Elon Musk su rischi di bancarotta e problemi di produzione dei Raptor

I problemi di velocità nella produzione dei Raptor stanno preoccupando Elon Musk, che ha anche sostituito alcune figure chiave del management.

CNBC ha pubblicato quetsa email di Elon Musk, che traduco così:

Sfortunatamente, la crisi di produzione di Raptor è molto peggiore di quanto sembrava poche settimane fa. Questo è emerso dopo che siamo venuti a conoscenza di problemi antecedenti il precedente managment (che in parte è stato cambiato) .

Sfortunatamente questi problemi si sono rilevati molto più gravi di quanto ci è stato riportato. Non c’è modo per ignorare questo. Stavo per prendermi questo fine settimana libero, che sarebbe stato il mio primo settimana libero da molto tempo, ma invece sarò sulla linea Raptor tutta la notte e per tutto il fine settimana.

A meno che tu non abbia problemi familiari critici o non possa tornare fisicamente a Hawthorne, abbiamo bisogno di tutti, per riprenderci da quello che è, francamente, un disastro.

Le conseguenze per SpaceX se non riusciamo a produrre Raptor abbastanza affidabili, è che non possiamo far volare Starship, il che significa che non possiamo lanciare Starlink V2, (Falcon non ha le capacità di mettere in orbita Starlink V2)

La versione V1, è di per se finanziariamente debole, mentre V2 è forte. Inoltre stiamo portando la produzione dei terminali a diversi milioni di unità l’anno, il che consumerà enormi capitali. Se gli Starlink V2 non saranno in orbita per gestire la richiesta di banda, questi terminali saranno inutili.

Ciò che ne consegue è che stiamo affrontando un rischio reale di bancarotta se non riusciamo a raggiungere un rateo di volo di almeno una volta ogni due settimane l’anno prossimo.

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Secondo un articolo comparso su spaceexplored.com , se dal prossimo anno lo Starship non effettuerà un volo almeno ogni due settimane, l’azienda potrebbe andare incontro alla bancarotta. La causa sembra essere legata ai problemi nella produzione dei motori Raptor.

un progetto strategico come starship (parlo proprio di nazione USA) non può fallire per queste “banalità”

anche fosse, arriveranno i soldi

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Sono d’accordo, si tratta di un asset strategico su molteplici piani, ed Elon non è nuovo a toni catastrofisti quando sta per mettere un colpo a segno.

Quindi vera domanda cosa sta bollendo in pentola?

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ll primo lancio orbitale di starship eheh

A mio modo di vedere, il fondo di verità è che Musk non è per niente soddisfatto dei ritmi di produzione dei Raptor e quindi, individuato l’anello debole, spingerà forte per cambiare la situazione.

E lo farà alla sua maniera, ovvero chiudendosi giorno e notte in linea di montaggio, cogliendo l’occasione per spronare al 120% i suoi dipendenti, a cominciare dal chiedergli di rinunciare al fine settimana di festa, per una questione di vita o di morte.

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Probabilmente il motivo di un nuovo design dei Raptor ha proprio a che fare con la necessità di produrli ad un ritmo veloce.
Anche durante il tour di Boca Chica con Tim Dodd diceva che spesso il problema non era il design del motore/veicolo ma la progettazione della linea di produzione

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Elon Musk conferma che il “problema di produzione dei Raptor” è principalmente l’enorme investimento in Starship, Starlink 2.0 / ricevitore e altre cose che si basano su Starship. Quindi fino a quando l’astronave non vola spesso, c’è un potenziale problema di flusso di cassa e la produzione di Raptor è il rischio maggiore per il collo di bottiglia.

Individuato il problema, ci stanno (ovviamente) lavorando, con i modi che già conosciamo di Musk (e non solo con SpaceX, basti ricordare il caso di produttività di Tesla Moldel 3 )

Poi frena e puntualizza, rispondendo alla moltitudine di articoli e tweet, che stanno facendo il tam tam sul fallimento, approfondendo il discorso e dicendo che se una grave recessione globale dovesse prosciugare la disponibilità di capitale / liquidità proprio mentre SpaceX sta perdendo miliardi su Starlink e Starship, il fallimento, sebbene ancora improbabile, non sarebbe impossibile. GM e Chrysler sono andati in bancarotta con l’ultima recessione. “Solo i paranoici sopravvivono”.

