Beresheet, un fallimento che è piaciuto a tutti

In realtà i tardigradi “di contrabbando” non sarebbero pirati bensì clandestini. :wink:

Ma infatti è chi li ha fatti salire come clandestini che si è dichiarato pirata. :grinning:

Pregate che non abbiamo mai qualche altra brillante idea il giorno in cui dovessero mandare sonde in posti a rischio contaminazione.

Questa storia ci fa riflettere su come allo stato attuale non vi siano normative vincolanti a livello internazionale (cioè fatte osservare da un organismo riconosciuto che poi possa sanzionare le violazioni) su molte delle materie spaziali.

Non credo che mandare dei tardigradi sulla Luna rappresenti un particolare rischio di contaminazione (anche perché già gli astronauti Apollo ne portarono e lasciarono parecchi, di organismi di natura terrestre) ed è sempre possibile che nonostante procedure di decontaminazione pre-lancio qualche batterio sopravviva e raggiunga, che so, Marte.
Ma “imboscare” apposta forme di vita o materiale biologico su una sonda destinata ad un altro corpo celeste, per non si sa bene quale scopo e in che tipo di “esperimento” scientifico, a me pare una bravata che non ha niente di affascinante o “figo”.

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Arte, ha detto ieri.

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In questo thread Twitter il planetologo Phil Metzger spiega perché non è una buona idea portare dei tardigradi sulla Luna:

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Mah dichiarazione che mi lascia a maggior ragione perplesso…mi sembra proprio una sciocchezza da parte di qualcuno che non aveva idea di ciò che stava facendo, non riesco a vederci niente di positivo.

Ma seguendo il principio di SpaceIL, fintanto che uno non viene scoperto, puó aggiungere quello che gli pare al payload, che so, anche del C4 per distruggere tutto? :thinking: Male, molto male.

La realtà dei fatti è che oggi un privato qualsiasi potrebbe caricarsi un razzo su una piattaforma marina, navigare in acque internazionali, lanciare un contenitore pieno di virus dell’influenza sulla Luna o su Marte e nessuno potrebbe farci niente, dato che non lancerebbe dal territorio di alcuno stato.

Una volta, dati i costi e i monopoli del know-how, lo spazio era appannaggio solo di agenzie spaziali nazionali.
Oggi, pur permanendo l’ostacolo enorme (per ora) di avere il giusto capitale iniziale e le conoscenze tecnologiche, i privati si affacciano prepotentemente a questo mondo, fondamentalmente senza una regolamentazione universalmente riconosciuta, obbedita e fatta rispettare.
Almeno in questo senso, il vecchio mondo spaziale sta venendo spazzato via…

Perché tendenzialmente è così che funziona la legislazione ed è bene che sia così.
Sì legifera dove serve e non preventivamente.
Man mano che l’accesso agli spazio sarà possibile ai privati crescerà l’esigenza di regolamentarne le operazioni e forse bisognerà pure decidere se ci sarà un’ente competente a livello ONU come per l’aviazione civile.

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