Ci restano solo altri 1000 anni sulla terra

Non voglio usare termini così forti, visto che sono un signor nessuno.
Diciamo che io non ci credo, considerando che secondo i fautori di questa teoria avremmo già dovuto essere tutti morti di fame o di freddo :wink:

Personalmente sostengo che predire l’estinzione umana sulla terra entro 50-100-1000 anni sia un azzardo ingiustificabile in termini scientifici e statistici.

E qui mi fermo.

My two cents: anche se è una panzana l’estinzione fra mille anni,ricordiamoci l’insegnamento della foto del pale blue dot:quel puntino piccolo è indifeso è casa nostra ed è l’unica che abbiamo.

Magari l’estinzione é una panzana (anche se con le atomiche la possibilità che succeda sale in maniera esponenziale) ma la distruzione ed il depauperamento dell’ambiente é assolutamente inaccettabile.

Io invece sostengo che non si debbano prendere “alla lettera” determinate affermazioni, che sono semplicemente delle provocazioni per rimarcare l’esistenza di un problema, non delle predizioni.

Che esista un limite fisico di popolazione che il pianeta può sostenere è, a mio avviso, un assunto difficilmente sconfessabile. Se ci stiamo avvicinando ad esso non lo so, ma se fossimo la metà non credo che staremmo peggio (né il pianeta). Peraltro il nostro impatto catastrofico sull’ecosistema è lì da vedere. Leggevo giusto ieri del Lago d’Aral. Abbiamo fatto quasi scomparire il quarto lago più grande del mondo.

Buttare lì dei numeri serve solo a sensibilizzare l’opinione pubblica, anzi mi sorprendo che Hawking (o chi per lui) sia stato tanto “prudente” da parlare di 1000 anni…

Scusate ma io ci vedo una cosa positiva in questa predizione (più o meno pessimistica, più o meno attendibile) che é l’invito ad accelerare l’ esplorazione e la conquista dello spazio! E quindi ci si potrebbe domandare non tanto se ha torto o ha ragione ma quanto possiamo avanzare nel campo spaziale in 1000 anni! In parole povere cosa potrà succedere in ambito spaziale tra qui e 1000 anni? Dove saremo arrivati allora?

Tsiolkovsky diceva: “La Terra è la culla dell’umanità, ma non si può vivere per sempre in una culla.”

Frase famosa e molto sensata!!!

SH qualche anno fa si riferiva alla sopravvivenza della nostra civiltà: 200 anni circa senza espansione nello spazio.
Anche lui invecchia.
Asimov sosteneva l’imprevedibilita della storia,ma i 200 anni di SH mi piacciono.

per la verita’ io ricordo SH averle dette piu’ volte in passato. Ad ogni modo non credo che siano baggianate. Ma non per forza l’asteroide che cade sulla terra o nuove tremende guerre, ma semplicemente il fatto che e’ ragionevole pensare di dislocare il genere umano in due punti diversi invece che uno ( cosa che in passato non e’ mai stata fatta per ovvie ragioni tecnologiche ) per “coprirsi le spalle”. Poi IMHO … Guardate che si sottovaluta tantissimo il problema virus / batteri. Stiamo scherzando con il fuoco, e da ultimo assolutamente la voracita’ dell’ uomo verso le risorse non rinnovabili. Quindi prima poi, lasciando anche perdere questioni di sopravvivenza di specie , bisognera’ prendere in considerazione di trovare queste risorse da altre parti . uno dei tanti problemi riguardo cio ? e’ che non posso dire alle 17.30 stacco e adalpina taca la musica e butta la pasta. Ergo colonizzazione e/o vita su basi spaziali orbitanti vicino a queste risorse( con annessa economia si sostentamento ).

Se imparassimo a produrre il cibo che ci serve senza rompere gli attributi agli altri esseri viventi?
Questo sarebbe un grandioso passo in avanti dell’umanità. Pura SF come un mondo di soli vegetariani.
Escludendo apocalissi atomiche, l’umanità sopravvivera sempre e si riprenderà, prima o poi. Nemmeno la peste ce l’ha fatta ad estinguerci.

E’ dura, dovremmo riuscire a fare la fotosintesi artificiale. Ma secondo te i pomodorini soffrono molto? :stuck_out_tongue_winking_eye:

Penso che il pale blue dot sopravviverà serenamente al genere umano nonostante le nostre egocentriche profezie catastrofiste.

