Arpionare una cometa per rubarle energia cinetica


#1

Il JPL ha uno studio molto fantasioso per una tecnica di volo spaziale che permetterebbe di risparmiare carburante usando una cometa come “traino”.

Se ho capito bene:

  • ci si avvicina alla cometa con velocità relativa non nulla (e potenzialmente molto alta).
  • la si arpiona con un cavo srotolabile moooolto lungo
  • si srotola il cavo man mano che si allontana, usando un freno rigenerativo (come quello delle macchine elettriche) per frenare lo srotolamento (dunque progressivamente adattare la nostra velocità a quella della cometa) e accumulare energia, fino a ad avere delta V zero

Poi due opzioni:

  • arrotolare il cavo con l’energia accumulata ed atterrare sulla cometa
  • usare l’energia accumulata per andare da qualche altra parte

Su slashdot fanno notare che “nanotubi di carbonio” sono la formula magica che rende tutte le obiezioni ingegneristiche a questo approccio nulle (tanto vale fare il cavo in unobtanium…)

Interessante però.



#2

…e se il cavo si rompe?
Sono perplessa sull’effettiva riuscita…pensiamo al Tethered: contesto molto più semplice, cavo molto più corto, eppure non è stato un successo.


#3

In quel caso il cavo si è rotto per l’eccessiva corrente


#4

In questo caso non dovrebbero esserci campi magnetici tali da generare corrente, ma il problema è di resistenze meccaniche a trazione, torsione, etc etc… Per questo devono tirare in ballo i nanotubuli di unobtanium.


#5

Mah… se l’un per mille delle applicazioni dei nanotubidicarbonio avessero avuto successo ora avremmo gli ascensori spaziali e non se ne parlerebbe più.