Con le parole attracco e distacco, dall’inglese docking e undocking, s’intende che il veicolo effettua in autonomia la manovra.
Con le parole attracco assistito e distacco assistito, dall’inglese berthing e unberthing, s’intente che il veicolo ha effettuato la manovra con l’aiuto di un braccio robotico non essendo capace di eseguirla in autonomia.
Un bellissimo video di SEN che riassume alcune delle immagini piu’ spettacolari riprese nel corso del 2025 dall’esterno della ISS. Le meraviglie dell’alta definizione..
Il membro dell’equipaggio che presenta problemi di salute è in condizioni stabili, ma l’equipaggio deve lasciare la stazione. Per motivi di privacy l’identità dell’astronauta coinvolto resterà riservata.
Il direttore della NASA specifica che il rientro degli astronauti non sarà un rientro in emergenza. Avverrà tra un paio di giorni, ma non in “modalità emergenza”.
Con la differenza che ci sarà un solo astronauta USOS invece che quattro… Una mazzata al programma scientifico
Parlavamo qualche settimana fa dei voli “incrociati” per far fronte a queste situazioni, riguardo all’incidente in rampa della Soyuz e al rischio di non poter lanciare cosmonauti per un po’. E dopo poche settimane invece ci troviamo col problema contrario, ovvero con l’equipaggio americano che deve andare via prima.
A riprova che NASA e Roscosmos sono è sono stati lungimiranti a perseguire i voli incrociati sulle Soyuz e le Dragon
Con la premessa che la priorità e la simpatia va ovviamente alla salute degli astronauti coinvolti, alcune considerazioni per dare un’idea di cosa significa questo cambio improvviso per il programma scientifico della ISS, osservando il problema dall’esterno e mentre i teams stanno analizzando la situazione:
Dal punto di vista di Crew-11, un rientro anticipato significa interrompere tutti gli esperimenti di fisiologia umana con quegli astronauti. Per fortuna eravamo quasi alla fine della missione, quindi alcuni esperimenti potrebbero già essere stati completati, o essere molto vicino al completamento. Ma purtroppo tanti esperimenti hanno le sessioni a R-x (Return minus x giorni), e quindi potrebbero non essere ancora stati completati o addirittura potrebbero non essere neanche iniziati. Questo significa che gli astronauti potrebbero venire dichiarati “invalidi” come soggetti per alcuni/molti esperimenti, ovvero “spreco” dei consumabili e del tempo astronauta usati finora, più posticipazione del completamento di questi esperimenti. Per esempio, se un astronauta di Crew-11 era l’ultimo “soggetto” per un certo esperimento e adesso viene dichiarato invalido, bisognerà continuare con un astronauta successivo, e probabilmente è troppo tardi per Crew-12, quindi bisognerà aspettare 75S o USCV-13. In sostanza significa posticipare di 6 mesi o un anno il completamento di qualche esperimento.
Dal punto di vista dell’astronauta colpito dal problema medico, in aggiunta alle considerazioni sopra, bisogna aggiungere se il problema medico e i trattamenti/medicamenti che ne deriveranno hanno un impatto sulla scienza. Ogni esperimento richiede raccolta dati anche dopo il volo. Quindi, anche se le sessioni a bordo erano state completate, le analisi post-volo saranno sicuramente impattate, e bisognerà capire se la situazione medica invaliderà i dati scientifici per quell’astronauta.
Sempre per Crew-11, ma dal punto di vista del veicolo e non degli astronauti, il veicolo normalmente porta giù anche alcuni esperimenti o campioni scientifici, oltre agli astronauti. Per alcuni di questi, le attività potrebbero ancora non essere state completate, e quindi può darsi che debbano venir posticipati ad un volo successivo.
Dal punto di vista di Williams, che rimane a bordo come unico astronauta USOS, da solo non sarà in grado ovviamente di eseguire tutte le attività che erano state pianificate per il prossimo mese e mezzo. D’altronde è anche vero che nell’ultimo mese di permanenza a bordo di Crew-11, molti degli esperimenti di solito sono quelli di fisiologia umana di cui sopra, che verranno necessariamente a mancare. Bisognerà analizzare le attività che rimangono da fare, vedere quanto tempo Williams riesce a dedicare alla scienza (visto che la manutenzione periodica non sempre si può posticipare), e poi prioritizzare e decidere cosa posticipare.
La prioritĂ ora sarĂ far tornare Crew-11. Quindi probabile che non inizieranno a parlare seriamente di Crew-12 fino a metĂ della settimana prossima. Vedremo quando prendono una decisione.
Solo io trovo un po’ esagerato e poco applicabile l’anonimato privacy in questo caso?
Comunque visto che sappiamo che si tratta di uno di crew 11, ha il suo seggiolino. Mi chiedo se sono contemplati scenari in cui l’astronauta che ha bisogno di rientrare lo fa “sul primo veicolo disponibile” non necessariamente quello su cui e’ partito. Evidentemente non era questo il caso, ma non e’ la prima volta che si pone il problema di seggiolini adattabili per permettere un rientro su veicolo diverso, e non ho capito bene se e come e’ gestibile.
A parte il caso super eccezionale di Starliner, l’astronauta ha sempre il suo sedile montato dove deve essere. Metti il caso che si debba evacuare immediatamente la ISS per una emergenza.