Costellazioni satellitari per servizi di rete

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starlink
#1

è un po’ OT ma intendo dire che è una fase di transizione, ormai è chiaro che la fibra è la via per distribuire contenuti on demand. Il satellite è un modello di broadcasting classico, ormai superato, in cui devi guardare ciò che ti viene proposto quando ti viene proposto oppure registrarlo in locale. Il presente e il futuro sono lo streaming e col satellite c’azzecca poco.

Anche Amazon avrà la sua costellazione di satelliti
#2

Quella è una possibilità per nulla banale: ora se vuoi fare una VPN devi comunque viaggiare sulla rete, ci sono migliaia di aziende che pagherebbero volentieri il triplo per poter avere una rete commerciale separara senza spioni per condividere le informazioni tra le sedi o in giro. Personalmente uso drive sincronizzato col nas per accedere alle info quando sono in giro e ammetto che non mi dà molta fiducia

#3

Bisogna fare la distinzione tra contenuti già prodotti visibili in streaming, dove più o meno tutte le piattaforme funzionano bene da Netflix a Youtube passando per Prime Video rispetto a dei contenuti live visibili in streaming dove al momento l’unica piattaforma che funziona veramente bene è Eurosport Player. Pur avendo 2 canali sul satellite fa leva sul player internet per fare canali dedicati e trasmettere quello che non rientra nei due canali satellitari. L’HD è di buona qualità anche se non come il satellite, il lag non è eccessivo tale da permetterti di continuare ad usare live timing o altri feed in tempo reale. Penso siano gli unici ad aver fatto una piattaforma decente per contenuti di questo tipo.

Per portare questo discorso in topic. Amazon ha la sua piattaforma video al momento per contenuti già prodotti. Questo potrebbe essere utile per distribuire fuori dalle dorsali in fibra contenuti video in tempo reale e allo stesso tempo gestire il tutto su una rete dedicata propria.

Bisogna vedere però quanto conviene una sistema del genere rispetto all’unico satellite da svariate tonnellate che ti copre tutta Europa… anche se per Amazon (o meglio AWS) questo diventerebbe parte della sua infrastruttura indipendentemente da come la vuole usare.

#4

Maggiore è la distanza tra i due capi della comunicazione migliori sono le prestazioni di una costellazione LEO, ma non aspettatevi che sia un servizio utile solo per enti governativi o utenze business particolari…
Le cifre in gioco per la costruzione di simili infrastrutture sono molto grosse e l’unica maniera per rientrarne e rendere queste reti profittevoli è avere anche una grossa fetta di utenti privati tradizionali.

In più non pensiate che l’infrastruttura tradizionale sia più economica… anzi.

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#5

Entra in gioco anche un fattore di proprietà dell’infrastruttura: possedere una rete di comunicazione globale di proprietà di un’unica azienda è praticamente impossibile sulla terraferma perché devi fare i conti con diverse nazioni e relative leggi nazionali, regionali, locali… In orbita questo problema non esiste.

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#6

Certo, questioni politiche ma anche economiche perchè il transit ha un certo costo.

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#7

E comunque la connettivita’ a larga banda per i mezzi mobili e le aree non urbane non e’ che sia un mercato piccolo in prospettiva. Probabilmente molto piu’ grosso dell’industria spaziale attuale, pur nell’impossibilita’ di prevedere il futuro e la competitivita’ delle varie modalita’ di connessione.

Inoltre la ridondanza dei percorsi di routing e’ fattore fondativo di Internet e una delle ragioni del suo successo. Aprire un nuovo canale alternativo al backbone attuale della rete e’ un cambiamento strutturale notevolissimo.

Se mi e’ permesso un gioco di parole:

Non sara’ tutta la rete ma la rete sara’ tutto.

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#8

Ehm, OT, ma questo esiste già… la tecnologia più diffusa si chiama VPN MPLS e ce l’hanno in portafoglio tutti i provider (personalmente ho messo su un migliaio di servizi di questo tipo una decina d’anni fa quando lavoravo in un ISP, la tecnologia non è nuova). Il traffico non passa da internet e il costo non è il triplo, ma è molto di più, ma è comunque un’inezia per grandi sedi. Tutti le aziende da 50-100M di fatturato annuo in su la usano.

