Crew Dragon esordisce con un Pad Abort test

https://www.astronautinews.it/2015/05/08/crew-dragon-esordisce-con-un-pad-abort-test/

Prova di fuga davvero incredibile!

Pensavo che con la fine del programma Shuttle avrei smesso di sognare ad occhi aperti invece, grazie alla Space X e alle sue tante novità, posso essere ancora felice e proseguire con i miei sogni astronautici.

La Space X con le sue capsule e i suoi vettori sta davvero facendo passi da gigante; chissà cosa vedremo ancora!

topopesto, e’ mia personalissima ed opinabile opinione, che la fine del programma Shuttle sia la premessa per qualcosa di molto piu’ grande.

Anche se lo Shuttle nella sua complessità e bellezza rimarrà sempre nei nostri cuori, è certo che tutto questo non sarebbe stato senza il suo pensionamento.

Ora con tutte le necessità che cci sono e le varie esigenze è certo che prossimamente ne vedremo delle belle e il mondo delle capsule e dei vettori si arricchirà ulteriormente. Modellisticamente parlando…la mia collezione si amplierà enormemente.

Mi colpisce che i motori siano stati prodotti con tecnica di stampa 3D. Quanto di una capsula/lanciatore è realizzato con questa tecnica? E di ciò quanto sarebbe possibile stampare direttamente in orbita o sulla superficie di Marte?

Come penso ben saprai, è da poco che sulla ISS stanno utilizzando e testando una stampante 3D. Dal mio punto di vista penso che a breve si inizierà ad utilizzarla in modo più intenso e che nel giro di qualche anno si arriverà a produrre direttamente i pezzi necessari direttamente sul sito di utilizzo, vuoi tu che sia la ISS o altro posto.

Quando finalmente l’uomo metterà piede su Marte o ritornerà a calpestare il suolo selenico la tecnologia delle stampanti 3D sarà già più evoluta e quindi verrà utilizzata anche in quei posti portando grandi benefici e un abbattimento dei costi davvero notevole.

Qualche dato sulla performance della missione?
(ammetto di non aver cercato molto)

Dati sotto il nominale dato che un motore non ha funzionato come doveva. Hanno raggiunto una quota piu’ bassa ed una distanza dalla costa piu’ breve di quella pianificata, ma alla fin fine la missione e’ stata comunque un successo dicono.

E’ secondo me “piu’ complesso” di cosi’. Immagino il termine “Stampa 3D” qui si riferisca al “metal sintering” che e’ una procedura che permette di risparmiare (tantissimo) materiale soprattutto che ci sono grandi strutture “vuote”; che io sappia, pero’, e non so nulla di quello che fanno alla SpaceX, tali oggetti devono solitamente passare attraverso una procedura di fresatura tradizionale per arrivare alle dimensioni esatte. Dato che l’obbiettivo principale di SpaceX e’ di non sprecare soldi nell’ottenere un certo livello di performance, immagino usino la procedura piu’ adatta (la cosa piu’ incredibile e meno riconosciuta di SpaceX a mio parere rimane la costruzione dei razzi)

Un ipotetico equipaggio si sarebbe salvato anche con la distanza minore e la quota più bassa di questo test?

Secondo quanto ha affermato Elon Musk sì. A quanto pare il sistema è progettato in maniera da portare a termine con successo l’abort anche perdendo completamente uno dei motori.

Amoroso, pare proprio di si’, o quantomeno non ho sentito nessuno su Internet affermare il contrario. Credo che la parte piu’ “dura” siano state le oscillazoini all’atto dell’apertura dei paracadute.

mcarpe, in una intervista che adesso chiaramente non riesco a trovare, il sig. E. Musk diceva che solo 4 motori sono necessari per un abort di emergenza.

Non sono certo un esperto del settore però penso che il solo fatto di staccare la capsula dall’eventuale vettore e farla allontanare da quest’ultimo dia un’alta percentuale di possibilità che l’equipaggio si salvi. Che poi si sia allontanata meno del previsto…dovrebbe andare bene lo stesso.

Boh, io non ne sarei sicuro. Non allontanarsi abbastanza può voler dire essere ancora nel raggio in cui l’esplosione fa danni seri alla capsula. Poi oviamente dipende da quanto meno del previsto si sono allontanati, ma non mi aspetterei una risposta così “bianco o nero”…

…anche perché non è detto che il vettore da cui ci si allontana cessi istantaneamente ogni accelerazione ascensionale…i motori potrebbero fornire spinta anche in presenza di una anomalia che richieda l’abort…una accelerazione anche di poco inferiore alle attese può significare allontanarsi, si, ma non abbastanza…in caso di esplosione non si è mai troppo lontani!

Ma dopo l’eventuale distacco, la capsula non dovrebbe deviare allontanandosi dalla traiettoria del vettore?

Nell’eventualità che la capsula non si allontanasse abbastanza, l’esplosione non contribuirebbe a spingerla più lontano?

Un’esplosione non è solo onda d’urto (del resto più che sufficiente a distruggere la capsula entro una certa distanza) ma anche una bella palla di fuoco e schegge che possono danneggiare la capsula in maniera distruttiva e impedire la sopravvivenza dell’equipaggio.
Guardare le esplosioni nei film americani non aiuta a farsi un’idea della realtà. Tom Cruise e Bruce Willis attraversano sempre indenni esplosioni catastrofiche ma purtroppo non funziona così. :flushed:

Il video del test visto dalla capsula:

Stranamente fa meno impressione rispetto al video ripreso da lontano. A parte l’accelerazione iniziale, che fa spavento, gli scossoni successivi da questa prospettiva sembrano tutto sommato sopportabili. Comunque, immagini molto belle.

Guardando il video ho notato che due funi dei paracadute si incrociavano. A parer mio non hanno avuto un’apertura corretta e, pur avendo funzionato correttamente, potrebbero essere causa di problemi futuri.

In base alla mia esperienza potrei supporre che questi ultimi siano stati stivati nel compartimento in modo inappropiato.