Foto del Buran distrutto dal crollo dell'hangar


#1

Nel 2002 l’unico esemplare dello shuttle sovietico Buran che abbia volato nello spazio venne distrutto dal crollo dell’edificio di assemblaggio di Baikonur in cui era stato conservato. Mi sono sempre chiesto quale fosse la reale entità dei danni al veicolo, e queste recenti foto scattate da un visitatore di Baikonur non lasciano dubbi sugli effetti devastanti del crollo del 2002.


#2

MAMMA MIA!!! UN VERO E PROPRIO DISASTRO!!! :cry:


#3

Cosa fu a causare il crollo dell’edificio?


#4

La combinazione fra la scarsa manutenzione e il peso della neve accumulata sul tetto.


#5

:frowning: triste destino davvero quello di Buran…un mezzo cosi incredibile, abbandonato troppo presto…


#6

No cioè… Neanche fatto finta di risistemare dopo il crollo? :fearful: :fearful: :fearful: :fearful:
Tutto mollato lì dove era caduto :rage: :rage:
Sono basita…
Possibile ch enon si potesse recuparare proprio NIENTE?


#7

Isa, quando non ci sono soldi, non ci sono soldi. E nemmeno l’orgoglio di salvare qualcosa - che so, i motori o la prua per un museo. Kaputt, finito. E’ un simbolo.


#8

Sì. Ed è ricco di fascino.


#9

forse non è stato un caso:

il buran era concepito come sistema d’arma. una piattaforma orbitale per il bombardamento nucleare!

qualcuno lassù ha provveduto a spazzarlo via.

(ps, peccato per il lato “scientifico”)


#10

Il Buran sì, e le 50.000 testate atomiche che abbiamo qui in giro, fra bombardieri, sottomarini, ICBM, “bombe di teatro”, missili di crociera e granate sparabili col bazooka, no? “qualcuno” deve avere delle strane idiosincrasie verso il Buran.


#11

Magari prima di lasciarci andare ad ipotesi complottiste, potremmo documentarci un pò di più, e sopratutto supportare una dichiarazione così pesante con uno straccio di prova. Sono d’accordo con Ik1odo, il Buran è diventato un simbolo dell’immediata Russa post-sovietica: un collasso pressochè totale che ha salvato solo quello che era economicamente proficuo. Il Buran condannato dalla fine dello Stato che lo aveva concepito, e dalla cronica trascuratezza russa per la manutenzione. E’ bene ricordare che quel crollo portò anche alla morte di un certo numero di persone, segno evidente di come il tema della sicurezza del lavoro venga trascurato anche in un sito di eccellenza tecnologica come Baikonur. Quello che mi stupisce è che anche oggi, in piena epoca putiniana e neo-nazionalista, i segni di quel terribile, doloroso fallimento sono ancora lì, esposti come una salma non ricomposta.


#12

Un vero peccato… Per quanto riguarda la missione originaria del Buran, sorvoliamo sulle teorie militariste :wink:


#13

non volevo offender la memoria di nessuno, semplicemente dire che il buran era la risposta a quello che i sovietici credvano fosse lo shuttle…

in quanto “arma spaziale”, la sua distruzione (cosi com’è successo al polyus), appare come un segno distintivo di “pace almeno nello spazio” (tralasciando i chissaquanti satelliti militari non pubblici…)

personalmente mi dispiace di più per l’abbandono del vettore energia (a mio parere (non tecnico) vero elemento “innovativo” e promettente del sistema).


#14

che il Buran nascesse, almeno sulla carta ed a fini propagandistici, come sistema d’arma, questo penso sia più di una teoria complottista…che poi non meritasse questa fine, sono io il primo a dirlo, anche solo per lo straordinario contenuto tecnologico…un’epoca di voli contemporanei STS e Buran ci è stata preclusa, ed avrebbe riservato forse delle belle soddisfazioni in LEO (o forse avrebbe per qualche motivo acceso un conflitto aperto, non lo sapremo mai).

Non mi sorprende però che le spoglie della gloria passata siano ancora li, anche in anni di crescita come questi: la Russia è grande, le contraddizioni sono tante, ed i vari reperti della guerra fredda abbandonati non sono certo la cosa più scandalosa della Russia di oggi.


#15

Non dimentichiamo che il cosmodromo di Baokinur, dove si trova l’edificio distrutto con i resti del Buran, è amministrato dai russi ma si trova in territorio kazako. Forse le autorità russe, per risparmiare, non volevano impiegare risorse per un lavoro di recupero e restauro di cui avrebbero beneficiato solo in parte.


#16

Anche se il crollo non fosse avvenuto,dubito molto che il Buran avrebbe ripreso a volare (non più di quanto potrebbe essere riattivato uno dei Saturno V sopravvissuti,attualmente in esposizione negli USA).
Consideriamo pure che,se per assurdo,il Buran fosse anche stato in condizioni di volare,i Russi non avrebbero avuto i fondi necessari per riprendere il programma.


#17
On 12 May 2002, a hangar in Kazakhstan collapsed because of a structural failure due to poor maintenance. The collapse killed 7 workers and destroyed one of the Buran craft, as well as a mock-up of an Energia booster rocket. It is unclear which Buran programme craft was destroyed, and the BBC reported that it was just "a model" of the orbiter.[17] It occurred at building 112 at the Baikonur Cosmodrome, 14 years after the first and only Buran flight. Work on the roof had begun for a maintenance project, whose equipment is thought to have contributed to the collapse. Also, preceding 12 May there had been several days of heavy rain.[3]

[…]

As well as the five production Burans, there were eight test vehicles. These were used for static testing or atmospheric trials, and some were merely mock-ups for testing of electrical fittings, crew procedures, etc.

Ci sono ancora un Buran completo al 96%, due incompleti o parzialmente smantellati e probabilmente otto tra Test vehicle e mock-up.

Su Wikipedia c’è una bella tabella dettagliata con tutti i veicoli rimasti e loro ubicazioni se conosciute.

http://en.wikipedia.org/wiki/Buran_program


#18

Questo è il meglio che è rimasto: Shuttle OK-1K2 — informalmente “Ptichka” (11F35 K2) Costruito nel 1988, completo al 95-97%.
Property of Kazakhstan, at the Baikonur Cosmodrome, in the MIK Building.


#19

anche se esistono buran “incompleti” o dimosrativi (mi pare che la germania sia in possesso del veivolo sperimentale), non dimenticate che è l’energia il vero “innovatore”: un vettore da “grandi fatiche” multiuso!

è il vettore che faceva la differenza nel programma russo. la navetta, benchè notevole, non apportava niente di più di nuovo rispetto allo shuttle (a parte il sistema automatico di volo…che viene ritenuto il principale costo che ha affossato il programma).

energia poteva portare sul dorso, carichi enormi di ogni tipo (e lo dimostro portando in orbita anche il satellite militare polyus). era previsto lanciasse i colossali moduli della mir due, veniva studiato di lanciare i mezzi per uno sbarco su marte (di cui un colossale scudo termico di cuirca 20 metri di diametro!).

…senza contare che era previsto lo sviluppo del vettore verso frontiere che oggi farebbero impallidire molti programmi in corso: il raggiungimento dell’impressionante peso del carico portato in orbita a 250 ton, il recupero e riutilizzo completo del vettore, la trasformazione del corpo centrale in una sorta di navetta cargo automatica!

certo, tutte cose non realizzate, ma su cui si stava realmente lavorando.
what if… se le cose non fossero andate male, chissà…


#20

Sono rimato a bocca aperta mentre leggevo… davvero interessante :smiley: