Attracco Soyuz 4 - Soyuz 5

Se avete avuto una brutta giornata vi consiglio questo thread di Scott Manley

Che per comodità traduco, anche se in italiano rende meno.

Di solito quando voglio raccontare una storia verifico su YouTube se qualcun altro ha recentemente caricato un video in merito o, peggio, se esiste un video migliore di quanto io riesca mai a fare. E a volte trovo video così pessimi che vorrei non averci mai cliccato.

Se vedo un video di “Bright Side” so già che sarà terribile perché sacrificano la veridicità dei fatti in favore della brevità del video. Ho trovato un video sulla missione Soyuz 4 e 5, il primo docking fra Soyuz avvenuto nel gennaio del 1969.

Iniziamo con un’immagine che mostra la crescita dei Soyuz, dall’ 1 al 4.

Poi il momento in cui la Soyuz 5 incontra la Soyuz 4 in orbita mentre entrambe hanno ancora i core stage attaccati, e lo stadio superiore inutilizzato. La Soyuz 4 ha ancora i motori in venting nonostante sia in orbita da un giorno.

Dopo aver portato i booster in orbita, li hanno gettati prima di tentare un attracco utilizzando un sistema di docking che non è mai esistito (sebbene siano state realizzate bozze nel 1971).

Il rendezvous dev’essere stato parecchio difficile, perché quelle orbite sugli schermi non seguono alcuna legge della fisica che io conosca. Forse hanno avuto qualche problema a far girare un programma/display del 1969 su un Macbook Pro del 21mo secolo.

Allo stesso modo, hanno usato il sistema KURS direttamente dal 1985. Tra l’altro, la Soyuz 2 deve aver vissuto dei brutti momenti durante l’attracco perché non aveva equipaggio, era solo il target della Soyuz 3.

Ma un hard docking è solo il primo passo, adesso i cosmonauti devono eseguire una EVA tra le due navette. La videocamera zoomma nel sistema di docking per mostrare PICCOLISSIMI cosmonauti che passano nell’adattatore.



I cosmonauti indossano tute che li fanno sembrare dei Teletubbies, le tute Yastreb usate nella missione reale erano noiose.


Boris Volynov, il pilota della Soyuz 5, è rimasto indietro, nel modulo di discesa. Come potete vedere, in Bright Side non hanno alcuna idea di dove si trovi il modulo di discesa. Nel frattempo l’equipaggio in EVA è riuscito a rimanere incastrato all’interno del modulo di servizio.

Quelli di Bright Side ci spoilerano il fatto che la modalità di rientro di Boris a Terra fu particolarmente degna di nota. Beh immagino: si trova nel modulo orbitale anziché nel modulo di discesa.


I due cosmonauti in EVA nel frattempo sono riusciti a fuggire dal modulo di servizio, e mentre fluttuano tra le navette ora staccate discutono di un problema minore, e non notano che la Terra sta ruotando al contrario.



A quanto pare, avere a disposizione maggior carburante significa che devi tornare a terra prima del previsto… ok, ma queste non sembrano le steppe del Kazakhstan, e quello non sembra un elicottero sovietico.



Il giorno successivo Boris torna a terra, ma ha qualche problema con l’orientamento della capsula. Forse perché per questa operazione sta usando il sistema di docking.

O forse è perché il suo modulo orbitale è improvvisamente diventato una capsula Apollo?

Ora la capsula Apollo si gancia e si butta a pesce, di punta, verso l’atmosfera. Le cose si mettono male.


Il calore fa esplodere serbatoi di propellente immaginari.

Ma ora miracolosamente l’Apollo si riaggancia al modulo di discesa, una versione Jackass della missione Apollo Soyuz.

Ma niente, riesce a fuggire di nuovo dall’aggancio del modulo di discesa e rientra in atmosfera in modo sicuro. Ma solo con 2/3 dei paracadute in funzione. La Soyuz ne usa uno solo.

Durante l’atterraggio il sistema di soft landing non funziona. (Non funziona così il soft landing sulla Soyuz).



Alla fine viene salvato, di nuovo da un elicottero non sovietico, mentre indossa una tuta che prima non aveva, e facendo un’escursione che non ha mai fatto.


Per correttezza devo dire che alcuni storici rispettati affermano che lui abbia veramente [fatto un’escursione] camminato dalla sua capsula fino ad una capanna vicina, ma lui stesso disse che era rimasto nella capsula. La temperatura era di -38° e indossava solo una leggera tuta di volo in lana. Inoltre, Boris Volynov è l’unico membro ora in vita del primo gruppo di cosmonauti.

Dai, vi metto il video, che da oggi aumenterà le visualizzazioni a dismisura grazie a Scott. :see_no_evil:

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Alla fine Scott ha fatto un video suo, diamogli qualche visualizzazione meritata :grin:

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