Bartolomeo, la nuova piattaforma esterna europea per la ISS

Parlano di raffreddamento attivo fino a un totale di 1.5 kW! Finora pensavo fosse solo una piattaforma senza TCS attivo, simile alle altre piattaforme esterne. :astonished:

Mi domando come intendano farlo. A occhio credo che si attacchino al circuito dell’ammoniaca, ma non ne parlano nella presentazione. L’attacco potrebbe essere a qualche Interface Heat Exchanger di Nodo 2 attualmente non in uso, il che richiederebbe di far passare linee di ammoniaca fino a Columbus e poi collegarle a Bartolomeo. In più bisognerebbe lanciare Bartolomeo con ammoniaca pressurizzata nelle linee, il che significa che di sicuro deve essere lanciato in un comparto non pressurizzato (il trunk di Dragon).
Insomma, se è così ci vorranno un po’ di EVA per montare il tutto e collegare le linee…

Ringrazio per questa aggiunta che rende più ricco l’articolo in merito dando la possibilità di avere dettagli per un’eventuale discussione ed evitare così di tergiversare su altri argomenti, a parer mio, inutili per quanto discusso.

Inutili forse per la discussione tra utenti competenti, ma vi assicuro comunque assai interessanti per rookies assoluti come il sottoscritto, che grazie ai vostri thread possono sperare di apprendere un frammento della complessità che sta dietro alla materia che ci appassiona :stuck_out_tongue_winking_eye:
Dal mio umile cantuccio ringrazio indistintamente per l’occasione che ci date di sbirciare, dal buco della serratura, il progresso della tecnica in campo astronautico

Permettimi, io non voglio e non mi permetterei mai di iffendere nessuno però il parlare dei vari voltaggi e spine utilizate nei vari stati mi sembrava alquanto fuori argomento. In questo post è meglio parlare della composizione e struttura della futura piattaforma Bartolomeo e di come verrà portata in orbita ecc…argomento sicuramente più interessante.

A parer mio l’idea di dotare il modulo Columbus di questa piattaforma valorizza maggiormente la parte europea e permetterà di svolgere molti più esperimenti in altri settori.

L’unica cosa che mi lascia un poco perplesso è il volerla posizionare nella parte anteriore del modulo, dove vi è il PMA per l’aggancio delle future navette abitate. Non si rischia così di avere le parti troppo vicine l’una all’altra?

Sicuramente avranno studiato bene la cosa e fatti i dovuti calcoli però…percheè non metterla sul lato opposto, il lato che guarda verso il modulo Quest?

Ci ho pensato anch’io.

Quella posizione però può anche avere certi vantaggi, proprio perché è davanti alla ISS. Ad esempio NASA stava sviluppando un esperimento per fare una statistica degli impatti da MMOD sulla ISS, che in sostanza era una “parete” multistrato da esporre all’esterno. E metterla in punta sicuramente sarebbe un vantaggio.

Poi ci possono anche essere motivi termici, di cui è difficile parlare senza vedere i calcoli fatti, e costruttivi: nè Columbus nè Nodo2 sono perfettamente simmetrici. Magari dall’altra parte sarebbe stato molto più difficile (o forse addirittura impossibile) collegare durante un’EVA tutto quello che serve…

Insomma, sicuramente hanno considerato l’aspetto del PMA nel trade off, e sicuramente se hanno fatto quella scelta è perché Bartolomeo in quella posizione non crea troppi problemi

Senza alcun dubbio è giusto il tuo ragionamento e non penso proprio che abbiano deciso di metterla in quella posizione solo perchè gli andava così. Avranno fatto tutti i loro calcoli e le loro prove per accertarsi che non vi saranno problemi.

Visto comenuque il ritardo dell’invio dei prossimi moduli russi, ed in particolare l’MLM, potrebbero mettere su questa piattarfoma il braccio robot ERA così da utilizzarlo proficuamente come fanno i giapponesi con quello dello JEM.

Grazie a questo PDF veniamo a conoscenza, fra le altre cose, che la piattaforma verrà lanciata nel trunk di una Dragon e che la sua installazione richiederà una sola EVA. Nessuna EVA sarà invece necessaria per l’installazione dei payload.

Grazie per aver condiviso questo interessantissimo pdf. Oltre al materiale già disponibile qui nel forum, arricchisce ulteriormente il nostro sapere in merito a questa piattaforma.

Bisogna dire che il Dragon con il suo trunk da la possibilità di trasportare carichi che altrimenti non sarebbero trasportabili. Una bella cosa!

Possibile che nessuna altra società abbia pensato di realizzare qualcosa di simile o apportare delle modifiche al loro velivoli?

Video promozionale.

Succinto ma chiaro.

Intanto è arrivato il primo cliente, Neumann Space, una start-up australiana che si occupa di propulsione ionica.

Lancio previsto alla fine del 2018.

http://neumannspace.com/fast/

Sperando che la Space X non incappi in altri problemi con il suo vettore!

Aggiornamento.


Bartolomeo 2017 update.pdf (3.31 MB)

Il nostro articolo dello scorso anno.

Ed una nuova presentazione aggiornata.

http://amz.xcdsystem.com/4F14E44B-BC41-E69B-DFAF5A1B1627A0EA_abstract_File14318/PDFUpload_36_0724024609.pdf

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In realtà NGIS ha una configurazione di Cygnus che prevede due Passive Flight Releasable Attach Mechanism (Pfram) per dei payload esterni in sostituzione a due pannelli MDPS standard.

Immagino che il successo dei trunk di Dragon è dovuto al limite di volume interno pressurizzato della capsula, il che lascia diversi kg di payload utile a disposizione all’esterno della stessa …

Cygnus invece è riempito come un ovetto e la porzione di payload utile da installare all’esterno del modulo è decisamente limitata…

Non escludo ci sia una spiegazione più plausibile però… :thinking:

Piccolo aggiornamento riguardo la piattaforma Bartolomeo tratto da ISS Daily Summary Report – 02/01/2020.

In vista dell’arrivo della piattaforma commerciale Bartolomeo, che arriverà sulla Stazione con il veicolo cargo Dragon CRS-20, la squadra di robotica ha eseguito un’ispezione del Cargo Bridge & Columbus Trunnion utilizzando le telecamere del braccio robotico Canadarm2. Dopo il suo arrivo, sarà installata e attaccata roboticamente ai perni portanti rivolti verso la direzione di volo del Columbus. La distanza tra un perno e l’altro è fondamentale per il successo dell’installazione di Bartolomeo, in quanto una spaziatura maggiore del previsto potrebbe comportare un carico strutturale eccessivo all’interno della trave stabilizzatrice durante la chiusura del morsetto del perno. Questa ispezione aiuterà a confermare la misurazione in orbita della distanza tra i perni.

P.S: Non so se ho tradotto/interpretato correttamente ram-facing Columbus (COL) trunnion pins. Cercando in rete ho trovato che il “Ram-side” è il lato che punta verso la direzione del moto del satellite.

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La piattaforma Bartolomeo è stata inviata al Kennedy Space Center. Una volta lì sarà sottoposta ad una accurata ispezione, verificando inoltre che tutto funzioni correttamente. Conclusi i controlli di rito potrà essere collocata nella sezione non pressurizzata della Cargo Dragon, con cui raggiungerà la Stazione Spaziale Internazionale. Al momento il lancio della missione Dragon CRS-20 è previsto per i primi di marzo.

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Video informativo.

Tirato fuori dal trunk di Dragon

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