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Comunque sembra confermato che SS serve per Starlink V2, altro che Marte.

Meno filantropico ma piu’ ragionevole.

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E’ un’architettura che nasce per essere multiuso, può fare entrambi. Anche perchè nei piani Starlink servirà come principale fonte di finanziamento per il programma marziano.

P.S. in realtà era già stato confermanto in passato:

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Ok, conosco la versione ufficiale e ambiziosa.

Ma una SS solo LEO e unmanned per ora, finalizzata ad oscurare il cielo (o illuminarlo di notte) con decine di migliaia di satelliti pur essendo un piano leggermente meno ambizioso, e’ piu’ credibile e c’e’ il movente della pecunia, per quanto prosaico.

Pecunia che sicuramente verrebbe investita in nuovi progetti come sempre fatto da EM ma, senza ipocrisie, e’ la base di tutto, soprattutto dei vari giocattoli vagheggiati, costosissimi anche facendo magie.

Una nota: dal testo della mail quando dice “if we can’t get enough reliable Raptor made” intende che non riescono a produrre abbastanza raptor affidabili. Quindi e’ un problema di affidabilita’ e non solo di volumi? Chi e’ piu’ fluent puo’ aiutare a decifrare?

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Senza voler iniziare un’ennesima tiritera sulla personalità di Musk, guardando a tutti i tweet e alle successive precisazioni penso ci troviamo di fronte a un’altra delle sue famose sparate.

Se esistesse un rischio reale di bancarotta, allora ci troveremmo di fronte a un problema enorme.
Dubito fortemente che i pochi giorni oggettivamente guadagnati dall’annullamento di ferie e permessi durante i weekend e il periodo festivo da qui a fine mese (una decina di giorni?) basterebbe a raddrizzare la baracca.
Esiste allora un problema di affidabilita e/o ritmo produttivo dei Raptor? Allo stesso modo, se a SpaceX bastassero una manciata di giorni per risolverlo, varrebbe davvero la pena di non dare riposo ai propri dipendenti come risposta, peraltro ignorando che lavorare a ritmi troppo serrati aumenta il rischio di commettere errori per stanchezza e burnout?

In entrambi i casi, sempre presupponendo che si tratti di un’emergenza reale, a me sembra più un problema di management.
Se il CEO di un’azienda decide di inviare una mail del genere ai suoi dipendenti, o è circondato di manager incompetenti e scopre solo ora l’entità del disastro, oppure (spoiler - propendo per questa) è un modo “eccentrico” di lamentarsi di problemi ben lontani da un reale rischio di bancarotta, che però fa tanto rumore e punta a rinsaldare le fila in attesa di qualche exploit agli inizi del 2022, stile “cliffhanger”.
In entrambi i casi, imvho, niente di cui andare orgogliosi né che faccia particolarmente piacere agli investitori.

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Vi ricordo, come e’ anche successo in passato, che in caso di bancarotta mica l’azienda chiude. Vuol dire che non ha soldi suoi e basta, come persona giuridica, non che non ce ne saranno piu’. Un’azienda puo’ tranquillamente fallire e continuare, anzi solitamente cosi’ avviene. Puo’ succedere che continui con soldi di altri investitori, raramente pubblici, o anche dello stesso investitore, che praticamente azzera debiti e credibilita’ per scelte strategiche e continua sotto un altro nome.

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Una azienda che va incontro a problemi finanziari ma possiede asset strategici e know how non fallisce, soprattutto in USA, ma viene venduta e potata.

In altre parole EM nel caso peggiore potrebbe essere costretto a vendere.

Assumendo che il progetto SS fallisca, e che anche Starlink V1 non stia in piedi economicamente (perche’ il numero di clienti consentiti dalla capacita’ non copre i costi) resta un asset che sicuramente non sparirebbe: la famiglia dei Falcon.

I Falcon nel loro campo hanno una leadership oggettivamente incolmabile almeno nel breve e medio termine. L’industria spaziale occidentale dipende da essi sempre di piu’, non solo perche’ altri lanciatori non sono competitivi in termini di costi (il lancio spesso costa molto di meno del payload) ma perche’ non c’e’ un altro lanciatore manned salvo tornare alle sole Soyutz.

