Bilanci storici sull'astronautica russa

Fa sempre malissimo constatare coi propri occhi (le infografiche sono brave in questo) la sfilza immensa di fallimenti dell’agenzia spaziale sovietica (e poi anche russa, sigh) in ambito esplorativo…inoltre, a peggiorare la situazione , ci sono state sonde come Phobos-Grunt che non sono state nemmeno in grado di lasciare l’orbita terrestre…la nostra percezione e conoscenza dell’universo sarebbe diversa imho se ai russi fosse andata un po’ meglio, avrebbero continuato?si/no/forse, nel caso l’avessero fatto avremmo avuto una rivalità più accentuata fra usa e urss durante gli anni '70, 4 fallimenti con l’N1, fallimenti di qua, di là, crolla poi l’Urss altri fallimenti (si, non citatemi la Mir, sappiamo tutti che -almeno lei- è stata una grande esperienza)…mi ricorda , questa triste pagina dell’esplorazione, la triste condizione umana legata a quello che è il fallimento: provaci, provaci, vedrai che ti rialzerai più forte di prima, dovrai dimostrare, solo quando sarai in piedi un altra volta…se, un altra volta. Quanta ipocrisia tremenda in queste frasi fatte, i fallimenti sviliscono l’individuo, schiacciandolo sotto il peso di un mondo crudele. Così è successo all’agenzia spaziale Sovietica, posso solo immaginare il morale devastato di questi scienziati, ingegneri,etc… e poi anche a quella Russa, infatti Mars96 non ha avuto un successore e non ci sono state altre grandi iniziative da parte dei russi al Pathfinder e poi MER-A e MER-B…
scusate la variazione sul tema.

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Cerchiamo di fare chiarezza, messa come la scrivi tu sembra che la Cosmonautica russa sia una lunga sfilza di fallimenti il che, ovviamente, è una panzana pazzesca.

L’incipit della storia dell’astronautica parla russo: primo satellite artificiale, primo essere vivente nello Spazio, primo uomo nello Spazio, prima capsula triposto, prima capsula biposto, prima attività extraveicolare, primo allunaggio morbido automatico, prima foto del lato non visibile della Luna, devo continuare?

I russi hanno oggettivamente una battuta di arresto nel periodo cardine della Corsa alla Luna, complice senz’altro la morte prematura di Korolev nel gennaio del 1966.

Mentre gli americani si riprendevano dai primi record russi, con la sfilza di missioni Gemini fino a quelle Apollo, la cosmonautica russa non stava proprio a guardare: le missioni Venera, i rover Lunokhod sulla Luna, e le stazioni orbitali Almaz e Salyut senza le quali la Mir non sarebbe mai stata realizzata se non per atto di magia.

Alla fine degli anni 70 del secolo scorso i russi iniziano ad imboccare una serie di strade senza uscite complice il programma Buran (nato come copia copiella dello Shuttle) il quale ha prodotto quel fantastico spinoff che fu il vettore Energia.

Poi il crollo dell’allora Unione Sovietica ha certamente cambiato le carte in tavola, l’esperienza della Mir è stata fatta confluire insieme agli americani nel più vasto programma ISS, mentre nel campo delle missioni robotiche i russi hanno avuto alcuni colpi di sfortuna (Phobos 1 e 2) misti ad una certa insipienza tecnica (dovuta probabilmente al ricambio generazionale).

Certo oggi la scellerata guerra voluta da Putin e dai suoi accoliti precipita la cosmonautica russa in un buco nero del quale è difficile vederne il fondo, cionondimeno questo non eclisserà mai gli strepitosi successi che hanno conseguito nel passato.

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Si sono d’accordo con Archipeppe.

Oddio,è anche vero che molti dei record citati furono dovuti ad esigenze propagandistiche,e che in molti casi ai Russi è andata bene,perchè dai problemi del volo di Gagarin,all’azzardo di inviare tre cosmonauti senza tuta strizzati in una Vostok modificata,all’EVA drammatica di Leonov, potevano sorgere altrettante tragedie spaziali.

Le tragedie vennero con la Sojuz-1 e con la Sojuz-11 (ma anche i voli intermedi,sappiamo oggi,hanno avuto momenti difficili,specie durante gli EVA).

Diciamo quindi che i Russi,molto più degli Americani (che negli anni 60 non scherzavano neanche loro,si veda Apollo.1 ) si sono assunti grandissimi rischi per avere sopratutto ritorni in termine di immagine geopolitica…ma a fronte di ciò non possiamo certo dire che il bilancio di quegli anni sia stata fallimentare…tutt’altro.

Se Korolev non fosse morto i Russi sarebbero arrivati per primi sulla luna?
Non sappiamo; gli Americani erano già avanti (anche considerando la battuta di arresto di Apollo-1) e oggi sappiamo che la defenestrazione di Krusciov e l’arrivo di Breznev aveva portato dei problemi a livello programmatico e dirigenziale.

Forse Korolev,se avesse avuto copertura politica poteva mettere in cantiere una missione di fortuna o la và o la spacca per portare un Cosmonauta a camminare sul suolo selenico…e che Marx e Lenin ce la mandino buona.

