GAIA: tutto pronto per iniziare la fase scientifica


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#2

Grazie dell’articolo Marco. GAIA mi pare un gioiellino che potrà migliorare profondamente la conoscenza della nostra galassia, sopratutto dei nostri dintorni.
La mappatura delle traiettorie 3D dei corpi celesti porterà anche al calcolo di una mappa dei campi gravitazionali e di tutto ciò che li produce e che non si vede, ma di cui ultimamente si parla moltissimo. Per questo la diminuità sensibilità di GAIA non toglierà forse massa accertata e dunque precisione a tale futuro calcolo? Inoltre le stelle a bassa magnitudo non sono tutte fonti molto stabili di energia attorno a cui potrebbe essersi sviluppata la vita?


#3

Peter Pan, faccio un poco fatica a capire la tua domanda.
In ogni caso, le stelle a bassa magnitudo sono oggetti che sono molto lontani dal nostro punto di vista, ma non per questo hanno speciali caratteristiche fisiche o o piu’ probabilita’ di altre stelle di essere al centro di un sistema solare dove si e’ sviluppata la vita.
GAIA in sostanza sara’ una missione dedicata a creare una mappa molto molto ricca e accurata delle stelle della nostra galassia, offrendo una navigabilita’ tridimensionale della mappa stessa.


#4

Ciao Marco. Concordo. Inoltre avendo la rilevazione nel tempo di 70 punti sarà possibile calcolare le traiettorie percorse da tutte quelle stelle, traiettorie strettamente legate ai campi gravitazionali a cui sono soggette e dunque poter estrapolare una stima della distribuzione della quantità di massa in grado di generarli, ovvero tutta quella massa non stellare che non risplende, ma che esiste, costituita da planetoidi e asteroidi nelle fasce eterne (come la nostra di Kuiper), ai buchi neri, alla definizione più precisa di ciò che viene etichettato con il termine di materia oscura. Tutto ciò ci può essere raccontato da una mappa delle posizioni delle stelle nel tempo, tanto più precisa quanto maggiore è il numero di punti rilevati. Le stelle a bassa magnitudo possono comunque portare informazioni utili, credo. Un peccato per Gaia aver perduto sensibilità, anche se il numero di stelle che può ancora mappare resta sbalorditivo. :astonished:


#5

Gaia è un progetto straordinario, unico ed innovativo, in tanti modi. Qualche problema c’è da aspettarselo. Pare che il passaggio di luce solare riescano a contrastarlo meglio, in quanto si conoscono le posizioni in cui questo accade; la luce diffusa stellare è più difficile. Ma è presto per fasciarsi la testa, vedremo quando saranno disponibili i primi dati. Gli oggetti deboli, una volta riconosciuti come interessanti, possono essere studiati spettrograficamente anche da altri telescopi.


#6

Segnalo una serie, per ora di tre articoli, di approfondimento, contenenti anche un’infarinatura di base, scritti da Marco Di Lorenzo e pubblicati sul mio blog, dedicati a Gaia:

http://www.aliveuniverseimages.com/approfondimenti/918-la-missione-di-gaia-prima-parte
http://www.aliveuniverseimages.com/approfondimenti/927-la-missione-di-gaia-seconda-parte
http://www.aliveuniverseimages.com/approfondimenti/941-la-missione-di-gaia-terza-parte

EDIT
Aggiungo l’ultima puntata della serie:

http://www.aliveuniverseimages.com/approfondimenti/951-la-missione-di-gaia-quarta-parte