I tecnici NASA migliorano il sistema di protezione termica per la prossima missione di Orion

https://www.astronautinews.it/2015/11/24/tecnici-nasa-migliorano-sistema-protezione-termica-la-prossima-missione-orion/

Bastava che osservassero un comune thermos della nonna, é rivestito di metallo argenteo dentro la cavità :smile:

Si… Ma non sempre “il caldo è dentro e il freddo fuori”… mezza orbita dopo “il freddo potrebbe essere dentro e il caldo fuori”…
Se l’equilibrio è più verso una situazione o verso quella opposta nell’arco dell’intero profilo di volo, il tipo di isolamento è diametralmente opposto…

Qui alcuni nuovi rendering che illustrano meglio i cambiamenti apportati al sistema di protezione termica della capsula


Beh Alberto non sei “vecchietto”, il “termos” si usa sia per i liquidi caldi sia per quelli freddi; funziona in entrambe le modalità.
Peraltro la nonna mi parlava di “tecnologia aerospaziale”; quindi la domanda é: perché non lo hanno fatto prima? Forse perché le missioni Apollo erano di breve durata mentre le Orion saranno di lunga?

In pratica lo fanno dello stesso colore dello F-104N… :slight_smile:

Si ma il termos ha l’intercapedine a vuoto, ed è quello che in caso di “caldo dentro e freddo fuori” mantiene la temperatura, non lo strato riflettente che aiuta solo nel caso l’eccesso di calore sia fuori e l’ambiente da mantenere a temperatura più bassa all’interno.

Anche la capsula Apolo per le missioni lunari aveva un rivestimento argenteo.

Orion non è fatto per andare sulla ISS, ma per uscire dall’orbita terrestre, e quindi dovrà aver a che fare con un ambiente spaziale completamente diverso rispetto ai moduli a cui siamo abituati e molto più simile invece a quello delle missioni Apollo.

Il colore bianco a cui siamo abituati recentemente è quello del beta-cloth, che credo serva principalmente per limitare la corrosione dell’ossigeno atomico presente in orbita bassa e quasi totalmente assente nello spazio profondo.
In più, un sistema spaziale che sta in orbita bassa vede una buona porzionedel calore arrivare dal basso, ovvero dalla Terra. Il che richiede materiali che abbiano basso fattore di assorbimento/emissione sia nel visibile (il Sole) che nell’infrarosso (la Terra). Se invece il profilo di missione è lontano dalla Terra, l’infrarosso quasi non esiste come fonte di calore, e quindi si preferisce avere basso fattore di assorbimento/emissione nel visibile e alto fattore nell’infrarosso.
Insomma, diverso profilo di missione significa diverso ambiente spaziale e quindi è normalissimo che i materiali siano diversi.

Quello che non mi è chiaro è perché non l’abbiano utilizzato fin da subito sapendo l’utilizzo che ne avrebbero fatto.

Perché prevedere una capsula con mattonelle, come era quello dello Shuttle, per poi farlo come quello utilizzato sulle capsule Apollo?

le mattonelle sotto ci sono sempre, vi è un rivestimento sopra, se ho compreso.

Non sono sicuro, ma dalla forma mi sembra uno scudo ablativo, non a mattonelle…

Le mattonelle e lo scudo termico sotto rimangono come fino ad ora, semplicemente verrà applicata questa pellicola altamente riflettente per migliorare il bilancio termico al di sopra di essi. Ovviamente appena questa toccherà gli strati più alti dell’atmosfera al rientro si disintegrerà lasciando scoperte le classiche piastrelle.

Come dice Albyz lo scudo termico rimane ablativo composto da più mattonelle e non più monolitico come è stato nella missione EFT-1. Quello di cui discutete è un semplice rivestimento per bilanciare lo scambio termico durante la missione, ha poco a che fare con il rientro

Questo consentirà anche il recupero ed il riutilizzo delle piastrelle (o di alcune di esse);fino a che punto il rivestimento termico le proteggerà durante il rientro ?