Helicopter money: soldi per tutti ma non per la scienza

Negli ultimi mesi tra le notizie di economia è stata rispolverata una vecchia ipotesi keynesiana per dare spinta ai consumi e far risalire l’inflazione, l’helicopter money, una pioggia di denaro per tutti, sostanzialmente. Sul financial times è uscito un articolo il mese scorso che spiega in maniera dettagliata il processo. Brevemente, per aumentare l’inflazione (che è troppo bassa), la banca centrale europea fino ad’ora ha versato soldi dall’alto, nei mercati, per farli arrivare alle banche, poi alle imprese e poi ai cittadini (quantitative easing), adesso la proposta è di innaffiare direttamente le radici, cioè darli direttamente ai cittadini da spendere come gli pare. L’obiettivo è sempre lo stesso, far aumentare la massa monetaria in circolazione sperando che l’inflazione aumenti.

Fine della premessa macroeconomica, vado al punto. Perché non ha mai proposto nessuno di innaffiare “di lato”, non ai mercati, non ai cittadini, ma di dare i soldi a settori indiscutibilmente utili come la scienza? Tanto, alla fine l’obiettivo si raggiunge comunque, aumentare la massa monetaria (M1). Non dico che sia un metodo migliore o peggiore, ma come è possibile che tra le migliaia di proposte, sensate e non, che circolano, non ne sia mai uscita una del genere, in tutto il mondo?

Rimanendo in tema astronautico, pensate cosa si potrebbe fare se l’investimento della BCE andasse direttamente alla scienza e solo il 10% andasse dirottato alle attività spaziali. Per aiutarvi a pensare, vi do un po’ di numeri, con fonti. L’Unione europea programma di finanziare la ricerca scientifica con 100 miliardi per il periodo 2021-2027, 7 anni, quindi circa 14 miliardi l’anno. L’ESA ha un budget annuale di circa 5,7 miliardi annui. Nell’articolo del FT si parla di ben 908 miliardi in 3 anni, 303 miliardi l’anno. Sì, i numeri sono proprio questi, anche se l’argomentazione è molto sommaria e poco accurata (prima parlo di Unione europea, poi di paesi ESA, poi di zona euro, non contemplo i finanziamenti nazionali, e tanto altro), ma è solo per dare un’idea degli ordini di grandezza. Colonie lunari, uomo su Marte, sonde su Alpha Centauri sarebbero uno scherzo. Radiazioni? problema risolto. Sfruttamento minerario degli asteroidi? all’ordine del giorno.

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come in tutte le cose, quando arrivano soldi spesso il problema che si genera è il medesimo: gestirli e spenderli in maniera oculata.
Ho forse più fiducia nell’ambiente scientifico che in altri settori dell’economia, MA se lo scopo è generare una spinta al mercato bisogna vedere che settori scientifici possono investire poi in settori di mercato creando un rilancio non inflazionario.
Penso ad esempio alla possibilità di assumere neolaureati, creando uno sbocco all’università che al momento spesso ha poca richiesta. Il rischio che si crei una bolla è alto, se il settore in cui sono impiegati non ha uno sbocco commerciale. Probabilmente, se c’è una teoria economica che abbia dimostrato qualche effetto positivo a lungo termine (non mi sembra) una che preveda interventi su più piani probabilmente è più adeguata, difficile da dire.