Quindi anche se tutte le congiunzioni astrali e tutte possibili le negativita’ si verificassero, la linea di produzione dei Falcon probabilmente resterebbe, magari in mano ad altri, magari con nomi e brand cambiati. Ma non verrebbe a mancare l’accesso alla ISS e agli altri progetti che dipendono da questa famiglia di lanciatori.

Sarei portato a pensare che lo stesso discorso varrebbe per Starlink, se le comunicazioni laser intersatellite funzionano (altra innovazione che sta incontrando problemi di produzione). Se ci fosse il vantaggio di velocita’ e ping time che le leggi della fisica sembrano suggerire, una Starlink con capacita’ limitata e usata per trasmissioni molto specifiche, trading, handshaking dei protocolli di rete, penso che resterebbe anche se il costo del bit fosse molto ma molto piu’ elevato della connettivita’ B2C da parte di altri operatori e tecnologie.

Inolte molte innovazioni introdotte per SS potrebbero comportare fallout tecnolgici utili per eventuali nuove generazioni di lanciatori, piu’ realistiche e meno ambiziose di SS.

E questo e’ il worst case.

Che poi e’ un discorso coerente e complementare con quanto detto da Vespiacic

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Non ci sono dubbi, tecnicamente è assolutamente così.

La mia valutazione era puramente di prospettiva. Riflettevo come di punto in bianco Musk se ne sia uscito con lo spettro di uno scenario da attacco di panico, suggerendo un rimedio che da un lato toglie il respiro ai lavoratori, dall’altro sarebbe comunque insufficiente a colmare il problema paventato (se davvero fosse di quelle dimensioni).

A prescindere, o è la visione di un paranoico (cui lui stesso fa riferimento nei suoi tweet) o di un manager incompetente, anche se personalmente propendo per la prima. È l’ennesima dimostrazione che il genio indiscutibile di Musk si accompagna ad una personalità “complessa”.

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Ricordo tempo fa quando Bridenstine si lamentava dei ritardi della Crew Dragon, EM gli aveva risposto che solo una frazione molto ridotta delle risorse SpaceX erano spese per SS.

Ora dice il contrario.

Quindi e’ ovvio che ci marciava allora e/o ci marcia adesso.

Poi non e’ la prima volta. La vulgata vuole che anche in passato sia SpaceX che Tesla siano state a un passo dal fallimento. O forse anche quelle volte la cosa e’ stata un po’ enfatizzata per carattere o per spremere maggiore abnegazione dai collaboratori. So per certo (e per esperienza personale) di aziende solidissime dove piu’ volte l’argomento “dobbiamo farlo per salvare l’azienda” viene usato.

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Sono d’accordo al 200%.
Se davvero la SpaceX fosse a rischio fallimento, conoscendo Musk, questa sarebbe l’ultima cosa che comunicherebbe al pubblico, soprattutto a mezzo Twitter.

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Mi sembra di capire che non l’abbia pubblicata lui, ma che fosse una lettera del “padrone” ai dipendenti di SpaceX, che poi qualcuno dei dipendenti ha passato sottobanco a The Verge.

Al di là della veridicità o meno, provate a pensare a quale sarebbe la vostra reazione se il vostro capo vi dicesse che da ora in poi dovete venire a lavorare tutti i prossimi weekend e le vacanze di Natale (senza paga aggiuntiva, in US non si contano gli straordinari), usando come “minaccia” il fatto che se non lo fate si rischia il fallimento (e quindi il vostro licenziamento).

E poi quando la cosa esce sui giornali, dice “ma no, non è così tragica, il rischio fallimento è possibile ma molto remoto…”. Ma intanto ha chiesto a tutti di lavorare 7 giorni su 7.

Capisco che Musk abbia la sua personalità, ma continuo a non capire come tutti possano accettare da lui cose che se le facesse qualunque altro imprenditore, verrebbe appeso in piazza.

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Oppure lo fa per manipolare gli azionisti (che nel caso di spacex esistono anche se la società non è in borsa)

Per chi avesse la memoria corta

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Giusto.

A me sembra che Elon cerchi di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte.
Verso l’alto mettendo paura agli Stakeholders i quali, in caso di fallimento, vedrebbero sfumare gli investimenti.
Verso il basso mettendo paura ai dipendenti i quali, in caso di fallimento, si vedrebbero disoccupati.