Arpionare una cometa per rubarle energia cinetica

Il JPL ha uno studio molto fantasioso per una tecnica di volo spaziale che permetterebbe di risparmiare carburante usando una cometa come “traino”.

Se ho capito bene:

  • ci si avvicina alla cometa con velocità relativa non nulla (e potenzialmente molto alta).
  • la si arpiona con un cavo srotolabile moooolto lungo
  • si srotola il cavo man mano che si allontana, usando un freno rigenerativo (come quello delle macchine elettriche) per frenare lo srotolamento (dunque progressivamente adattare la nostra velocità a quella della cometa) e accumulare energia, fino a ad avere delta V zero

Poi due opzioni:

  • arrotolare il cavo con l’energia accumulata ed atterrare sulla cometa
  • usare l’energia accumulata per andare da qualche altra parte

Su slashdot fanno notare che “nanotubi di carbonio” sono la formula magica che rende tutte le obiezioni ingegneristiche a questo approccio nulle (tanto vale fare il cavo in unobtanium…)

Interessante però.


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…e se il cavo si rompe?
Sono perplessa sull’effettiva riuscita…pensiamo al Tethered: contesto molto più semplice, cavo molto più corto, eppure non è stato un successo.

In quel caso il cavo si è rotto per l’eccessiva corrente

In questo caso non dovrebbero esserci campi magnetici tali da generare corrente, ma il problema è di resistenze meccaniche a trazione, torsione, etc etc… Per questo devono tirare in ballo i nanotubuli di unobtanium.

Mah… se l’un per mille delle applicazioni dei nanotubidicarbonio avessero avuto successo ora avremmo gli ascensori spaziali e non se ne parlerebbe più.