Prendo te come esempio perchè sei l’ultimo a postare ma i miei commenti non si riferiscono solo a te!
"Citazione di: Ares Cosmos - Ieri alle 13:26
A me non sembra che gli astronauti di oggi rischino meno di quelli di ieri, quantomeno le Apollo hanno fatto 3 vittime, le navette 14… se guardiamo ai numeri…
Io ritengo che volare nello spazio con le nostre tecnologie sia SEMPRE un rischio.
I numeri si guardano in molti modi, 3 contro 14 come dici te come vite 1 contro 2 se parliamo di incidenti e circa 10 contro circa 100 se parliamo di missioni effettuate."
Ribadisco, con le Apollo 0 incidenti mortali, se escludiamo AS104, con le navette due e nelle fasi più critiche, ma ribadisco anche, che sia ben chiaro, che ritengo il volo spaziale SEMPRE a rischio. In più o in meno, ma c’è sempre. Lo sò bene che il paragone numerico non calza, è solo per evidenziare il rischio. Avremmo dovuto avere più incidenti con le vecchie Apollo che con le ormai vetuste navette, ma questo è stato il frutto di fatti che qui non si riportano per brevità.
"Citazione di: Ares Cosmos - Ieri alle 13:26
Non dimentichiamo che anche nei gloriosi anni '60 di rischi se ne prendevano tanti, anche fuori dall’astronautica. C’è un universo antinfortunistico, tanto per dire, che allora non esisteva.
qui ti contraddici subito scusa: se dici che oggi rischiano uguale a quelli degli apollo e poi giustamente parli dell’universo antinfortunitico."
Significa che una volta ci si prendeva più rischi rispetto ad oggi, che erano accettati spesso come inevitabili. In certi mestieri tagliarsi un dito era quasi un rito di passaggio. Oggi no. Oggi devi dire che ti sei fatto male sbucciando le patate. Il tutto però và inserito nel suo contesto. L’astronauta era spesso un pilota collaudatore o un veterano di qualche guerra e sapeva benissimo che partiva e forse tornava. E’ così anche per gli astronauti di oggi. Non dimentichiamoci che una discreta fetta dell’addestramento di un astronauta è sulla sicurezza.
"Citazione di: Ares Cosmos - Ieri alle 13:26
Cunningham parla di giovani USA, ma lo stesso discorso lo puoi fare tranquillamente in Italia. Però mi pare un discorso un pò banale. Quei giovani sono i suoi nipoti: che educazione ha dato ai suoi figli per avere nipoti così?
Questo ci fà capire che gli astronauti non sono i supereroi della propaganda, ma uomini con i loro pregi e difetti. Sanno domare un aereo imbizzarrito e non sanno capire perché i giovani sono giovani… Se i giovani di oggi acessero vissuto ai tempi in cui lui era giovane, sarebbero stati come lui a suo tempo. Oggi sono quelli di oggi e la colpa non è tutta nei giovani.
Cunningham parla della società odierna e successivamente si riferisce ai giovani d’oggi in termini generali, sono i giovani che pensano ai guadagni futuri non i settantenni riferendosi a tutto il mondo occidentale noi compresi non solo agli USA.
Parlare di nipoti e non genericamente di giovani secondo me è una cosa molto diversa: i giovani d’oggi guardano il grande fratello, si depilano le sopraciglia e pensano solo alle veline. Però esistono anche giovani, come il 90% di quelli che frequentano questo forum che sanno andare oltre a tutto questo, che guardano il cielo con ammirazione che passano i pomeriggi a studiare e non dall’estetista, e le serate ad ascoltare astronauticast e non l’isola dei famosi. Ma dobbiamo purtroppo ammettere che sono un percentuale molto bassa."
Quella bassa percentuale che ogni anno escono dalle università con la laurea in tasca e tirano avanti la baracca insieme a quelli che non si laureano ma che non passano la loro virta a consumare TV. Cunningham parla della massa, ma la massa và dove viene indirizzata e chi indirizza sono poche persone. Questo è il punto che lui mi pare non abbia centrato. Che si raccorda con quanto sotto.
"Citazione di: Ares Cosmos - Ieri alle 13:26
Questo ci fà capire che gli astronauti non sono i supereroi della propaganda, ma uomini con i loro pregi e difetti. Sanno domare un aereo imbizzarrito e non sanno capire perché i giovani sono giovani… Se i giovani di oggi acessero vissuto ai tempi in cui lui era giovane, sarebbero stati come lui a suo tempo. Oggi sono quelli di oggi e la colpa non è tutta nei giovani.
Su questo concordo ma non ne ho capito la contestualizzazione, forse è legata al fraintendimento di prima società=tutti i giovani."
Il contesto è che: o i giovani sono abbandonati a loro stessi o sono il frutto dell’educazione ricevuta. In entrambi i casi una bella tiratina d’orecchie ai genitori no?
"Citazione di: Ares Cosmos - Ieri alle 13:26
Poi, che oggi le imprese spaziali passano più al vaglio dei ragionieri che degli ingegneri… che ci possiamo fare se oggi TUTTI diamo troppa importanza ai soldi e poco alla sostanza? Se un ente da miliardi di euro l’anno risparmia 100.000 euro, per nopi sono un’enormità, per l’ente bazzecole… ma siamo noi a valutare come positivissimo il risparmio.
Ne parlavo giusto poco fà con un collega. Diceva che ci sono “enti” governativi inutili che chissà a cosa servono. Eliminandoli si risparmierebbero un sacco di soldi. Ok, gli ho fatto notare che il suo discorso fino ad un certo punto fila, ma anche che non è tanto un problema di quanto costano, ma di quanto rendono. Così gli ho fatto l’esempio di un ente che costa x che mi procura, che sò, un certificato in tre anni ed uno allo stesso costo che me lo procura in 5 minuti. Non è togliendo soldi/personale a quello da tre anni che avrò il documento in 5, ma razionalizzando il sistema. E’ un estremo, ok.
ehm non ho capito cosa centri, il discorso non era legato ai soldi ma alla percentuale di rischio."
Il rischio è anche economico. Un punto sui cui spesso si soffermano anche i film è che lo stato ti mette in mano una macchina che costa miliardi e tu non la devi rovinare. Altro che romanticismo ed eroismi vari…
Non rischio perché se và male ci ho perso un sacco di soldi, questo è il punto.
Manca il coraggio d’investire sul futuro perché è percepitpo come una sicura perdita.
Citazione di: Ares Cosmos - Ieri alle 13:26
Come detto sopra, al tempo delle Apollo queste avevano un valore “politico” che le giustificava, oggi quel valore non c’è più. Si guarda al freddo e burocratico conto della serva, perchè gli ideali ormai sono considerati roba per ingenui romantici. anche portare i dati del “guadagno” futuro non serve, perché oggi guardiamo solo al guadagno immediato. Se non c’è, non serve. Per fortuna esistono ancora i governi che comunque investono anche se i loro cittadini non sono d’accordo.
Il chè è deprimente.
I giovani svogliati di oggi sono lo specchio dei genitori troppo pragmatici di oggi, che hanno perso la rotta e navigano a vista. Per fortuna non fanno gli astronauti.
Su questo sono pienamente daccordo con te e quindi con cunningham.