Tornando parzialmente IT, i satelliti danno un servizio di connettività, punto. Un intermediario comprerà il servizio e lo impacchetterà come meglio crede e lo rivenderà come connettività a internet, connettività di backup disaster avoidance o un altro prodotto commerciale con un nome fantasioso.

Entrando un altro po dentro il topic, non è che si potrà prendere il segnale col router di casa o il cellulare. Serverà una stazioncina di ricezione che ridistribuirà il servizio. Magari questa stazione trasformerà il segnale da banda ku, ka a WiFi classico a 2,4G.

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#9

si scoprono sempre cose nuove e interessanti, grazie.
Per i costi, il delta è certamente negativo appoggiandosi ad una rete sat per un broadcaster presente/futuro. Ti serve tutta l’infrastruttura a terra come se distribuissi via terra, e in più la parte sat, che ha una banda minore (parlo di streaming, non di broadcast) e che non può essere gestita bidirezionalmente da utenti consumer su larga scala. A mio avviso la sostenibilità di un servizio internet basato su clientela consumer in alternativa alla fibra non è facile per nulla da ottenere. Ma è anche una questione strutturale: un conto è sparare su 30 canali e poi chi ha il decoder paga e vede. Un altro è fornire connettività, dove non è ragionevol sparare su tutte le richieste degli abbonati, singolarmente criptate in tempo reale e farle decriptare una a una dagli utenti singoli, è un’overhead importante e richiede comunque una connessione terrestre tra utente e streamer per passare le richieste e le chiavi. Si usava 15 anni fa in futuro mi sembra di vedere un dinosauro

#10

Giusto per ricordarlo, puo’ essere utile qualche precisazione.

Il mercato globale delle telecomunicazioni e’ 1200 miliardi di euro (milleduecento miliardi).

La penetrazione della telefonia cellulare supera i 5 miliardi di utenti e sfiora la copertura del 70% della popolazione mondiale.

Verosimilmente i telefonini multibanda in futuro potranno anche collegarsi alla rete satellitare in voip, magari solo all’aperto e magari solo quando non sono in zone servite da operatori terrestri. O magari perche’ costa di meno (possibilissimo, i prezzi della telefonia non sono definiti in base ai costi ma bensi’ per ottimizzare le revenues in un contesto oligopolistico).

E vivremo sempre piu’ in rete, lavoreremo e ci svagheremo sempre di piu’ in accesso remoto o telepresenza. La quasi totalita’ del pil mondiale verra’ prodotta e consumata via rete. Gia’ oggi gran parte del valore di prodotti industriali anche fisici, come ad esempio un’automobile, e’ immateriale… know how, proprieta intellettuale, valore del progetto sono immateriali e possono essere prodotti da persone che vivono e lavorano ovunque.

La presentazione del primo smartphone di Jobs e’ del 2007, poco piu’ di un decennio fa. Chissa’ che succede tra altri 10 anni. Il mercato galoppa. E l’astronautica potrebbe entrare a far parte di questo ecosistema, con ruoli specifici o con un ruolo importante, lo vedremo.

Poi il signor Besoz ha gia’ gran parte del mercato in tasca. E vale la pena di ricordare che tra gli investitori di SpaceX c’e’ Google.

Basta una piccolissima nicchia di questo mercato per tenere in piedi l’ambaradan. Stiamo parlando di pochi miliardi di cespite quando il mercato e’ 1200 miliardi l’anno.

Fonte: https://www.faistgroup.com/news/the-global-telecommunications-services-market-2012-2019-data/

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#11

C’è sicuramente spazio per tutte queste tecnologie.
E d’altra parte alcuni “over-the-top” (nel senso più ampio, non solo contenuti multimediali) hanno già provato a farsi le loro infrastrutture sbattendo un po’ la testa… se adesso stanno andando davvero TUTTI in questa direzione mi porrei qualche domanda.

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#12

Voip via sat con latenze di mezzo secondo almeno non mi sembra progresso, così come dover gestire banda di non meno di 5 Gbps ogni 1000 paganti mi sembra un gioco da ragazzi.

#13

Secondo uno studio, le comunicazioni basate su reti di satellite in orbita bassa saranno piu’ veloci e avranno tempi di latenza piu’ brevi di qualunque comunicazione terrestre per distanze oltre i 3000 km, per vari motivi. Se n’e’ ampiamente discusso in altri 3d.

