I laptop della ISS

Il pinguino e’ nello spazio :ok_hand: … apprendo che sul centinaio di laptop a bordo della ISS nello scorso mese di maggio hanno “piallato” Windows XP per sostituirlo con Debian Linux (Squeeze) :clap:

Motivi della scelta : stabilita’, sicurezza e “il bisogno di un sistema operativo su cui avere il controllo assoluto”
http://it.wikipedia.org/wiki/Stazione_Spaziale_Internazionale

insomma gli astronauti usano Linux :smiley:

Questa cosa mi suona molto strana. Di sicuro i computer di controllo (i PCS) vanno su Linux, ma che io sappia gli SSC (Station Support Computers, che usano ad esempio per guardare la timeline e per leggere le procedure) sono Windows…

la fonte di Wiki: http://www.corriere.it/tecnologia/app-software/13_maggio_13/iss-linux-windows_2e0a5ac8-bbd2-11e2-b326-eea88d27be21.shtml e la fonte del Corriere: http://motherboard.vice.com/blog/the-international-space-station-is-abandoning-windows-for-linux

anche a me sorprende molto, però se nom sbaglio WinXP non sarà più supportato da Microsoft a partire dall’8 Aprile…questo forse ha giocato un ruolo, niente più supporto significa niente aggiornamenti di sicurezza.

Ho cercato su internet, e ho trovato molti articoli a riguardo, ma ancora non sono convinto.
Come ho detto, tutti i laptop che mandano comandi e leggono telemetria sono Linux da molto tempo, ma che io sappia i laptop di supporto (che l’equipaggio usa per guardare procedure, documenti e navigare su internet) sono Windows. Chiederò a qualcuno per chiarire

PS: I virus ci sono anche per Linux, e un virus che abbiamo preso a bordo qualche anno fa è partito da un laptop Linux

Si, avevo verificato anche io la fonte e direi che il corriere non è esattamente il miglior riferimento per un argomento del genere :wink:

Per darvi un’idea, i tool principali usati dagli astronauti (OSTPV e IPV, per vedere la timeline delle attività e le procedure) non solo funzionano solo su Windows, ma funzionano solo su Internet Explorer installando uno specifico plugin SVG che credo non sia neppure più supportato :wink:

C’è una nuova versione all’orizzonte e spero proprio che faccia parte della migrazione a Debian 6. Ma per ora, Windows è un dato di fatto.

OSTPV? Intendo “the baaars!! The bars run my life!!!” :slight_smile:

http://www.youtube.com/watch?v=s2gUOV3KK2k#

Io ho cercato in inglese, e ho trovato parecchie pagine internet che ne parlavano. Cosa interessante è che erano tutte pagine su siti da “informatici” e quasi nessun sito “spaziale”, il che mi fa un po’ dubitare sulla veridicità…

LMAO, mitico Garrett, sto morendo :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye: :stuck_out_tongue_winking_eye:

Mi farebbe piacere sapere come stanno veramente le cose :smiley:

Il virus “partito da un laptop Linux” mi fa pensare ad un allegato di posta che innocuo sui sistemi Linux poi fa il suo “lavoro” una volta giunto a destinazione su Windows … in un certo senso si potrebbe dire che riguardo ai virus Linux e’ un “portatore sano” :stuck_out_tongue_winking_eye:

La conferma l’hai già avuta da Michael nel suo post sopra, di sicuro lui è molto più aggiornato di me al riguardo :wink:

da qui : http://www.nasa.gov/centers/johnson/techtransfer/technology/MSC-24832-1-ostpv.html#.Uxm7yGeW5xp
mi sembra di capire (il mio inglese non e’ granche’) che OSTPV e’ opera della stessa NASA

quindi un applicazione web based “appoggiata” su un browser closed source e un plugin non piu’ supportato :roll_eyes: … non mi sembra una soluzione molto brillante .

Con le nuove versioni di Internet Explorer potrebbe essere comunque necessario riscrivere l’applicazione e farlo per farlo tanto vale passare all’open source, i vantaggi sono molti.

Lo spero anch’io, l’alternativa e’ “correre dietro a Microsoft” oppure continuare ad usare vecchie versioni di browser e sistema operativo

Non conosco i dettagli di quanto accaduto sulla ISS in quell’occasione. Ma, da utente da oltre un ventennio di Linux, che è il mio sistema operativo desktop primario, credo si possa affermare con ragionevole certezza che il malware può agire anche direttamente da Linux, non solo come portatore sano. Che poi tecnicamente sia un virus, un trojan, un rootkit o altro ha un’importanza secondaria da questo punto di vista.

Che piaccia o no, tutte (o quasi) le applicazioni NASA per il supporto alle operazioni funzionano solo ed esclusivamente con IE, non sono compatibili con gli altri browser. E questo non vale solo per l’equipaggio a bordo ma anche per il personale di terra.
(È per questo che ogni giorno la prima cosa che faccio è recitare un piccolo ringraziamento per lo sviluppatore del plugin IETab per FF e Chrome :stuck_out_tongue_winking_eye: )

Stai parlando di un colosso industriale americano (Microsoft) e di un’agenzia governativa americana (NASA). Molto probabilmente c’è un accordo di qualche tipo, ciò che non è open source per te “normale utente” potrebbe esserlo per gli sviluppatori dei software di NASA. E potrebbe anche darsi che Microsoft fornisca il supporto gratuitamente, vista la pubblicità che si fa grazie a NASA…

Di sicuro tutti i laptop Linux hanno degli antivirus. E quell’antivirus è per proteggere quei laptop, non per evitare che il virus si trasferisca ai Laptops windows (anche perché sono su due LAN fisicamente separate, quindi non credo possa avvenire nessuna contaminazione da una rete all’altra)

Certo che si, i sistemi operativi sono software creati da persone che possono fare degli errori (leggi bug) e quindi e’ sempre possibile creare uno script/software (leggi malware) per sfruttarli in qualche modo.

Pero’ sfruttarli non e’ affatto semplice … la situazione e’ quella di un sistema operativo nel quale per poter fare “qualcosa di serio” il virus deve ottenere i “permessi di amministrazione”, sfruttando un bug e’ possibile installare un rootkit a questo scopo …ma e’ cosi’ difficile che sul sito di RootKitHunter (il software cerca rootkit piu’ noto) sono elencati solo una decina di malware (sia rootkit che worm) in oltre 10 anni di sviluppo del programma. Alcuni di questi sono worm ormai desueti, altri sono rootkit solo per alcuni sistemi Unix,altri ancora si riferiscono a determinate versioni del kernel di tali sistemi (infatti una volta corretta la vulnerabilità il malware è diventato innocuo).

L’elenco dei virus invece e’ un po piu’ lungo pero’ la maggior parte dei quali nei fatti risulta innocua (perché, per esempio, necessità dei permessi di amministratore).

Cito ancora il wiki di Ubuntu Linux ( http://wiki.ubuntu-it.org/Sicurezza/Malware#nomifile )
"Nella realtà il concetto di virus è praticamente sconosciuto nei sistemi di tipo Unix essendo i pochi finora scoperti non in grado di diffondersi efficacemente, perché necessiterebbero di entrare fraudolentemente in possesso dei permessi di amministratore. "

Gli antivirus eventualmente installati sui laptop Linux servono a proteggere Windows e se non c’e’ scambio di mail o condivisione file tra Linux e Windows non sono necessari, invece software come RootKitHunter servono a proteggere Linux facendo un monitoraggio dei file di sistema la cui modifica potrebbe indicare il tentativo di ottenere i permessi di amministrazione.

Relativamente ai virus sulla ISS trovo un episodio nello scorso novembre e un altro nel 2008 :

http://www.theguardian.com/technology/2013/nov/12/international-space-station-virus-epidemics-malware

http://www.wired.com/threatlevel/2008/08/virus-infects-s/

Non sembrano partiti da Linux ma evidentemente ci sono altri episodi … infatti gia’ nell’episodio del 2008 :

“This is not the first time we have had a worm or a virus,” NASA spokesman Kelly Humphries said"

Se può interessare, facendo alcune ricerche per lavoro, mi sono imbattuto in un articolo di British Telecom, di cui allego il link qui sotto:

https://www.businessdirect.bt.com/blog/nasa-sends-hp-zbook-workstations-to-the-international-space-station-4349

che parla dei notebook che Nasa, nel 2016 avrebbe inviato alla ISS per sostituire i vecchi IBM T61p con Windows XP/Windows 7.
I notebook in questione sarebbero degli HP Zbook 15", si parla di 120 pezzi inviati alla ISS.

