Astrofotografia - M33


#1

Messier 33, ovvero la Galassia del Triangolo. E’ la terza galassia per dimensione del Gruppo Locale, dopo la galassia di Andromeda (M31) e la nostra. E’ anche la seconda per distanza, dopo M31, e si trova a circa 2,7 milioni di anni luce da noi. Ha un diametro di circa 60.000 anni luce, circa metà della Via Lattea.
Nell’immagine si vedono bene le spire, tipiche di una galassia a spirale. Le spire sono onde di densità, create dal moto orbitale delle stelle e dei gas attorno al comune centro di gravità. Si nota bene la differenza di colore delle popolazioni stellari, con il nucleo galattico e le zone interne composti essenzialmente da stelle rosse e giallo-rosse, mentre nei bracci ci sono zone di formazione stellare che creano distese di giganti blu, di vita breve (decine di milioni di anni) ma molto luminose. Lungo i bracci si vedono zone circondate di rosso. Sono nebulose ad emissione, o zone HII, dove l’intensa luce UV delle giovani giganti blu ionizza il gas idrogeno, che emette nel rosso; sono nursery stellari, come le nebulose della nostra Galassia. Tutte le altre stelle nell’immagine sono locali, fanno parte dell’alone della Via Lattea.
M33 è anche un terreno di prova per le ipotesi sulla materia oscura. Infatti la dinamica orbitale non è spiegabile se non supponendo che M33 sia immersa in un esteso alone di materia oscura, con una massa di circa 5 volte quello della materia ordinaria (stelle e gas).
Un problema nella ripresa di M33 è capire dove finisca la galassia. I bracci esterni sono molto tenui, e deformati da un probabile incontro precedente con M31. L’immagine è il risultato di circa 2 ore di ripresa, fatta da Pragelato (TO) nell’ottobre 2016, e rilavorata quest’anno. Telescopio Newton 200 mm f/4, camera EOS 60D modificata.

Una cosa che pensavo durante la ripresa è che la luce che ho raccolto è partita da M33 quando sulla Terra doveva ancora aprirsi la gola di Olduvai in Tanzania, e forse a quei tempi qualche ominide stava sperimentando l’andamento bipede. L’astronomia è, più di tutte le altre, una scienza del passato.


#2

Un’altra stupendissima immagine! :astonished: Grazie per la condivisione (e compliments per l’elaborazione: valeva la pena aspettare due anni)
:clap: :clap: :clap:


#3

Grazie Roberto. Elaborando si impara :slight_smile: e questa versione è nettamente migliore di quella di due anni fa


#4

Bellissima!