Ovviamente da Milano a Francoforte, o da Londra a Parigi, che sono uno sputo, si va piu’ veloce con la fibra perche’ la distanza via terra e’ geometricamente piu’ breve (diversa quota e densita’ spaziale dei satelliti non ottimale per le brevi distanze).

Per maggiori distanze, tipicamente quelle che collegano i mercati finanziari globali, entrano in gioco altri fattori:

  • la velocita’ della luce nella vuoto e’ il 47% maggiore che nella fibra (per le leggi dell’ottica dipende dall’indice di rifrazione del materiale attraversato)
  • sulla lunga distanza il percorso dei dati in orbita bassa anche se non proprio in linea d’aria potra’ comunque essere piu’ breve di quello terrestre
  • la disponibilita’ uniforme su tutta la superficie terrestre zone polari escluse fino all’ultimo miglio, che e’ spesso il piu’ problematico e quello che aggiunge maggiori ritardi

DI seguito un buon articolo che parla dello studio in questione, anche se con la velocita’ a cui galoppano le cose e’ gia’ un po’ datato. A poche ore dal lancio non conosciamo le specifiche tecniche di Starlink, figuriamoci quelle della rete satellitare AWS (ammesso che sia AWS a commercializzare il servizio di di connettivita’ satellitare di Amazon):

https://www.nextbigfuture.com/2018/11/spacex-low-latency-starlink-satellite-network-will-be-massively-profitable.html

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#14

AWS offre già servizi di supporto ai satelliti di comunicazione:

La rete satellitare potrebbe inserirsi bene nell’offerta attuale…

#15

Comunque la sola questione della velocita’ nella luce nel vuoto e’ molto sostanziosa. Probabilmente tutto il backbone a lunga distanza della rete in futuro potrebbe essere basato su comunicazioni laser tra satelliti in orbita bassa. Anche se poi a casa sei collegato con la fibra. Il ping time per il resto del mondo sarebbe molto piu’ breve che con cavi sottomarini e a tendere anche il costo dell’infrastruttura. Non e’ poco.

#16

Se poi metti in conto che certi percorsi sono piuttosto fantasiosi: recuperare materiale da un server fisico a Tokyo dall’Italia, ti ritrovi a fare il giro per Milano > Francia > Stati Uniti… prima di arrivare in Giappone. E per come sono fatte le dorsali ora, rappresenta il percorso più breve.

#17

E’ un correre un po’ troppo, ma e’ verosimile che il routing dei pacchetti verra’ otimizzato anche in base alla congestione della rete e di quanto paghi.

Se paghi poco e i satelliti sul percorso piu’ diretto sono saturi, i tuoi dati magari fanno prima una parte del percorso in fibra, poi vanno su satellite in un’area meno congestionata e fanno un giro da un satellite all’altro che permetta di bilanciare il carico sui satelliti che in quel momento stanno transitando su aree non popolate.

Ovviamente i contratti premium, per avere quel po’ di ping time in meno avendo la priorita’ di instradamento, ti faranno pagare molto molto di piu’. E questo ottimizzera’ significativamente le revenues degli operatori.

Lo so che e’ leggermente troppo prematuro parlarne :slight_smile:

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#18

premetto di saperne poco di telecomunicazioni quindi chiedo ai più esperti;

dal punto di vista delle velocità, mi chiedevo, ma le telecomunicazioni da e per la superficie terrestre avvengono non via laser ma via radionde?
nel confronto con la fibra, si è tenuto conto dei maggiori ritardi di una comunicazione in onde radio seppur con frequenze elevate attraverso l’atmosfera terrestre?

#19

Comunicazione da terra a satellite via radio, bande Ka e Ku.

Comunicazioni tra i satelliti (quindi di lunga distanza) via laser. E forse anche radiofrequenza come backup.

Questo pero’ e’ Starlink. Della rete di Besoz non sappiamo nulla salvo che ha deciso di farla.

#20

Stiamo andando off-topic totalmente, andrebbe separato il thread. C’è un moderatore che può separare, magari in discussione tecniche, con un nuovo thread “Satelliti per servizi di rete”?

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