EU Agency for the Space Program

Prima di tutto ricordo che l’ESA non è un’agenzia dell’Unione europea, anzi è indipendente da essa e gli stati membri sono diversi. C’è una relazione commerciale tra i due enti in quanto l’UE è in qualche modo cliente dell’ESA con i progetti tipo Galileo e EGNOS.

L’Unione europea ha una trentina di agenzie sparse per tutte il territorio e una di esse è l’agenzia del GNSS europeo, a Praga. Il suo ruolo verrà ampliato e diventerà di fatto l’agenzia spaziale dell’Unione europea.

Il cambio di competenze doveva avvenire nel corso del 2020, ma sarà posticipato al 2021. Wörner aveva espresso qualche dubbio a riguardo, in quanto sicuramente ci saranno duplicazioni di ruoli tra ESA e EUSPA (ancora non ha nemmeno un acronimo ufficiale).

Il trenino legislativo per questo cambiamento è già partito. Secondo me sarà un bel casino :slight_smile:, ma alla fine arriveranno più soldi alle attività spaziali, forse in modo meno ottimizzato.

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Se sarà un gioco a somma zero potrebbero arrivare più soldi per un’agenzia e meno per l’altra.

Non proprio zero, ci sono 8 dei 28 stati UE che non sono ESA, qualche soldino in più arriva.

27 dopo la Brexit. Non riesco ad avere il tuo ottimismo, guardando quali sono gli otto stati in più. Temo che l’eventuale differenza attiva sarà comunque assorbita dalla duplicata struttura organizzativa.

Stato UE ESA
Austria X X
Belgio X X
Bulgaria X
Cechia X X
Cipro X
Croazia X
Danimarca X X
Estonia X X
Finlandia X X
Francia X X
Germania X X
Grecia X X
Irlanda X X
Italia X X
Lettonia X
Lituania X
Lussemburgo X X
Malta X
Paesi Bassi X X
Norvegia X
Polonia X X
Portogallo X X
Regno Unito X
Romania X X
Slovacchia X
Slovenia X
Spagna X X
Svizzera X
Svezia X X
Ungheria X X
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La buona notizia è che ci saranno maggiori oppotunità di lavoro nel settore.

E’ plausibile (più a lungo termine) un accorpamento delle due?

Non credo. Le competenze e le dipendenze saranno comunque diverse. Se fosse stato plausibile, sarebbe stato più opportuno semplicemente non far nascere la nuova agenzia e allargare le competenze ESA.

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malta ha potenziale per fare passare un sacco di quattrini se servisse, è il porto franco per il commercio con i paesi africani sotto embargo…

Ulteriore notizia sull’argomento, ci saranno probabilmente da 12 a 16 miliardi € di finanziamenti UE nel periodo 2021-2027 per attività spaziali (per la maggior parte Galileo e Copernicus) e una partnership UE-ESA:

È molto più di questo, il bilancio non è zero anche considerando gli stessi stati.

Già oggi una parte dello spazio Europeo è finanziato dalla EU e dalla commissione Europea, ad esempio tutto quello che ha a che fare con i servizi come l’osservazione terrestre per il monitoraggio dei confini, per il monitoraggio dei disastri naturali o per la sicurezza marittima.

L’altro esempio è appunto la navigazione satellitare, Galileo in primis.

ESA si occupa di finanziare lo sviluppo delle tecnologie spaziali, l’esplorazione e le missioni scientifiche.

La EU invece finanzia i servizi forniti dalle tecnologie finanziate da ESA, una volta che entrano nella fase operativa, come ad esempio Galileo e Copernicus (ed EDRS, in piccolo): ESA paga per costruire il satellite e il ground segment, EU paga le operazioni. Sono soldi in più, finanziati dal governo Europeo per servizi utili all’Unione Europea che non sono legati alla “ricerca”.

Questi sono soldi in più, che non arrivano dalla ministeriale dell’ESA ma dalla Commissione Europea.

Anche la partnership tra EU ed ESA già c’era, in questi termini.

La novità è questa espansione di GSA, che era già nell’aria da un po’; sarà interessante vedere come si sviluppa, perché probabilmente significa che il nuovo ente incorporerà anche parte del lavoro che oggi fa ESRIN, che è parte di ESA ma prende fondi dalla EU (per esempio per il servizio fornito da Copernicus).

