Blue Origin è il secondo contractor per i Lander Artemis

No, il bando dice chiaramente che è previsto di atterrare in punti diversi della Luna.
Non stiamo pensando di tornare sullo stesso posto e non è in programma una stazione di superficie (anche se in qualche video divulgativo qualcosa si sbircia).
Nei documenti ufficiali non riesco a trovare veramente niente che giustifichi l’uso di ossigeno, idrogeno e metano. L’unica spiegazione che mi do, è che già stavano sviluppando i propulsori per conto loro, quindi se li ritrovano. Non riesco però a capire perché pure Dynetics si sia lanciata col metano.

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Mentre SpaceX (e la stessa BO se è per questo) stanno sviluppando nuovi propulsori a MethaLox, l’unica spiegazione che mi viene in mente è che BO (e gli altri) per il lander stiano cercando di ricicciare i vecchi RL-10 Centaur (il cui sviluppo vorrei ricordare ai più giovani risale addirittura al 1959) i quali appunto utilizzano HydroLox e, tra l’altro, sono stati i primi propulsori a farlo.

Domanda: forse che BO abbia avuto un’esperienza talmente traumatica con lo sviluppo del BE-4 a metano che preferisce investire nella tecnologia di confinamento dell’idrogeno per tenersi i vecchi RL-10, piuttosto che sviluppare un nuovo propulsore “ad hoc”??

A voi l’ardua sentenza…

Per ora… ma che senso ha parlare di sustainability se non si parla di un accesso continuo alla Luna?

Capisco che dal punto di vista legale, se non è scritto nel bando, non è vincolante. Ma se come azienda commerciale stai puntando ad un futuro di missioni commerciali verso la Luna, direi che a occhio vuoi iniziare fin da subito con soluzioni tecnologiche che abilitano un espansione del servizio verso un futuro di permanenza sulla Luna e di viaggi frequenti avanti e indietro.

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In questo pezzo di conferenza il rappresentante di BO spiega perchè hanno scelto l’idrogeno.

https://www.youtube.com/live/Ciwi__Al4sw?feature=share&t=48m59s

1- Se riesci a gestirlo (renderlo stoccabile in sicurezza) ci puoi fare un sacco di cose
2- Permetterebbe la lunga permanenza sulla Luna (forse per il discorso che faceva @Buzz)
3- Permette di utilizzare risorse in situ per il rifornimento.

Quindi forse non era un requisito, ma una scelta.
Resta da capire se anche la Dynetics abbia fatto 1+1 come gli altri.

EDIT: Ho rimesso il timestamp, che non me l’aveva preso.

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Nel senso di usare l’idrolisi del ghiaccio lunare per ottenere propellente… anche se attuabile in un futuro un po’ meno prossimo dei dei primi allunaggi di BO


I motori di manovra di STS anche loro ipergolici…
E quante EVA dagli shuttle!

Ma l’ha detto la Nasa o è un’opinione?

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La butto li. Il Metano è un ottimo jack of all trades grazie al buon mix di spinta/densità/ISP.
Tuttavia per un lander monostadio che opera nel vuoto l’applicazione di Hydrolox ha senso. E’ vero che devi affrontare tanti problemi legati allo stoccaggio di questo propellente, ma il margine di ISP dell’idrogeno è tanto significativo.
Un RL-10C come quello che verrà usato sul Vulcan è il 22% piu’ efficiente di un Raptor Vacuum.

Verissimo.
Il problema del confinamento è che si deve passare dal tenere l’idrogeno liquido (a 20°K) per ore nel caso di un lanciatore non a giorni ma direttamente a settimane per supportare le operazioni sulla superficie lunare.

Teniamo presente che il tempo di funzionamento totale di un Centaur oscilla tra le 8 e 10 ore, per consentire le varie accensioni.

Naturalmente l’impiego di una miscela di HydroLox avrebbe degli indubbi vantaggi sia in termini d Isp sia in termini di supporto per le operazioni lunari basato sul “ciclo dell’acqua” come evidenziato da @Martino, senza tralasciare il riutilizzo dei motori RL-10 il che consentirebbe a BO ed a tutto il National Team di evitare una lunga e costosa fase di R&D per un nuovo motore (a valle di tutti i problemi che sta avendo BO con il suo BE-4).

In ogni caso l’idea di un confinamento “prolungato” della miscela HydroLox risale ad una ventina di anni fa come illustra il seguente paper AIAA presentato da Gerard Szatkowski (et al.) per conto di NASA e Lockheed-Martin nel corso della Space Conference del 2006:

Torno sull’argomento dopo tanto tempo e mi rispondo da solo. La risposta l’ho trovata prendendo spunto dal report del GAO (che sto spammando in tutti i thread, scusate, ma è davvero ricco di contenuti) a pagina 61 https://www.gao.gov/assets/gao-23-106021.pdf

L’unica voce di sostenibilità riguarda HLD SLD Human Landing System – Sustaining
Lunar Development
, dove nell’infobox a sinistra citano che il requisito deriva da Space Policy
Directive 1
, che non so se ve la ricordate, è quella che ha firmato Trump per chiedere alla NASA il ritorno sulla Luna, prima e unica direttiva spaziale del governo degli stati uniti, che non ha mai avuto più nessun seguito, ma è ancora in vigore.

Il testo della direttiva dice esplicitamente che il ritorno sulla Luna deve essere sostenibile, ma non dice nient’altro a proposito, se non di dover utilizzare anche partner internazionali o commerciali! Per cui la NASA deve proporre qualcosa di “sostenibile” per far fronte alla direttiva. E il secondo lander è un’assunzione di mantenimento dei requisiti di sostenibilità di operazioni sulla Luna, come commentato anche dal GAO.

Quindi non c’è nessun requisito di essere green o riutilizzabili, ma non deve esserci il rischio di avere un unico fornitore. Vi cito la frase di Trump in ingelse:

“Lead an innovative and sustainable program of exploration with commercial and international partners to enable human expansion across the solar system and to bring back to Earth new knowledge and opportunities. Beginning with missions beyond low-Earth orbit, the United States will lead the return of humans to the Moon for long-term exploration and utilization, followed by human missions to Mars and other destinations;”.

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Ah. Messo lì in quella frase allora mi dà la sensazione che si riferisca al “tornare sulla Luna per rimanere”. Sostenibile nel senso economico - logistico. Cioè che si sostenga nel lungo termine, non come toccata e fuga.

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Yes, lo intepreto esattamente così anche io.
Ma comunque, anche n questa intepretazione, credo sia meglio non contaminare tutta la luna di Idrazina, se vogliamo atterrare frequentemente nella stessa zona

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Dal report del GAO di giugno 2024 alcuni aggiornamenti lato HLS: sarà necessario dell’altro lavoro:

Il lander di Blue Origin necessita di ulteriore lavoro per allineare i margini tecnici con la schedule e i rischi conosciuti. Ci si aspetta che questo venga completato prima della PDR

Originale

The program also found that the Blue
Origin lander needed additional work to align technical margins with
schedule and known risks. Program officials said they expect Blue Origin
to complete the additional work by the SLD preliminary design review.

https://www.gao.gov/assets/gao-24-106767.pdf#page=48

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