Se la fortuna avesse arriso una volta ancora all’URSS,chissà, come insegna la serie “For All Mankind”,anche gli Americani dopo il primo shock avrebbero rilanciato…o forse avrebbero deciso di puntare tutto sul dominio dell’orbita bassa con un vero Shuttle e delle stazioni.
Anche qui non sappiamo.

O forse il povero Cosmonauta sarebbe stato il primo uomo ad avere come tomba la luna.

Fatto sta che uno dei più grandi difetti del programma spaziale sovietico fu da un certo momento in poi voler sempre ansiosamente rispondere agli equivalenti programmi Americani…Dyna Soar/Mig 105…AAP workshop/Saljut…MOL/Almaz, e sopratutto Space Shuttle/Buran.

In quest’ultimo caso il timore per gli impieghi militari dello Shuttle assunse fin dall’inizio caratteri patologici,inducendo l’Urss a mettere da parte un promettente programma lunare per dirigere enormi sforzi verso la costosissima costruzione di una loro navetta.

Poi dal crollo dell’Urss in poi inizia un altra storia in cui la Russia ha dovuto fare inevitabilmente i conti con ordini di grandezza diversa…ed ora abbiamo anche le ricadute di questa infelice e cretina guerra.

Detto tutto questo però,non ci si può non inchinare davanti alla storia di una delle più rilevanti Astronautiche del mondo,ed ai suoi importanti risultati scientifici (si vedano anche le sonde automatiche).

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I primi successi spaziali sono innegabili e dovuti ad un governo che li appoggiava, ma è stato il “Sistema” sovietico poi a spegnere la cosmonautica. Già Korolev aveva i suoi problemi con N1. Tanti fattori sono intervenuti a frenare la cosmonautica, anche se con sprazzi di gloria.
La Russia di oggi non ha le risorse dell’Unione Sovietica, è bene ricordarlo.
Con un poco d’impegno nello spazio ci può andare chiunque. Lo spazio non è prerogativa di una nazione, popolo o generazione.

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Si,non c’è dubbio.
Il sistema era farraginoso,frenato dalla burocrazia e da gruppi di potere che invece di collaborare andavano ognuno per conto propio (se non l’uno contro l’altro).
Il massimo della spinta politica si ebbe sotto Krusciov,che però pretendeva risultati a tutti i costi, stunt propagandistici che per poco non si sono trasformati in tragedie.
E’ probabile,se Krusciov non fosse stato deposto avrebbe spinto per uno sbarco sulla luna a qualunque costo.
E il costo umano in quelle condizioni ci sarebbe probabilmente stato.

@archipeppe in realtà la mia digressione era nata dalla vista dell’infografica qui non visibile delle capsule di rientro unmanned per la raccolta di campioni, lungi da me non considerare grandiosi i successi dell’industria aerospaziale sovietica degli anni '50/60, consapevolissimo che il '66 fu il loro annus horribilis poichè la morte di Korolev segnò una grave battuta d’arresto a quell’ondata di successi che pareva inarrestabile, oltretutto, la morte di Korolev è uno degli argomenti che uso per smontare quel tipo di complottaro che se ne esce con cose tipo “eeh i russi erano più avanti degli americani, come hanno fatto a lasciar andare gli usa sulla luna e loro no?” , raccontando di come, dopo la Voschod 2, i sovietz non riuscirono più a primeggiare sugli yankee a livello tecnologico…cosa intendo con svilente, è che purtroppo i tanti insuccessi si sono fatti sentire, e mettono tristezza ancora a distanza di tanti anni, posso solo immaginare la mortificazione nel vedere quell’impegno elevatissimo , con obiettivi scientifici -oltre che propagandistici, certamente- mai più raggiunti. Come detto più volte, il ruolo che fu dell’urss di antagonista degli usa, oggi lo sta ricoprendo la cina. Aggiungo che per fortuna, almeno in questo settore, i trionfi non sono degli stati , ma del mondo intero, e oggi ancora ringraziamo quei risultati straordinari, indipendentemente da chi li ha portati a termine.

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@AstroJim92 da quello che scrivi percepisco, senza offesa, ancora una certa confusione sull’argomento.

Dire che dopo la Voskhod 2 la cosmonautica russa ha avuto una china in discesa fatta soprattutto di insuccessi significa, di fatto, ribadire quello che hai scritto nel tuo primo post.

Che gli americani abbiano sviluppato tutta una serie di tecnologie di frontiera nell’ambito del programma Apollo è patente, che i russi siano stati completamente surclassati da un punto di vista tecnologico è falso.

La tecnologia non è una cosa “granitica” come un monoblocco. Non a caso si parla di tecnologie al plurale, in alcune tecnologie gli americani erano avanzati in altre lo erano i russi.