In pratica fino ad oggi la EU aveva dei delegati allo spazio, più un’agenzia per la navigazione (GSA), più un’agenzia per EO (parte di ESRIN) e forse anche qualcos’altro. Ora starebbero accorpando tutto in un singolo ente…

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Quindi tu riesci ad avere il mio stesso ottimismo :joy:

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Può trattarsi di una razionalizzazione, unificazione e potenziamento di attività e progetti sparsi esistenti?

No, volevo dire che non cambia molto rispetto ad oggi… Non è che oggi la EU non si occupa di spazio, lo fa già da un po’ :slightly_smiling_face:

È assolutamente quello che credo siano le intenzioni. Poi bisogna vedere come va a finire, può essere un successo o anche no. E in questi casi come sempre è una lotta di potere. Se mettono su un grosso ente a Praga, quelli a cui viene “tolto” il lavoro non credo siano molto contenti.

Detto questo, la dualità ESA / EU nello spazio secondo me oggi è un po’ uno spreco di risorse. Visto che la EU non ha esperti di spazio, usa ESA come esperto anche nella fase operativa. Questo significa che le industrie che gestiscono le operazioni si trovano di fatto ad avere due clienti, uno che è il cliente effettivo nella fase di servizio (EU) e l’altro che era il cliente nella fase precedente ma sta ancora lì a dare direttive (ESA). Oltre a una duplicazione, questo è anche fonte di confusione. @Mike credo abbia avuto quest’esperienza su Galileo.

Se la EU ora mette su un ente autonomo, probabilmente comincia ad assumere gente e a mettere su un know-how indipendente e quindi a lungo termine potrebbe “liberarsi” di ESA nella fase di servizio. Cosa che ovviamente potrebbe creare attriti con quelli che non vogliono essere tagliati fuori.

Mi viene in mente quello che è successo ai tempi della formazione di NASA, che alla lunga è stato senza dubbio un miglioramento ma che ha creato molto malcontento nell’USAF, nella marina, etc.

NDR: queste sono solo mie considerazioni personali, non sono per niente dentro a quello che sta succedendo e può darsi che le cose stiano andando diversamente

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potrebbe essere una chiave di lettura ( anche ) questa ipotesi ?
e’ un estratto di una intervista recente alla Merkel e che parla di UE.

https://www.linkiesta.it/it/article/2020/01/17/angela-merkel-germania-intervista/45086/

«La Brexit è un campanello d’allarme per l’UE ” dice, dando a intendere che l’Europa deve rispondere a chi preferisce gli interessi particolari. E per farlo deve “Diventare attraente, innovativa, creativa, un buon posto per la ricerca e l’istruzione… La concorrenza può essere molto produttiva».

Ma perché l’Europa continui a contare qualcosa occorre che faccia tre cose: la prima, trovare il suo posto tra i giganti di USA e Cina . La seconda, mettersi nella posizione di dare le carte sui grandi temi della tecnologia e del digitale , che saranno l’ossatura dell’economia dei prossimi decenni. La terza, diventare militarmente autonomi dalla NATO.

e ancora …

« L’UE dovrebbe identificare le capacità tecnologiche che mancano e muoversi rapidamente per colmare le lacune : i chip dovrebbero essere fabbricati nell’Unione europea, l’Europa dovrebbe avere i propri hyperscale e dovrebbe essere possibile produrre celle di batterie. Deve inoltre avere la fiducia necessaria per stabilire i nuovi standard digitali globali , come successo, per esempio con il GDPR, che è un gold standard per la privacy ed è la prova che l’UE può diventare un governatore, piuttosto che un osservatore delle regole, quando si tratta di economia digitale. Sono fermamente convinta che i dati delle persone non appartengano allo Stato o alle aziende : bisogna garantire che l’individuo abbia la sovranità sui propri dati e possa decidere con chi e per quale scopo condividerli».

alla lunga cioe’ avere il totale controllo UE dello spazio e dei servizi che necessitano dello spazio, cosa che adesso non potrebbe essere perche’ ESA non e’ della UE…