Attracco magnetico?

Stavo guardando questo sistema di cattura della capsula Chang’e5:

Nello stesso momento stavo anche guardando il cavo di ricarica USB del mio cellulare… E’ uno di quei nuovi cavi magnetici, basta avvicinarlo al cellulare, anche solo reggendo il filo invece dello spinotto, e si aggancia da sè.

Mi chiedevo allora se questo non potrebbe essere un modo efficace per agganciare provvisoriamente una navicella durante una manovra di attracco automatico!

In via preliminare, appena la navicella è a una distanza sufficiente, che può essere anche qualche decina di metri, gli lanci contro (con delicatezza…) un filo con attaccato all’estremità un supermagnete al neodimio; naturalmente tutto o parte del satellite dovrebbe essere rivestito di una piastra ferrosa, invece del solito alluminio. Ma questo sistema renderebbe molto più efficace il docking preliminare: anzichè affidarsi a complicati e costosi sistemi di navigazione di precisione per l’avvicinamento finale, basterebbe questo “gancio magnetico” per guidare la navicella in modo precisissimo verso il punto di attracco. Una volta agganciata alla meglio alla “nave madre”, la si metterebbe poi in sicurezza con un sistema di attracco tradizionale più stabile.

Volendo si potrebbe piazzare il magnete a bordo del satellite da riacchiappare, piuttosto che in cima al cavo, così potrebbe essere un elettromagnete, disattivabile ad attracco ultimato o in caso di problemi; in questo caso in cima al cavo ci sarebbe un semplice pezzo di ferro.

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se devi portarla a 10 metri dal punto di docking, tanto vale farla arrivare fino alla fine.

Aggiungere il sistema che hai pensato tu, imho aggiungerebbe solo ulteriore lavoro.

Comunque molto interessante la clip che hai postato. Sembra un misto tra il sistema usato per le ELC della ISS e l’interfaccia Payload/ piattaforma esterna Kibo.

Avvicinarsi a 10m è ben diverso che avvicinarsi con una precisione centimetrica per centrare l’attracco. Ma comunque ho detto un numero qualunque (10 metri) solo perchè non saprei come calcolare fino a che distanza sarebbe efficace questo sistema. Il cavo dell’ “esperimento tethered” era lungo 20 km, ma non so se una massa passiva potrebbe essere diretta con precisione a questa distanza, a causa della forza esercitata su di essa dal filo .

Non sei il primo a pensarci: https://www.researchgate.net/publication/320264710_Microgravity_tests_in_preparation_of_a_Tethered_Electromagnetic_Docking_space_demonstration

Ex-colleghi dell’università hanno coniato il concetto di tethered electromagnetic docking, a cui io stesso ho, nel mio piccolo, contribuito.
Ad ogni modo, parlando a posteriori, sostanzialmente concordo con Raffaele :wink:

I magneti sono utilizzabili a patto di essere avvicinati a distanze dell’ordine dei cm.
se le due parti sono lontane è possibile che sia utile sparare un lazo magnetico, ma serve molta precisione, oppure avremo un cavo che pericolosamente rimbalza attorno alle due sonde in maniera incontrollabile

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