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Buon articolo sul quale sono d’accordo a parte il paragrafo (IMHO aggiunto dal giornalista):

TRACOLLO ECONOMICO. Ma non sarebbe un processo semplice: trasformare in campi quelle terre ormai impoverite richiederebbe uno sforzo non indifferente, e occorrerebbe ricollocare tutti coloro che lavorano nel settore zootecnico.

Si dà il caso che proprio ora ci sia un boom economico delle aziende che producono prodotti vegani e vegetali e bio e correlati. Mia moglie lavora nel settore della certificazione alimentare e sta vivendo proprio questo fenomeno. Avete mai mangiato un prodotto vegano buono? Magari pensate di no, e poi andate matti per tanti piatti della cucina indiana / palestinese / cinese che lo sono da sempre. Un piatto vegano richiede molta più lavorazione di un piatto onnivoro: 2/3 volte a 1 a spanne. Io vedo molti nuovi posti di lavoro. Le terre impoverite si ricondizionano, anche questo é lavoro.

Senza contare gli effetti disastrosi che la scomparsa degli animali da pascolo - 3,5 miliardi di ruminanti in tutto il mondo - comporterebbe in termini di biodiversità e sull'economia globale.

Pure questa é una frase aggiunta dal giornalista e non fa sicuramente parte dello studio citato: la mucche italiane stanno venendo unificate in musina, in frisona pezzata nera, in charolais, in pezzata rossa mentre tutte le altre tipologie ad accrescimento lento (numerosissime) stanno venendo “dismesse”. ALtro che biodiversità. Stesso iter per maiali e altre specie da cortile, tutte unificate a favore della produttività. E poi i pascoli non si ricavano sottraendo / radendo / bonificando il suolo e l’habitat delle specie selvatiche?
http://www.radiospada.org/2013/11/la-soia-distrugge-lecosistema-dellamazzonia/

Vegana crudista appassionata di fisica e del buon vecchio Stephen all’ascolto.
Sicuramente l’andamento ed evoluzione della spiecie umana come individuo, società e in relazione con l’evoluzione del pianeta terra, e dell’universo, è uno degli argomenti che mi sta più a cuore.

Prima di tutto SH ha detto “I don’t think we will survive another 1,000 years without escaping beyond our fragile planet,” all’interno di un discorso, che non è esattamente come dichiarare una scadenza, è parecchio ipotetico ed è in ogni caso una sua opinione. In secondo luogo SH nel tempo ha parlato di queste scadenze se non si cambia nulla. E allora cambiamo le cose! Ed in questa direzione è bene capire cosa di può fare a livello individuale, nel caso in cui non si abbia un impatto diretto su decisioni socio-politiche ad alto livello (è ovvio come evitare guerre, o meglio il business della guerra, come soluzione a conflitti porterebbe ad avere enormi risorse finanziarie ed umane da ridirigere in progetti ben più sensati per l’evoluzione della razza umana e della società, tali decisioni hanno una complessità tale che per ora non ne parlo).

A livello individuale è già stato discusso il tema della scelta di una dieta a base vegetale, non aggiungo quindi altro se non il mio supporto, ricordando in una frase che ‘non si può migliorare la natura’ nel senso che al supermercato una semplice regola sta nel comprare alimenti con meno processi di lavorazione possibile, e possibilmente locale e con meno packaging possibile. A Berlino c’è un supermercato non usa packaging Original Unverpackt e uno totalmente vegano, Veganz, supporto la missione di entrambi, eppure sebbene sia vegana molte volte ho alzato un sopracciglio per la maggioranza dei prodotti del secondo (fake meat come se piovesse). Salute e sostenibilità richiedono sempre una visione di tutto il ciclo di vita del prodotto nella sua lavorazione e nel nostro corpo, per questo è sempre bene usare al minimo parole troppo generiche.

Un altro aspetto su cui si può contribuire a cambiamenti, oltre all’approccio ad aiutarsi l’un con l’altro (e qui ci sarebbe da aprire una parentesi per la rimozione di un sacco di bias individuali e collettive), è contribuire a cause che ci stanno a cuore in progetti più grandi di noi, e le domende si spostano sulla scelta. Mi piace molto il lavoro fatto da Effective Altruism, e tutte le altre entità connesse (tipo GiveWell) in cui si valuta statisticamente l’impatto reale delle maggiori charity. Personalmente sono anche fan di crowdfunding in questa direzione. Il merito più grande di Effective Altruism è stato anche l’iniziare a parlarne di più e alla condivisione, per me la cause che mi stanno più a cuore sono la reforestazione, permacultura, pulitura degli oceani, la lotta contro schiavitù umana ancora esistente, e più in generale per diritti base umani e animali (e qui aprirei un’altra parentesi anche sui doveri individuali degli esseri umani “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”), più altri progetti con conseguenze dirette o indirette per il miglioramento della qualità della vita (come accesso a risorse idriche, educazione di base e tecnologica, riconnessione dell’umano con la natura).

