Annunciato il primo propulsore senza propellente

L’azienda comasca GENERGO, rimasta per anni nell’ombra ma con alle spalle 700 ore di test in 3 missioni “rideshare” con D-Orbit (anch’essa comasca) su Falcon 9 nel 2022/23, esce dall’ombra presentando il propulsore a zero propellente.

Genergo’s system generates thrust without using any propellant and without expelling reaction mass, by directly converting electrical energy into thrust through controlled electromagnetic impulses. To the company’s knowledge, it is the first space-propulsion system worldwide capable of operating without propellant, flight-tested and validated on orbit, and it represents a clear discontinuity from current standards. By design, the technology is scalable and operates with a modest power requirement.

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Comunque, vista la scarsità di informazioni, la cosa è tutta da dimostrare perché scritta così violerebbe qualche legge della fisica.

Intanto ho trovato un brevetto a loro intestato

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Mi sa tanto di famigerata “energia del punto zero” che impazzava nei primissimi anni 2000 anche grazie a libri (stile Kolosimo/von Daniken) come “The Hunt for Zero Point” di Nick Cook.

O roba tipo “Electrogravitic Systems” insomma…

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Saranno a Brema da domani, se qualcuno del forum sarà presente potrà incalzarli di persona. Un paio di miei colleghi ci saranno ma hanno l’agenda di incontri piena.

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La prova devono fornirla loro, ma chissà perché c’è qualcosa che mi fa pensare male, tipo la fisica.

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In fisica, “pasti gratis” non ne esistono…

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Ho dato un’occhiata molto veloce, sembra un attuatore lineare inserito in un cilindro. Insomma, un pistone mosso elettricamente. Credo che questa soluzione non sia idonea nemmeno per un ascensore, forse per spostare piccoli oggetti attraverso un condotto colonnare, come il robot della farmacia.

Dal brevetto sembrerebbe molto meno. Nessuna Dark Energy o macchina antigravitazionale.

Qui abbiamo un proceeding del PoliMI:

nemmeno qui abbiamo informazioni sulla tecnologia. Genergo ha finanziato un lavoro di ricerca per modellizare la dinamica del veicolo rilasciato in orbita e dimostrare che la tecnologia misteriosa permette propulsione e controllo di assetto. Chiedo aiuto agli esperti: l’articolo non è per nulla chiaro. Purtroppo in molte conferenze compaiono lavori volutamente illegibili. Non so come possano essere accettati, ma accade.

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Mamma mia che supercazzola quel paper. Altra tegola sulla mia personale valutazione dell’università ai giorni nostri.

In pratica hanno mandato su uno di questi motori che dovrebbe teoricamente avere forze dell’ordine dei picoN e con un sacco di variabili (tra cui l’inerzia…) hanno fatto “reverse engineering”(??) dell’effetto che avrebbe dovuto avere sull’assetto per sviluppare un modello da validare usando il veicolo stesso.

Posso dire che è imbarazzante?

P.s. un motore a spostamento di massa chiaramente non può produrre nessuna spinta, può solo irraggiare la potenza del motore che muove la massa per riscaldamento del veicolo

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La vulgata vuole che editori specialistici (un esempio, IEEE) siano un riferimento per il settore, in realtà non sempre ma spesso, assolvono al compito di permettere ai ricercatori di pubblicare omettendo o cammuffando i dati come desiderato da chi finanzia lo studio. In sostanza non si tratta di articoli scientifici.

Sorvogliamo sull’ambito bio-medicale…

Certo, anzi, è ridicolo.

Certo, pubblicare. Adesso conta solo il numero di pubblicazioni, è la sconfitta della cultura.

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Piano… Questo non è un paper su nessuna rivista, è stato scritto per lo IAC.

Da che mondo è mondo lo IAC accetta qualunque tipo di proposta, non ho mai sentito di nessuno che abbia presentato una proposta di articolo allo IAC e sia stato rifiutato.

Questo sembra tanto un paper scritto da qualche studente come tesi di laurea, probabilmente in quell’azienda.

