Cattura l’asteroide: NASA va avanti

https://www.astronautinews.it/2015/10/30/cattura-lasteroide-nasa-va-avanti/

“Inoltre questo sistema potrebbe trovare un impiego nel caso si rendesse necessario deviare la rotta di un corpo celeste diretto verso la Terra.”

Finalmente qualcosa di tangibile a prevenzione dell’ineluttabile evento esterno che segnerebbe la nostra estinzione prematura. Vedo già una piccola flotta di droni in orbita di parcheggio. Quanto può resistere una navicella agli agenti esterni deterioranti (vento solare, micrometeoriti, etc)? I satelliti americani esplosi di recente erano forse i più vecchi veicoli ancora in funzione?

Qualche dettaglio in più sulla propulsione elettrica dell’ARV in un post qui.

Posso lanciare una provocazione? Secondo me questa cosa della difesa anti-asteroidi serve poco o niente.
Ci sono asteroidi grossi e asteroidi piccoli. Quelli piccoli sono quelli che piu’ facilmente potremmo deviare, per ragioni intuitive, pero’ sono quelli che piu’ ci sfuggono, perche’ non li vediamo arrivare (l’ultimo e’ arrivato “dal niente” il mese scorso, e comunque era di mezzo km di diametro). Per contro, quelli grossi li vediamo bene, ma spostarli, anche con adeguato preavviso, e’ molto difficile.
Insomma: incrociando gli insiemi di cui sopra, secondo me si ottiene un sottoinsieme di “asteroidi–grandi-abbastanza-da-essere-visti-in-tempo-ma-piccoli-abbastanza-da-essere-deviati” veramente piccolo.
Ripeto, è una provocazione, come dire che le cinture di sicurezza sugli aerei di linea non servono a niente. Eppero’…

Vero, ma da qualche parte dovremo pur iniziare …

Perfettamente d’accordo con paolo137. Una difesa preventiva serve solo se conosci con grande anticipo orbita e caratteristiche dettagliate dell’asteroide (composizione, densità, coerenza del materiale, eccetera). Ad esempio, pare che 2015 TB145 possa essere una cometa estinta; e non ostante la missione Rosetta/Philae della consistenza fisica di una cometa sappiamo pochissimo.
2015 TB145 finora era passato inosservato, anche se è molto grosso (ben 600 m, quello del botto di Cheliabinsk era di 15 m) e relativamente chiaro, con una albedo del 6% (valore tipico attorno al 4%) in quanto ha un’orbita molto inclinata sull’eclittica. Quando è stato visto aveva una magnitudine visuale di 20, ovvero davvero molto, molto debole. Ed è stato visto quando era già “dietro l’angolo”, a pochi milioni di km. Magnitudine 20 vuol dire circa 400.000 volte più debole della stella più fioca osservabile a occhio nudo.

Per iniziare, come dice Peter Pan, bisogna finanziare missioni di studio e ricognizione degli asteroidi, con tanto di mappatura con ground radar dei corpi per capire la consistenza, e aumentare le surveys da terra, che devono essere profonde per catturare oggetti così deboli.

In questo momento un gran lavoro lo sta facendo Gaia, ma anche Gaia è relativamente poco sensibile, arriva alla magnitudine 20-21, e non so se questo sia valido anche per gli asteroidi che hanno un elevato moto proprio… MarcoZambi, confermi? Insomma, un coso pur “grosso” come 2015 TB145 non lo avrebbe comunque visto.

(ah, invece le cinture sugli aerei servono - tutti i giorni leggo di passeggeri sbatacchiati durante turbolenze improvvise :wink: )

Ci sono vari progetti in corso per “migliorare la vista” dei sistemi attuali, e per nuovi sistemi:

  1. lavoro per ikiodo http://www.media.inaf.it/2015/03/16/a-a-a-cacciatori-amatoriali-asteroidi-cercasi/
  2. mappatura entro il 2020 degli asteroidi più larghi di 140 mt http://www.media.inaf.it/2014/09/16/caccia-agli-asteroidi-pochi-risultati-per-la-nasa/
    e c’é anche un altro sistema per defletterli
  3. http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Engineering_Technology/NEO/Asteroid_Impact_Deflection_Assessment_AIDA_study
    Diciamo che per i prossimi 10-15 anni non saremo sicuramente in grado di difenderci; siamo andati avanti così per migliaia di anni, pensa che sfortuna se proprio in questo piccolo periodo ne arrivasse uno all’improvviso… tocchiamo “ferro”

Ikiodo, pensaci tu… :grin:

La missione Aida al momento è solo un ipotetico studio?

c’e’ anche NEOCam, finalista dell’ultima selezione di missioni Discovery (e probabile vincitore, secondo me).