Costellazioni satellitari per servizi di rete

Le reti di telecomunicazioni richiedono protocolli comuni per essere interoperabili. Sebbene la posizione di mercato di Starlink sia chiaramente dominante oggi, credo sia molto difficile che Starlink / SpaceX / Musk possa sviluppare una tecnologia proprietaria alternativa a quella cellulare standard.

Diverso è il discorso di cosa potrà fare in futuro (o già ora) come produttore all’interno dei comitati di standardizzazione, al fine di promuovere sempre di più l’utilizzo delle tecnologie satellitari per le reti cellulari.

Non sono tanto d’accordo, nel momento in cui starlink potrà fornire prestazioni paragonabili alla connessione almeno 4G, non è un problema sviluppare una parte radio privata, anche congiuntamente con ARM. Il limite grosso sono le frequenze, ci fosse una banda disponibile a livello mondiale in poco tempo potrebbero stravolgere il mercato. Non serve interoperabilità nel momento in cui la rete ce l’hai sopra la testa

Io assumo che una stazionei radio base 4G LTE standard, esempio una di Ericsson, puo’ essere collegata a qualunque connessione WAN di banda adeguata.

Le stazioni radio base, o eNodeB (evolved NodeB), sono progettate per essere agnostiche rispetto al tipo di trasporto fisico. L’importante è che la connessione sia adeguata in termini di throughput (capacità di dati), latenza (ritardo) e affidabilità.

Quindi una connessione Starlink va bene se rispetta questi parametri. Forse per questo serviva una certa maturita’ di Starlink.

Gia’ questo permette di installare una torre eNodeB ovunque ci sia una WAN starlink a cui connettertsi, anche nel deserto, anche in mezzo agli oceani anzi ho il sospetto che le navi da crociera saranno appunto uno dei posti dove creare una rete cellulare locale. Basta essere nel footprint dei satelliti e aveve una power supply che puo’ anche essere fornita da un piccolo impianto solare ad isola, per una totale indipendenza. E ovviamente ti agganci a quella stazione con qualunque device standard, se il roaming lo consente.

Ecco perche’ e’ una applicazione abbastanza ovvia la verticalizzazione di offrire connettivita’ LTE impiantando stazioni eNodeB che usano anche, ma non necessariamente solo, connessioni Stalink.

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Ah no parlavo di un altro aspetto, della possibilità che hanno di proporre al mercato un altro modello di connettività diretta tra terminale e satellite, senza stazioni di terra per i terminali ma solo come backbone per i satelliti. In questo caso non serve interoperabilità e se hanno le spalle larghe hanno la possibilità di “rompere” il mercato

Sul sito ufficiale c’e’ tutto, Direct to Cell e futura possibilita’ di collegamento con standard LTE. Cosa per la quale servono le frequenze e che poi a occhio permettera’ l’uso di terminali standard non predisposti. Come saranno fatte le stazioni non ce lo dicono tanto ma ci sta che i tecnicismi se li tengano per se.

UN RIPETITORE NELLO SPAZIO

I satelliti Starlink con funzionalità Direct to Cell sono dotati di un modem eNodeB avanzato in grado di agire da ripetitore per telefoni cellulari nello spazio, consentendo un’integrazione di rete simile a quella di un normale partner di roaming.

Forse prima di ricamare era meglio se andavamo a dare un’occhiata al sito ufficiale :slight_smile: Riguardo ai tempi dei servizi voce scrivono “presto”.

Comunque non e’ un passaggio banale, mi chiedo se oltre alle frequenze come viene gestita la convivenza con la rete cellulare terrestre. Ovviamente se gli eNodeB sono nello spazio, devono essere custom o fortemente customizzati per forza. E non servono ripetitori terrestri in zona.

Niente mi cava dalla testa che SS serve soprattutto a questo, altro che Marte.

Dal punto di vista tecnico e’ possibile e, conoscendo quello che Musk / SpaceX fa normalmente, credo sia realistica la sperimentazione di tecnologie ad-hoc sviluppate internamente, utilizzabili come base per future standardizzazioni (?).

A livello pratico, pero’, temo che sul breve sia improbabile vedere uno “SpaceX phone” o simili. Sebbene la storia ci insegni che esistono breakthrough (vedi iPhone), sviluppare una tecnologia di interconnessione ad-hoc richiederebbe un dispositivo ad-hoc che sia sia performante che appetibile. Oggi lo smartphone e’ anche uno status-symbol e probabilmente SpaceX potrebbe fare leva sul suo brand per vendere il suo SpaceX phone.

E’ senz’altro un’idea che a Musk sara’ venuta in mente, ma la vedo decisamente piu’ difficile che iniziare a fornire connettivita’ LTE, magari in collaborazione con una telco (come sembra stiano facendo, non ricordo), per poi fare uno step avanti successivamente.

Anche “solamente” riuscire a entrare in 3GPP, con una forza sostanziale da riuscire a sostenere attivamente le loro proposte basate su Starlink, sarebbe un successo importante per SpaceX.

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Di questo ne avevamo già parlato, era una speculazione sul futuro.

Solo per completezza, se non la posta nessuno, lascio io un riferimento alla notizia di questi giorni:

Certo per rendere il tutto piu’ convincente servirebbe anche un lanciatore europeo competitivo. Se pero’ i passaggi su SS saranno a buon mercato magari per gli economics non conviene neanche fare diversamente. E’ difficile pianificare di questi tempi.

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Per registrare quello che avviene, riporto anche questo articolo che parla di tante cose ma gran parte del fatturato e delle prospettive di crescita di SpaceX sono Starlink. E poi e’ un articolo dove non hanno paura di elencare le possibili conseguenze delle evoluzioni in corso.

Cito solo la piu’ imminente, le reti satellitari avranno sempre piu’ capacita’ elaborativa, non saranno solo telecomunicazioni ma anche data center. E’ del tutto evidente, chi conosce un minimo le reti o come funzionano architetture di rete fatte di proxy, CDN, mirror ed elaborazione distribuita non puo’ non vederlo arrivare e peraltro ormai le fonti sono numerose e non sono solo progetti SpaceX. Del resto il cloud e l’hosting sono servizi di rete, quindi rientra nel topic. Le robe piu’ futuribili descritte nell’articolo le lasciamo stare per ora. E’ anche evidente che se SpaceX va in borsa impattera’ altri topic del forum.

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2 messaggi sono stati uniti a un argomento esistente: TeraWave, la costellazione satellitare di Blue Origin

Altra notizia, da vedere se avra’ seguito. I data center nello spazio sono uno sviluppo ovvio, ma li puo’ fare solo che ha accesso allo spazio a costi ragionevoli. Del resto AWS e Origin sono altrettanto integrate.