Potrei parlare per ore su ognuno di questi argomenti, quello che ci tenevo ad esprimere è che a mio parere ci sono modi di cambiare e di sopravvivere oltre ai mille anni, ed è ora di agire realmente, in modo informato, nel quotidiano. Contribuire a grandi progetti insieme e parlarne di più nelle discussioni di ogni giorno.

In previsione di scadenze più a lunga durata colonizzare altri pianeti può essere sensato, la mia speranza è che la fretta sia data dai tempi dettati dal cosmo e non dalla stupidità umana.

PS: Sto iniziando/continuando con progetti e studi in questa direzione e scrivendo un libro di science-fiction, che alla fine son tre, su questi e altri argomenti, quindi ci son parecchio dentro e giuro che ho fatto del mio meglio per essere sintetica! Sono a disposizione, anche in via privata, ad approfondire ogni parentesi nel discorso aperta o citata, che fa pure rima.

un CAS (Sistema Complesso Adattivo) è un sistema che emerge nel tempo in forma coerente, e si adatta ed organizza senza una qualche entità singolare atta a gestirlo o controllarlo deliberatamente. L'adattamento è raggiunto mediante la costante ridefinizione del rapporto tra il sistema e il suo ambiente (co-evoluzione)

Infatti, 1000 anni senza che cambi nulla è una proiezione statistica assurda.

Anche a me fa’ sentire meglio sostiuire una lampadina con la relativa a bassissimo consumo energetico, oppure acquistare per il condominio la frutta dal coltivatore vicino casa, sfruttare l’energia solare in camper piuttosto che l’allaccio elettrico ecc…ecc… però sono un individuo combattuto.

Da un lato considerazioni culturali, politiche e sociologiche mi porterebbero a posizioni e comportamenti simili a quella di @Astra (con la difficoltà aggiuntiva della rinuncia a carne/pesce çç), dall’altro il bieco matematico e statistico che è in me non può far a meno di considerare l’inutilità complessiva di fondo degli stessi comportamenti e quindi semplificare scelte complesse non vantaggiose.

Ad ogni modo, SH incoraggiava all’esplorazione spaziale quando ha pronunciato la frase citata, e su questo mi trova pienamente d’accordo anche senza lo stimolo da ansia per la fine dell’umanità

Brava Astra!

E’ poi sorprendente quanto proprio i “vegani” siano rappresentanti di quell’ “Effective Altruism” che viene sprezzantemente ricondotto alla psicopatia ed all’intolleranza. Ma tant’é, il mondo gira sempre al contrario.

Segnalo un documentario, “La Terra vista dal Cielo”:

molto ben fatto, parla di risorse globali e di modello occidentale di sviluppo che sta formattando resettando e distruggendo tutto. Ci sono serissime domande sul futuro del nostro pianeta. La serie é stata fatta dal famoso fotografo documentarista Yann Arthus-Bertrand, ed é di una bellezza sconvolgente.
E’ difficile trovare in un documentario qualcosa di così intimamente coinvolgente e profondo.

Si il tempo é quello che é e ciascuno sceglie di guardare e leggere solo quello che interessa; é così che nascono i discorsi sulla tecnologia che ripara tutto, sul fatto che "tanto cambieremo quindi continuiamo così, e sul fatto di pensare che essere matematici statistici o culturalmente tecnici ponga su un piano superiore per giudicare un ecosistema vivente.

La sofferenza e l’estinzione non si riparano.

questa per me è abbastanza per autobandirmi dalla discussione. Ed il motivo è lo stesso per cui non mi metto a discutere di religione su forum, ad esempio. Buon proseguimento.

Non volevo offenderti. Davvero. Non stiamo parlando di “religione”, pensi questo?

E’ difficile per me assistere alla distruzione di un’ecosistema senza perdere la calma; per questo sono, senza volontà malevola, un pò acido verso talune considerazioni.