblicitario: ma smettetela di usare le ground stations! Montate un terminale laser a bordo e usate la Space Data Highway! Più velocità, più visibilità, più tutto :smirk: