Expedition 74 Mission Log

E perché dovrebbe essere esagerato e poco applicabile?
Cosa gioverebbe al pubblico sapere chi dei 4 astronauti ha avuto il problema, e quale esattamente sia questo problema, oltre che ad alimentare la curiosità e le chiacchiere al bar?

Gli astronauti sono esseri umani, e come tali bisogna rispettare la legislazione per la protezione dei loro dati personali.
E questo vale ancora di più considerando che, come hanno detto ieri in conferenza stampa, il problema non ha niente a che fare con la situazione “operativa” della ISS e con le attività che stavano svolgendo in quel momento.

Tutte le informazioni confidenziali si basano sul principio del Need-To-Know: viene informato solo chi ha bisogno di saperlo, e questo vale non solo per il pubblico, ma anche all’interno del programma. Io per esempio non lo so, anche se ci lavoro e ne subirò le “conseguenze” tra qualche mese, perché non lavoro direttamente con Crew-11. E anche tra quelli che lavorano con Crew-11, viene informato solo chi ha un impatto diretto.

Se poi l’astronauta in questione vorrà renderlo pubblico in futuro, sarà una scelta che solo quella persona potrà fare, visto che si tratta della loro privacy.

Tutti i veicoli a bordo sono sempre disponibili per il rientro, in qualsiasi momento. Fa parte della strategia di base di emergenza per la ISS.

Quindi eventualmente non sarebbe una questione di disponibilità, ma semmai di scelta “politica/programmatica” tra i due veicoli. Ma ricordando quello che è successo quando hanno equipaggiato un “seggiolino” per far tornare 5 astronauti sulla Dragon, quando c’è stato il problema di Starliner, i rischi di infortunio durante il rientro erano uno o due ordini di grandezza più alti rispetto a quelli per gli altri 4 astronauti. Si potrebbe fare, ma bisognerebbe sempre fare il trade/off tra rischi e benefici, soprattutto per un astronauta che già soffre di un problema medico.

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Non ho detto che voglio sapere cos’ha. Solo che l’anonimato e’ eccessivo. Su qualunque luogo di lavoro quando un collega e’ in malattia si sa il nome, che e’ anche indispensabile per organizzarsi. E dato che non sono molti, prima o poi si verra’ a sapere, scommettiamo?

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Tu ti devi organizzare in base a quale dei 4 astronauti ha avuto il problema?
No, e quindi non hai bisogno di saperlo… :slight_smile:

Chi veramente si deve organizzare ne ha bisogno, e quindi verrà informato. Chi non ne ha bisogno, non verrà informato. Need-To-Know.

Come ho scritto sopra, se succederà sarà per una decisione di quell’astronauta. Se qualcuno diffondesse informazioni senza la sua autorizzazione, l’astronauta potrebbe andare per via legale, perché sarebbe una violazione delle leggi sulla protezione dei dati personali

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Sono d’accordo che la privacy è sacra. Pensate che i cinesi non comunicano nemmeno in che giorno sono nati i loro astronauti, così per dire.

Tornando alla questione medica, io credo che la curiosità di sapere almeno chi sia la persona interessata sia un retaggio del nostro passato di appassionati, quando si sapeva benissimo che Shepard venne appiedato e per quale motivo. Idem per Slayton, idem per Mattingly e così via. Questi eventi fanno parte integrante della storia dell’astronautica o almeno lo facevano un tempo. Ma i tempi come si sa cambiano. Non sta certo a me giudicare se le vite degli astronauti che ho citato sono cambiate e come per via del fatto che il mondo ha saputo le loro vicende mediche. Il fatto invece che poi tutti e tre hanno volato fa di loro degli eroi nei nostri occhi dí appassionati.

Quindi secondo me, è sacrosanto che venga mantenuto il riserbo ma è anche più che comprensibile la nostra curiosità in merito. Io punto i miei 2 centesimi su Fincke. A fine carriera magari scriverà un libro (come molti suo colleghi hanno fatto) e allora sapremo. :slightly_smiling_face:

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In teoria dovresti sapere soltanto che il collega è assente visto che il datore di lavoro non può comunicare a terzi alcun dato relativo allo stato di salute dei dipendenti.

Cross posting.

NASA ha comunicato che puntano a Mercoledì notte per il rientro:

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Riposto qui le parole di un’amica di lunga data, oggi vicedirettrice del dipartimento di Human Health and Performance al JSC, perché sono davvero belle:

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Il post di Mike Fincke su Linkedin.

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Ci sarà anche il cambio di comando, da Fincke a Kud’-Sverčkov, visibile su YouTube e NASA+ dalle 2026-01-12T19:35:00Z

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Traduzione in italiano.

Come molti di voi avranno sentito, il nostro equipaggio tornerà a casa qualche settimana prima del previsto a causa di un’inaspettata questione medica.

Innanzitutto, stiamo tutti bene. Ognuno a bordo è stabile, al sicuro e ben assistito. Questa è stata una decisione presa per permettere lo svolgimento di alcune analisi cliniche a terra, dove è possibile disporre di tutti gli strumenti diagnostici più adeguati. È la decisione giusta, anche se è un po’ agrodolce.

Questa foto è stata scattata mentre preparavamo le nostre tute spaziali per il rientro, una procedura standard che effettuiamo qualche giorno prima per prepararci a tornare a casa, cosa che vi deve far capire che stiamo facendo tutte le cose con calma ed attenzione, senza correre, supportati dalle persone del Centro Controllo Missione.

Una cosa eccezionale che ho potuto constatare è stata quanto NASA si prenda cura dei propri astronauti. Medici, ingegneri, manager e team di supporto si sono riuniti rapidamente e professionalmente per elaborare la migliore strategia da seguire. I team di terra, sparsi nei vari Centri Controllo di tutto il mondo, sono stati straordinari. Siamo orgogliosi del lavoro congiunto che abbiamo svolto e del cameratismo che si è venuto a creare, compresi alcuni momenti di leggerezza tra canti e battute scontate.

È stato un privilegio servire a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, uno straordinario laboratorio orbitante e un simbolo di ciò che le nazioni possono ottenere insieme. Vivere e lavorare qui con i nostri partner internazionali mi ha reso un po’ più umile, ma allo stesso tempo mi ha profondamente gratificato.

Inoltre questa particolare situazione evidenzia la solidità del Commercial Crew Program di NASA e la partnership che abbiamo con SpaceX. La capsula Dragon è un mezzo sicuro, affidabile e flessibile, capace di portarci a casa con un breve preavviso quando la situazione lo richiede.

Lasciamo la ISS in ottime mani. I tre compagni di equipaggio che sono arrivati a novembre continueranno la missione, e a loro si unirà Crew-12 tra poche settimane.
Explore 74!

Siamo grati per il lavoro di squadra, orgogliosi della missione e non vediamo l’ora di tornare a casa presto dai nostri cari e per risolvere ogni questione medica con le migliori cure disponibili.

— Ad Astra per Aspera!

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