Breve storia del volo spaziale - Edizione 2024

L’esplorazione dello spazio con sonde automatiche fino agli anni ’80

Con il successo del lancio dei primi satelliti subito si puntò a traguardi più lontani. La Luna ed i pianeti Marte e Venere furono subito fatti bersaglio per numerose sonde spaziali. Questa attività serviva per tre scopi: migliorare le tecniche per il volo spaziale, soddisfare la curiosità scientifica ed infine dare prestigio alla nazione che le aveva spedite. All’inizio ovviamente i voli erano imprecisi e le sonde potevano guastarsi, ma la maggior parte raggiunsero lo scopo prefissato solo se i missili non si guastavano prima
Fino agli anni ’70 le sonde erano costruite in serie e spesso si facevano dei doppi lanci per ridondanza: se la prima fallisce si spera che la seconda abbia successo, prassi molto usata in URSS.
Il primo tentativo di lancio è del 17 Agosto 1958. Era l’americana Able 1/Pioneeer (0) con destinazione Luna ma il suo viaggio terminava con l’esplosione del missile dopo 77" dal lancio. Il 23 Settembre ci provava l’URSS con KTE-1 1/Luna 1958A. Dopo 93" subiva la stessa sorte dell’americana. Finalmente il 2 Gennaio 1959 partiva la sonda Luna 1 (Mechta Lunik)/KTE-1 4. Sarà il primo oggetto che raggiungerà la velocità di fuga dalla Terra, sorvolare la Luna a 5.955 km di distanza ed a porsi in orbita eliocentrica. Durante il volo rileverà le prime prove dell’esistenza del vento solare.
La Luna fu il bersaglio privilegiato delle sonde spaziali, anche perché era l’astro più vicino. Le prime le statunitensi Pioneer (1958-1960), seguite subito dalle sovietiche Luna (1958-1976), poi dalle statunitensi Ranger (1961-1965), Surveyor (1966-1968) e Lunar Orbiter (1966-1967) in preparazione degli sbarchi umani. Le sovietiche Zond (1965-1970) erano invece spesso delle capsule Sojuz, lanciate verso la Luna simulando missioni umane (spesso avevano a bordo manichini di cosmonauti e finte registrazioni di dati biomedici umani) e nel complesso furono dei fallimenti. Le ultime due missioni sovietiche sbarcarono i due robot semoventi Lunochod (1969-1973), che prelevarono campioni di rocce lunari e li spedirono sulla Terra. Finite le missioni umane lunari la Luna perse d’interesse, tornando in auge solo dagli anni ’90.
Marte, il pianeta degli alieni per antonomasia ed anche quello la cui superficie era più facile da esplorare, fu subito il bersaglio di numerose sonde. I primi tentativi sono sovietici con i Marsnik-Mars (1960-1973), gli statunitensi con le Mariner (1964-1971) ed infine le due Viking (1975-1980). In ultimo i sovietici con le due sfortunate Phobos (1988), perdute per imperizia.
Mercurio, il pianeta più vicino al Sole, ebbe tre fugaci visite da parte della sonda statunitense Mariner 10 nel 1974, impegnata nell’esplorazione di Venere, che a sua volta è stata esplorata dalle sovietiche Venera (1961-1983), dalle statunitensi Mariner (1962-1973) e Pioneer Venus Orbiter (1978-1992). Negli anni ’80 fu la volta delle due sovietiche Vega (1984-1986) quindi la statunitense Magellano (1989-1994) che con il suo radar fece una mappa dettagliata della superficie venusiana.
I giganti gassosi non rimasero inosservati ma furono solo gli statunitensi a cimentarsi nella loro esplorazione. Giove e Saturno furono esplorati dalle Pioneer 10 e 11 (1972-2003), seguite dalle due Voyager (1977-in corso). La Voyager 2, con una traiettoria particolare, esplorò anche Urano (1986) e Nettuno (1989).
Il telescopio spaziale Hubble Space Telescope, il cui lancio era previsto per il 1986 con un volo della navetta spaziale, slittò agli anni ’90 a causa dell’incidente della navetta Challenger.
Il 1986 era anche l’anno del ritorno della famosa cometa periodica 1P/Halley. Alcune sonde furono lanciate per esplorarla da vicino, in particolare le due Vega (1984-1986), dopo la loro missione venusiana, ma solo l’europea Giotto (1985-1992) riuscì ad avvicinarsi tanto da inviare a Terra dati ed immagini del suo nucleo.
Ultima la sonda Galileo (1989-2003) che nel volo verso Giove (1995) raggiunge anche gli asteroidi 951 Gaspra (1991) e 243 Ida/2431 Dattilo (1993).

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