Chiusura rampa n.1 di Bajkonur ("Gagarinskij Start")

Ho appreso indirettamente da un articolo di “HD Blog” e successivamente da Ars Technica, uno dei due siti citati insieme ad Ria Novoski, che la storica rampa di lancio n.1 del Cosmodromo di Baikonur, conosciuta anche come “Gagarin’s Start”, non sarà più utilizzata dopo gli ultimi lanci con il vettore Soyuz-FG (Sojuz MS-13 e MS-15). Come noto Roscosmos sta utilizzando una versione aggiornata del razzo Soyuz, Soyuz 2, per i veicoli di rifornimento Progress e purtroppo la storica rampa non può ospitare questo razzo a meno di un aggiornamento di cui non ci sarebbero i fondi necessari. Quindi in un prossimo futuro le capsule Sojuz con equipaggio utilizzeranno la rampa del sito n.31 sempre a Baikonur.

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Io spero solo che non vada in malora, o peggio venga smantellata. Magari il signor Rogozin può andare a fare una visita al signor Putin, facendo leva sul valore patriottico della rampa e ricevere qualche millioncino extra. Chissà…
Spero solo che non faccia la fine dei Buran abbandonati a loro stessi

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Concordo pienamente con quello che dici ma in questo caso è diverso rispetto al progetto Buran. Bajkonur e soprattutto la rampa in questione sono una pietra miliare dell’esplorazione spaziale. Dopo di tutto la “storia” ebbe inizio proprio qui e il significato storico e culturale nell’immaginario comune ha un valore non irrilevante. Non credo che, ed è solo una mia opinione/pensiero, che verrà smantellata o abbandonata anche perché è un luogo, scusatemi il termine, “turistico” visitato ogni anno da un “po” di persone e di appassionati.

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concordo!!:+1:
da appassionatissima degli albori spaziali sovietici, per me rimane un luogo che ben rappresenta l’inizio della storia spaziale umana, un luogo mitico!!

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Sembra abbiano trovato i soldi per mantenerla operativa

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RIA Novosti riporta dichiarazioni di Rogozin sull’aggiornamento del pad di Gagarin al Sojuz 2 (come è noto, costerà 87 milioni di dollari che saranno equamente divisi tra Russia, Kazakistan e Emirati).

Il contratto sarà firmato a novembre. Sembra che i lavori inizieranno nel 2020 per terminare nel 2023.

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La bozza dell’accordo trilaterale tra Kazakistan, Emirati Arabi Uniti e Russia è stata stesa e adesso è al vaglio degli organi esecutivi delle tre nazioni. La Russia ha dato il suo benestare, si aspetta quello delle altre due per poter affidare i lavori a TsENKI JSC, la società responsabile delle strutture di terra di Roskosmos.

Come già accennato, il costo totale per modernizzare il Gagarinskij Start ammonta a 87 milioni di dollari (ciascuna nazione contribuirà per 29 milioni) e i lavori dureranno 36 mesi dall’apertura del cantiere. Il direttore generale di TsENKI JSC ha aggiunto che sono tutt’ora in corso le trattative per stabilire esattamente le date del progetto.

Rendere compatibile il Gagarinskij Start con il lanciatore Sojuz 2 è solo uno dei tanti aggiornamenti previsti a Bajkonur. Infatti il complesso di lancio dedicato al vettore Zenit sarà riconvertito per ospitare il nuovo Sojuz 5.

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