Cmq, il paper parla del modello di analisi orbitale, e conclude che per poter fare questo tipo di analisi “al contrario”, serve un modello molto più preciso. Insomma, non conclude niente…

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Ti chiedo, da medico, di non generalizzare. Ci sono nel nostro ambito riviste molto serie sia italiane che no per le quali la fase di revisione è molto dura e impegnativa per poter avere un lavoro accettato. Credo che come in tutti gli ambiti ci sia alta serietà o poca serietà.
Chiedo scusa a tutti per lo sfogo, ma le generalizzazioni “gratuite” non le sopporto.

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Però è un dato di fatto, che piaccia o no. Pubblicare è più importante di cosa si pubblica. Ci sono canali importanti e canali indecenti? Sicuramente ed in tutti i settori. Non si tratta di fare tutta l’erba un fascio, ma di capire il motivo dell’esistenza dei canali indecenti, cioè l’importanza del pubblicare più che del contenuto. Sta roba è andata su, non è una bozza di idea sulla carta del formaggio

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No, due dottorandi. Sembra che Genergo finanzi il progetto. Ho dato un’occhiata ai dati di Genergo ed all’indirizzo presso cui è registrata. Un grande punto interrogativo.

In linea di principio non dovrebbe contare solo il numero degli articoli, ma anche le citazioni, l’indice H. In realtà il numero è ciò che conta di più. Tanti articoli o proceeding, ci si cita a vicenda e le citazioni salgono. Chiaramente alla base ci sono i dottorandi che sono obbligati a pubblicare, quindi un IAC è sempre utile. Ovviamente se viene accettato il lavoro per la conferenza, ci parte anche la vacanzina. Credo che sarebbe opportuno che le conferenze siano svolte solo on-line.

E poi, molti articoli non saranno mai letti. Avete presente i ricercatori tutti esaltati per l’arrivo del nuovo dottorando Iraniano il quale risulta aver pubblicato durante gli studi? Poi si scopre che il neo-dottorando aveva pubblicato su un giornalaccio Iraniano e gli articoli erano semplici esercizi o progettini al simulatore.

Lo trovo di una tristezza disarmante, ci sono troppi dottorandi, troppi falsi newton che poi c’è da piazzare a fare qualcosa.

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Concordo, ma non sui dottorandi. Ho trovato il dottorato fondamentale per la mia preparazione. Durante il dottorato s’impara realmente, anche a criticare il mondo della ricerca.

Purtroppo è fondamentale avere un buon tutor.

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Critico i dottorandi, non i dottorati..Va da sé che l’elite della cultura necessiti di un percorso lungo e tendenzialmente infinito, ma chi ci accede dovrebbe essere solo la élite delle menti e non dovrebbe essere richiesto di pubblicare nulla per dimostrarlo. Lo dico da laureato in ingegneria che ha conosciuto persone estremamente più dotate di me e che vorrebbe vedere solo quelli raggiungere le vette dei titoli.

Scusate, non ho letto nessuno dei link che avete postato, tanto penso non ci capirei niente.

Comunque, qui nella mia città (Padova) un paio di mesi fa c’era una manifestazione in cui l’Università allestiva dei gazebo in piazza e i ricercatori parlavano delle loro ricerche. Quelli di ingegneria aerospaziale mostravano il prototipo di un “apparecchio” che servirebbe a deorbitare i satelliti a fine vita e che funzionerebbe senza propellente. In pratica il satellite “estenderebbe” un nastro metallico che verrebbe percorso da una corrente. Essendo immerso nel campo magnetico terrestre, il filo (e con lui tutto il satellite) risentirebbe di una forza che se non ricordo male dai corsi di fisica si chiamerebbe forza di Lorenz. Dicevano anche che lo stesso principio potrebbe essere sfruttato per fare il reboost del satellite. Per cui una propulsione senza propellente non mi sembra del tutto impossibile, per lo meno in orbita terrestre. Questo sempre che non mi abbiano raccontato frottole. Mi sfugge qualcosa?

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Come la storia dell’EMDrive, spinta sì ma solo se è immerso in un campo magnetico. Se è questa la tecnologia di cui si parla, non c’è niente di rivoluzionario. Il punto è che leggendo l’articolo linkato, mica ho capito tanto bene di cosa si tratta…

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