AMS: intervista a Roberto Battiston, Luca Parmitano ed Enrico Saggese

Radio 24, in trasferta al Kennedy Space Center per il lancio di STS-134, intervista Roberto Battiston nel programma Reportage.
Il podcast non è ufficialmente scaricabile…

Ho trovato anche l’intervista a Luca Parmitano e Enrico Saggese, presidente dell’ASI.
Sempre su Radio 24, ma il programma è “30 minuti in cronaca”.
E ora me la risento per bene e posso commentare…

Avevo preparato un commento alla suddetta intervista (quella di Saggese) da pubblicare sul mio blog, ma i miei colleghi mi hanno sconsigliato per la mio fututro professionale.
In ogni caso posto qui la trascrizione della parte di intervista incriminata e chi ha già parlato con me dovrebbe capire già cosa penso. In ogni caso ne possiamo parlare in chat al prossimo AstronautiCAST (chat volant, blog manent). Ecco l’intervista:

…e il secondo grande problema è come proteggere l’uomo. L’uomo nella zona della Stazione Spaziale Internazionale che si chiama la Low Earth Orbit, vive in una condizione ancora ideale rispetto allo spazio esterno perché è all’interno del campo magnetico terrestre. E all’interno del campo magnetico terrestre si ha la deviazione di tutte le particelle cosmiche e quindi non viene bersagliato da tutte queste particelle cosmiche. E’ in una situazione sicura, safe, come si dice in americano. Ma quello che invece sarà l’uomo che viaggia verso la luna ed oltre non può essere in queste condizioni, quindi deve essere ulteriormente protetto. E magari è proprio dalle esperienze su AMS, questo strumento che andrà in qualche modo ad identificare l’antimateria si potranno trovare qualche soluzione. Cioè la costruzione di un campo magnetico portatile organizzato da superconduttori il quale protegga come un piccolo guscio gli astronauti o l’astronave che viaggerà poi verso la luna e verso Marte. Sono tutte tecnologie che devono essere ulteriormente sviluppate e che una volta sviluppate e messe insieme possono dare la soluzione di quello che farà l’uomo nella sua esplorazione…

beh il campo magnetico necessario dovrà essere sicuramente molto potente…

Parlando con gente di Thales Alenia Space mi hanno riferito che anche loro stanno lavorando ad un progetto di quel tipo, ma devono capire bene le interazioni con la fisiologia umana immersa in un campo magnetico simile per lungo tempo, come per esempio durante un viaggio di andata e ritorno per Marte.

Ciao

Raffaele

Il fatto è che
1 AMS non ha più un magnete superconduttore. Per gli schermi magnetici il sistema criogenico dovrà funzionare per bene, non come quello di AMS che infatti è stato rimosso.
2 Il campo magnetico di AMS non c’entra nulla con quello necessario a proteggere gli astronauti.
3 AMS non studia i raggi cosmici per capire i rischi degli astronauti, ma per studiare antimateria e materia oscura
e mi fermo qui

Anni addietro ho fatto parte di un topical team dell’esa proprio per questo problema.
Le conclusioni in breve sono che per i raggi cosmici galattici, che sono nuclei [NO isotopi e] di alta energia non c’è speranza.
Una cosa più piccola per le eruzioni solari, composte da protoni sino ad un GeV sarebbe più alla portata di mano. Una protezione del genere andrebbe acecsa solo durante gli eventi solari ma consentirebbe una missione al massimo solare, dove la probabilità di eruzioni è più alta ma
il flusso di raggi cosmici galattici è più basso

ciao

marco

www.casolino.it

Ciao Marco, grazie per la risposta,
staremo a vedere cosa riusciranno a fare… con le ultime due esplosioni solari degli scorsi mesi avevo anche letto che se ci fosse stato in volo una navetta apollo la dose ricevuta in quei momenti dagli astronauti sarebbe stata fatale…

ciao
Raffaele

P.S.
Complimenti per il libro letto io e tutta la famiglia eheheh

Ciao Raffaele,
grazie mille, sono contento che il libro ti sia piaciuto.
Per le eruzioni solari: le ultime due erano molto “moscie” ossia bassa intensità e anche bassa energia massima (100 MeV). Non credo ad occhio e croce che sarebbero state un problema per gli astronauti.
Quella del 1972, a metà tra due missioni Apollo, li avrebbe probabilmente uccisi. Forse si sarebbe salvato quello in orbita nella navetta Apollo (che era ben schermata), ma i due nel LEM avrebbero preso vari Sievert…
Gli altri due eventi potenzialmente mortali sono stati quelli del 1956 e del 1989…
In conclusione la base lunare (se mai ci sarà) dovrà esser sotto terra, magari nei tubi di lava solidificata…

marco

www.casolino.it

Ne approfitto anche io per farti i complimenti per il libro, letto e piaciuto un sacco per obiettività, semplicità espositiva e capacità divulgativa, lo passerò sicuramente al resto della famiglia e a conoscenti (in questi casi ne consiglierò l’acquisto :slight_smile: )

Grazie mille, veramente. E’ molto importante avere opinioni da chi lo ha letto, per capire se si è riusciti a scrivere qualcosa di sensato…
Per inciso, a novembre dovrebbe uscire Grikon, un mio romanzo ambientato in giappone (ma con molta fisica… più di quanta pensavo mi avrebbero fatto tenere)
grazie ancora

marco

…solo per amor di precisione…i raggi cosmici galattici sono quasi esclusivamente protoni (ad alta energia), quindi, essendo cariche positive, possono essere trattate comunque mediante campi magnetici e/o elettrostatici. Fossero stati isotopi (atomi…neutri) il problema sarebbe stato effettivamente serio.

Hai ragione… ho scritto una sciocchezza, non volevo dire isotopi, volevo dire “nuclei”.
Questo quando si posta durante le riunioni…

marco