Albedo:
potere riflettente di un astro passivo (cioe’ di un corpo celeste che non emette luce propria ma riflette quella di una stella). Indica la frazione di luce ricevuta che esso riflette. Un’albedo pari a 1 indica un corpo completamente riflettente, un albedo pari a 0 un corpo totalmente oscuro.
KARLHEINZ STOCKHAUSEN “Suoni ultraterreni per esplorazioni cosmiche”
Intervista a KARLHEINZ STOCKHAUSEN
D-"Signor Stockhausen, lei dice che nelle sue opere si mette in contatto con il cosmo, con tutti i pianeti. Ciò significa che il nostro pianeta non le basta? È un orizzonte limitato?
R-Esatto. Purtroppo non per tutti, ma per me sì. Ogni dettaglio che apprendo dell’universo mi fa diventare sempre più curioso di conoscere le altre possibilità di viverlo. Alcuni saggi dicono che esistono tanti universi, anche settemila universi che ruotano simultaneamente. E naturalmente questo piccolo pianeta terra è una scuola dove si impara troppo poco. Io sento che il mio corpo non si espande abbastanza, e così il mio spirito. Vorrei conoscere molto di più e sperimentare molto di più.
D-Però questo piccolo pianeta è pieno di cose, di conflitti terribili ma anche esaltanti. Tutto ciò non l’affascina?
R-Per un momento, forse. Ma in ogni momento, ogni giorno, ci sono nuove prospettive oltre il mondo che abitiamo. E poi il problema di base è che io sono un compositore, ho scritto tante opere, più di 300. Vorrei un mondo in cui la mia musica fosse eseguita molto frequentemente. Invece vedo che la distanza tra la concezione e la realizzazione è troppo grande, perché non ci sono abbastanza persone interessate alle nuove composizioni che scrivo. E questo rende la mia vita molto difficile e anche un po’ paradossale. Penso che le nuove scoperte della musica dovrebbero interessare un pubblico più grande…"
dimenticavo il bellissimo strumentale ‘orion’ dei metallica, su ‘master of puppets’…
e poi ‘somewhere out in space’ dei gamma ray, un album intero quasi-concept (‘beyond the black hole’, la titletrack, ‘men, martians&machines’ e così via), ma è heavy metal puro, la decisione di ascoltarlo o meno dipende dalla delicatezza delle vostre orecchie…
‘albedo’ lo conoscevo #-o, non mi era venuto in mente… chissà quanti ce ne sono ancora…
ciao a tutti e sopratutto a te DVD, candidato astronauta ben arrivato! Ma dico, bonariamente, vogliamo dimenticarci dei cantanti italiani, (scusatemi forse sono troppo nostalgico!), primo fra tutti il “mimmo nazionale”, domenico modugno con “Selene” (sele…selene…ah… il peso sulla luna è la metà della metà…), la “mezzaluna” di adriano celentano, “gagarin” di claudio baglioni e così via. Ebbene sì anche i cantanti italiani guardano, o guardavano verso il cielo.
David Bowie “Major Tom”
KARLHEINZ STOCKHAUSEN tutto
Klaus Schulze tutto
AIR tutto
Vangelis tutto “ALBEDO 0.39” “Blade Runner”
Colonna sonora
“2001: Odissea nello spazio” (YES i like György Ligeti musik )
“Apollo 13”
Eric Sierra tutto “Il quinto elemento” Luc Besson
“ALIEN” “ALIENS”
“Battlestar Galactica” 2003 Serie :colonial:
Ennio Morricone tutto
John Williams tutto
John Barry “Agente 007 - Si vive solo due volte” “Capsule In Space”
Barry Gray “Spazio 1999” “UFO” “Thunderbirds” “Captain Scarlet”
Spiacente… ma il vero ‘colpo’ spaziale l’ho fatto io…
Guardate questo ‘video’ del 1962 ! Il gruppo (tuttora in attività) si chiama ‘The spotnicks’ (chissà perché…) e sono svedesi. La canzone è ‘The rocket man’ (nulla a che vedere con Elton John):
E fino ad ora avete parlato solo di compositori moderni, andiamo sul genere “classico”, con cosa?
The Planets di Holst. così aggiungiamo un pizzico di mitologia grecoromana.
Ciao.
Certo, ce lo eravamo dimenticati. Una versione di “The Planets” rivista in chieave moderna molto più elettronica è quella dell’artista giapponese Tomita.
E’ stato uno dei primi Cd che ho comprato, colpito anche dall’affascinante copertina …
Un ulteriore aggiunta la celebre IGY (International Geophysical Year), dall’album “The Nightfly”, del grandissimo Donald Fagen (ex Steely Dan) dedicata al 1957, al lancio dello Sputnik ed alla visione del futuro (ovvero del nostro presente) che si aveva all’epoca.
Per chi ama la musica strumentale un pò più moderna e pesante il virtuoso chitarrista Prog/metal/Fusion Italiano Gianluca Ferro è spesso dedito e amante di tematiche, ma sopratutto sonorità di tipo spaziale e futuristico.
Voglio anche segnalare il pezzo “Under the Moon and over the Sky”, dall’album “Angie” (1981) di Angela Bofill un brano fusion ricco di atmosfera e molto evocativo…