Alla fine degli anni ’60 la situazione politica americana era cambiata e si guardava allo spazio in modo più utilitaristico. Tornò in auge il più razionale programma spaziale delle navette e delle stazioni spaziali dando origine ad una nuova filosofia nota come “industrializzazione dello spazio”, nell’intento di realizzare stazioni spaziali per uso civile e militare a cui doveva fare seguito l’invio di uomini su Marte, come tappa a lungo termine dei programmi spaziali. Per concretizzare questa idea il primo passo era avviare il Programma Space Shuttle (1969-2011) con il quale realizzare un veicolo riutilizzabile al fine di rendere più facile ed economico l’accesso all’orbita terrestre sfruttando all’estremo le tecnologie del Programma Apollo.
L’architettura della navetta spaziale era differente da tutti i veicoli spaziali usati fino a quel momento: decollava come un missile ed atterrava come un aereo. Lo scudo termico per il rientro in atmosfera era composto da piastrelle di ceramica e grafite riutilizzabili. La navetta fu progettata attorno alle dimensioni del più grande satellite delle forze armate USA e questo permise d’imbarcare strutture scientifiche di grosse dimensioni come il laboratorio spaziale europeo Spacelab, ma anche di lanciare più satelliti nel corso di una singola missione. Il primo volo di una navetta spaziale avvenne, con grande rischio per la NASA, perché per la prima volta collaudava un potente mezzo spaziale con equipaggio senza prove precedenti, il 12 Aprile 1981. Le navette erano la: OV-99 Challenger, costruita inizialmente solo per dei test; OV-101 Enterprise, solo per voli atmosferici di prova. OV-102 Columbia. OV-103 Discovery. OV-104 Atlantis. OV-105 Endeavour, per rimpiazzare Challenger. La NASA cercò di sfruttare al meglio le navette costruite perché si dimostrarono subito essere un mezzo troppo costoso ma era soggetta a continui tagli di finanziamenti e ciò rese le navette anche dei veicoli con un coefficiente di rischio elevato, prova ne furono i due incidenti del 28 Gennaio 1986, navetta Challenger alla partenza, e del 1 Febbraio 2003, navetta Columbia durante il ritorno, che costarono la vita dei due equipaggi.
Appena le navette diventarono operative si avviò la costruzione di una stazione spaziale, il Programma Freedom (Libertà. 1984), che successivamente diventò Alpha con l’ingresso dell’ente spaziale europeo ESA (European Space Agency) e dei giapponesi.
Dopo il 1986 l’ESA, con il suo missile Ariane, dominò il mondo dei lanci spaziali perché gli USA, con le navette, avevano quasi abbandonato i lanci di satelliti con missili. L’incidente di Challenger impose agli USA il ritorno ai missili ma avevano accumulato un ritardo tecnico a vantaggio dell’Ariane, l’unico missile di grandi dimensioni disponibile sul mercato.
Anche l’ESA decise di dotarsi di una navetta spaziale. Al concorso parteciparono i Francesi con la navetta Hermès ed il missile Ariane 5°, i tedeschi con il Sänger e gli inglesi con Hotol. Vinsero i francesi, ma il costo per rendere l’Ariane 5° “man rated”, ovvero adatto al volo umano, risultò eccessivo, in più la navetta faceva ricorso a tecnologie troppo innovative non disponibili in Europa e il programma fu chiuso. Il Sänger fu tenuto in considerazione ma poi abbandonato. Gli inglesi presentarono un progetto innovativo ma posero come condizione che avrebbero partecipato al programma della navetta solo se passava il loro progetto.
Agli inizi degli anni ’90 l’URSS crollò. Iniziarono missioni internazionali sul Mir che arrivarono all’aggancio tra il Mir e la navetta spaziale. Fu concesso ai russi di far parte del Programma Alpha, che cambiò nome e diventò la ISS (International Space Station. 1998-in corso).
In quegli anni anche il mondo spaziale fu investito dal fenomeno delle privatizzazioni. Gli enti spaziali pubblici potevano esternalizzare o dare in gestione a privati parti consistenti delle loro strutture. Ciò ebbe ricadute positive, ma non era ancora abbastanza per spingere i privati verso lo spazio. Terminato l’assemblaggio della ISS lo scopo della navetta spaziale venne meno e la NASA, liberata dal peso delle navette, fu incaricata di focalizzare i suoi scopi verso l’esplorazione dello spazio e favorire l’accesso all’orbita terrestre ai privati: il Programma Constellation.
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