ATK ha assunto l'incarico di costruire i motori per Stratolaunch


#1

ATK ha assunto l’incarico di costruire i motori per Stratolaunch

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Articolo completo: ATK ha assunto l’incarico di costruire i motori per Stratolaunch


#2

Macchina interessante: partendo da 9000 metri il razzo potrebbe avere ugelli più grandi e quindi una spinta e un impulso specifico maggiore. Inoltre il lancio da un aereo permetterebbe la scelta della latitudine più adatta all’orbita del setellite che deve essere lanciato. Come contropartita c’è una maggiore complessità del sistema e il fatto che se il I stadio non si accende il razzo viene perduto (a meno che lo sgancio non avvenga dopo l’accensione, ma in questo caso se lo sgancio fallisce sarebbe l’aereo ad avere seri problemi).

Riusciranno a lanciare a prezzi più bassi della SpaceX?
Staremo a vedere.


#3

La seconda ipotesi mi sembrerebbe follemente pericolosa per l’aereo ed il suo equipaggio.

L’idea di Stratolaunch è affascinante ma a me continua a sembrare difficilmente realizzabile…il lancio di un vettore è, ancora oggi, un momento critico in cui vengono effettuati centinaia di controlli, tutto deve funzionare liscio e gli abort/scrub non sono poi così infrequenti…fare tutto questo in volo mi pare veramente una grossa complicazione… Però ben venga l’iniziativa coraggiosa, spero mi daranno torto!


#4

Qualcosa di simile alla scena iniziale di Superman Returns, con la differenza che alla fine non arriva Superman e li salva.

E’ interessante notare che fino a questo momento il mercato ha sempre premiato le scelte semplici e rigettato sistemi complessi e costosi. La SpaceX è partita con un sistema a stadi spendibili semplici, pratici e poco costosi, poi, sfruttando il fatto che raramente un razzo porta in orbita tutto il carico pagante che potrebbe, sta cercando di studiare il modo di sfruttare il surplus di propellente per far rientare gli stadi. Si tratta però di un upgrade graduale su un sistema già funzionante che produce utili: dopo aver lanciato i satelliti, i tecnici fanno esperimenti di recupero del I stadio, con i costi di ricerca e sviluppo già pagati dal lancio.

Viceversa sistemi di concezione anche geniale, ma che hanno avuto bisogno di anni di messa a punto senza produrre utili sono falliti per motivi di bilancio; primo tra tutti l’interessantissimo Rotary Rocket, che potenzialmente avrebbe potuto avere le capacità direzionali di uno spazioplano col peso di una capsula.