E perché dovrebbe essere esagerato e poco applicabile?
Cosa gioverebbe al pubblico sapere chi dei 4 astronauti ha avuto il problema, e quale esattamente sia questo problema, oltre che ad alimentare la curiosità e le chiacchiere al bar?
Gli astronauti sono esseri umani, e come tali bisogna rispettare la legislazione per la protezione dei loro dati personali.
E questo vale ancora di più considerando che, come hanno detto ieri in conferenza stampa, il problema non ha niente a che fare con la situazione “operativa” della ISS e con le attività che stavano svolgendo in quel momento.
Tutte le informazioni confidenziali si basano sul principio del Need-To-Know: viene informato solo chi ha bisogno di saperlo, e questo vale non solo per il pubblico, ma anche all’interno del programma. Io per esempio non lo so, anche se ci lavoro e ne subirò le “conseguenze” tra qualche mese, perché non lavoro direttamente con Crew-11. E anche tra quelli che lavorano con Crew-11, viene informato solo chi ha un impatto diretto.
Se poi l’astronauta in questione vorrà renderlo pubblico in futuro, sarà una scelta che solo quella persona potrà fare, visto che si tratta della loro privacy.
Tutti i veicoli a bordo sono sempre disponibili per il rientro, in qualsiasi momento. Fa parte della strategia di base di emergenza per la ISS.
Quindi eventualmente non sarebbe una questione di disponibilità, ma semmai di scelta “politica/programmatica” tra i due veicoli. Ma ricordando quello che è successo quando hanno equipaggiato un “seggiolino” per far tornare 5 astronauti sulla Dragon, quando c’è stato il problema di Starliner, i rischi di infortunio durante il rientro erano uno o due ordini di grandezza più alti rispetto a quelli per gli altri 4 astronauti. Si potrebbe fare, ma bisognerebbe sempre fare il trade/off tra rischi e benefici, soprattutto per un astronauta che già soffre di un problema medico.