Te ne cito alcune: capacità di rendez-vous e docking automatico prima con igla e poi con il kurs (gli americani il primo docking automatico lo hanno effettuato con Dragon 2!!), capacità di rifornimento in orbita (Salyut 6 e Progress 1), serbatoi di LOX superraffeddato (sviluppata per il Buran), capacità di recupero automatico di campioni lunari (con le sonde Luna 18 e 19), utilizzo delle grid fin per il controllo aerodinamico (torre di salvataggio razzo Soyuz).

Potrei continuare ma mi fermo qui giusto per darti un esempio su come tante tecnologie russe siano state più avanzate rispetto a quelle americane.

Sarà un mio limite ma tutte queste “delusioni ed insuccessi” che vedi tu, io non li vedo proprio…

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Le missioni su Venere hanno del miracoloso, al punto che per decenni nessuno ha provato a ripeterle. E’ un effetto simile a quello delle missioni apollo, quanto meno devi rifare quello che e’ stato fatto 50 anni fa ed e’ maledettamente difficile.

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Si,ma anche li…pure gli Americani avrebbero potuto lanciare una Gemini a metà del 64,facendo uscire fuori dalla capsula un Astronauta,se avessero tralasciato ogni parametro di sicurezza.
Probabilmente potevano anche tentare di lanciare un Apollo nel 65-66,strizzandoci dentro quattro membri dell’equipaggio.
Se il problema fosse stato giocare al circo equestre,senza rete di sicurezza,per accumulare primati gli USA potevano essere competitivi,se avessero voluto.

Si pensi solo che Shepard poteva essere il primo uomo nello spazio prima di Gagarin,se per prudenza non avessero voluto fare prima un test con uno scimpanzè.

A differenza dei sovietici,gli Americani avevano un opinione pubblica a cui dar conto di eventuali incidenti mortali (come dimostrò il dramma dell’Apollo-1).
E’ facile stabilire primati quando la sicurezza dei tuoi equipaggi passa in secondo piano rispetto alla propaganda politica.

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E’ vero, però è altresì vero che i russi sono arrivati a lanciare Gagarin dopo aver effettuato almeno 5 voli Korabl-Sputnik i quali erano precursori diretti (1K-P) delle Vostok pilotate (3K-A) lanciate di seguito.

Ergo come gli americani, anche i russi sono andati sul sicuro. Senza considerare che i Korabl-Sputnik avevano a bordo sia i cani sia il manichino Ivan Ivanovich.

Naturalmente i russi sapevano che gli americani avevano intenzione di fare un lancio Mercury-Redstone in un certo periodo e si sono regolati di conseguenza, pur non rinunciando ai voli di prova.

Ovvero avevano già maturato una serie di tecnologie tali da riuscire in un volo orbitale abitato e non in un semplice lancio suborbitale.

Dulcis in fundo non possiamo nemmeno dire che i russi abbiano battuto gli americani di “un soffio” per così dire, considerando le tre settimane che passano dal volo Vostok-1 al volo MR-3 (12 aprile e 5 maggio 1961).

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Questo è vero.
Il vantaggio russo iniziale è innegabile.
Tuttavia,come oggi sappiamo,il volo di Gagarin per poco non finì in tragedia.
Inoltre i Russi godevano anche di un paio di indubbi vantaggi:

1-Potevano nascondere i loro fallimenti,al contrario degli Americani che li trasmettevano in diretta.
Da questo anche la leggenda metropolitana dei famosi “Cosmonauti perduti” (dietro cui non è assurdo vedere una “manina” ingannevole dei servizi occidentali), leggenda che trovava allora la sua non implausibilità propio nel clima di segretezza che avvolgeva il programma sovietico.

2-I russi avevano anche il gioco facile perchè gli obietivi Americani,e persino i lanci,erano annunciati su tutti i media nazionali ed internazionali.
Per cui potevano anticipare le mosse dell’avversario con un certo anticipo.

D’altro lato la riservatezza sui dettagli dei voli impediva di conoscere con esattezza quanto i russi fossero effettivamente avanti di molto e quali e quanti problemi avevano incontrato durante le loro missioni.

Per capirci,se l’incidente di Gemini 8 fosse accaduto ai Russi,questi avrebbero solo comunicato che il rendez vous era avvenuto regolarmente, e che i cosmonauti erano rientrati a terra come da programma,tacendo tutto il resto che si sarebbe appreso con decenni di ritardo.

Tutto ciò non per sminuire una grande pagina della storia dell’umanità,di cui i russi si sono meritatamente resi protagonisti, ma per apprezzare la forma mentis dei due contendenti,che era totalmente diversa.

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C’e’ da dire che certi fallimenti che sono stati tenuti nascosti, come Sojuz 18-1, in realta’ dato il numero fantozziano di malfunzionamenti oggi verrebbero vantati come fallimenti di successo da esibire. Sicuramente l’esito di quella missione testimonia l’incredibile robustezza dell’architettura Soyuz che ha permesso nonostante tutto di riportare incolumi a casa i due cosmonauti (non proprio a casa, quasi in Cina per la verita’).

Pero’ in effetti si e’ venuto a sapere molto dopo il che conferma la tua tesi. Gli Americani facevano le dirette incrociando le dita, i Russi pubblicizzavano solo quando andava bene.