La scelta pare ricaduta su questo prodotto perchè HP ha sottoposto questo notebook a numerosi e rigorosi test quali: shock da urto, temperature estreme ed esposizione alle radiazioni, rendendo di fatto questo notebook ideale per l’utilizzo sulla ISS e in particolare in condizioni di microgravità.
Inoltre sono stati equipaggiati da unità disco SSD PCIe Z Turbo Drive che fornisce al notebook ottime performance di i/o.
La scocca della macchina è stata realizzata in alluminio e magnesio pressofuso, il che lo rende particolarmente resistente.
Il sistema operativo a bordo è Windows 10 Enterprise.
La configurazione dovrebbe essere questa:

CPU: Intel Core i7-4810MQ Quad Core
Display: LED FHD da 15,6 pollici (1920x1080) (forse 4k?!)
Memoria: RAM DDR3L da 32 GB 1600 MHz
Memoria: fino a 2 TB con unità SSD PCIe Z Turbo
Batteria: 8 celle 75WHr

Si tratta di prodotti “Commercial Off The Shelf” quindi reperibili sul mercato per l’acquisto da parte di aziende di sviluppo.
Pare che l’unica personalizzazione operata sia stata quella di convertire la tensione dei trasformatori per adattarli alle specifiche dell’impanto elettrico della ISS.

Di seguito il link di HP:

https://www8.hp.com/us/en/campaigns/mars/index.html

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Mi ero chiesto ultimamente quale fosse il ciclo di vita dei laptop a bordo della ISS e quanto le radiazioni possano influire su questo. Un po come per le fotocamere, che a fine “vita” hanno un sacco di pixel bruciati.

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Il ciclo di vita dei laptops dovrebbe essere approssimativamente di 5/6 anni:

1998 - IBM ThinkPad 760XD
2003 - IBM ThinkPad A31p
2009 - Lenovo ThinkPad T61p
2016 - HP ZBook 15

Per quanto riguarda le radiazioni, il problema che si può verificare più frequentemente è quello dei SEU, ovvero Single Event Upset, eventi dovuti al passaggio di una singola particella ionizzante attraverso i circuiti elettronici che fa cambiare lo stato di un singolo bit.

Per completezza di informazioni ti allego il link di INAF sull’argomento:

Un’altro interessante sito descrive nel dettaglio gli effetti delle radiazioni sull’elettronica:

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I SEU sono la norma per i computer nello spazio. Per ridurre il numero di eventi durante l’utilizzo, sulla ISS fanno un reboot preventivo una volta al mese in modo da pulire la RAM degli SEU “non catastrofici” (ovvero gli ioni che hanno fatto un po’ di casino ma non hanno colpito parti della RAM tali da causare una schermata blu)

@marco82x grazie per l’aggiornamento sui laptop, io ero rimasto ai T61P

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Nota aggiuntiva: i laptop di ESA non sono gli stessi di quelli di NASA. O meglio: per i laptop di sistema, NASA “presta” i laptop ad ESA, ma è ESA a decidere se e quando fare la transizione.

Ai tempi della migrazione ai T61P, ricordo che in Columbus siamo rimasti per un po’ con gli A31P. E anche dopo esser passati ai T61P, alcuni laptop dei payload non sono stati cambiati perché lo sforzo non valeva la pena, visto che l’esperimento sarebbe terminato dopo un paio d’anni.

Questo per dire che il cambio dei laptop non avviene perché quelli di prima “muoiono”, è più una questione di aggiornamento delle prestazioni (e di compatibilità ed obsolescenza degli hard discs, visto che questi vengono lanciati regolarmente per essere installati a bordo con il sw dei nuovi esperimenti)

Le radiazioni danneggiano un po’ i monitor, ma non fanno danni hardware ai computer.

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@Buzz @marco82x grazie mille! :+1:t2::+1:t2:

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