Il 2025 orbitale è stato quasi una fotocopia del 2024, con lo stesso numero di persone arrivate in orbita (28) con l’unica differenza che c’è stata una donna in meno (6 contro le 7 del 2024). Questo fa sì che gli uomini siano stati 22, con di conseguenza un numero così alto che non si verificava dal 2011 quando furono 26.
Le EVA sono state 12, cioè il doppio del 2024 ma sempre meno dell’ottimo triennio 2021-2023.
Per quanto riguarda il numero di lanci, ce ne è stato uno in meno da parte statunitense rispetto al 2024 ma il totale resta comunque buono, attestandosi ad 8 lanci complessivi.
Da notare che le Soyuz hanno raggiunto la cifra tonda di 400 persone portate in orbita nella loro storia.
E allora festeggiamo con questo ulteriore grafico che rappresenta tutti i lanci Soyuz con equipaggio dal 1967 (anno del debutto di questo veicolo) ad oggi.
La colonizzazione dello spazio procede inesorabile ma con differenze comprensibilmente poco rilevabili da un anno all’altro. Da notare che la barra delle 10 persone contemporaneamente in orbita ha sfondato quota 1.500 giorni.
Ormai appare consolidato il fatto che a parità di numero di missioni effettuate, le donne godono di un vantaggio anagrafico, con le due linee che corrono sostanzialmente parallele per tutti i numeri di missione esaminati. Continuano invece a non esserci donne che hanno effettuato più di 5 missioni spaziali.
Nel 2025 si sono aggiunte tre nuove nazioni al club spaziale, con Malta, Norvegia e Australia che hanno visto per la prima volta dei loro cittadini orbitare attorno alla Terra.
Nulla invece è cambiato nella ripartizione delle EVA per nazione, con i primi tre posti irraggiungibili per qualsiasi altra nazione e ben separati fra loro stessi.
Nel 2025, Ungheria, Polonia e India hanno visto dei nuovi primatisti nazionali con un volo di ben 20 giorni.
Soffermandosi invece sui primatisti assoluti per tempo passato in orbita, notiamo come nei primi 20 ci siano ora “ben” tre statunitensi, con Sunita Williams e Donald Pettit che si uniscono a Peggy Whitson che fino al 2024 era l’unica persona non russa in questa classifica.
Nel 2025 non si sono avute missioni di lunghissima durata, tanto che la classifica delle prime 10 resta invariata rispetto al 2024.
Non ci sono New Entry nemmeno fra le 20 persone che hanno passato più tempo in EVA, con però Sunita Williams che sale al quarto posto assoluto.
C’è invece una New Entry epocale fra le 10 persone più giovani che abbiano mai effettuato una EVA. Il cinese Wu Fei, con la sua EVA del 9 dicembre scorso, si piazza al secondo posto assoluto! Solamente il russo Alexei Leonov (con la sua prima storica uscita del marzo 1965) ha effettuato una EVA ad un’età più giovane.
Non ci sono al contrario variazioni rispetto al 2024 fra i più giovani che hanno preso la via dell’orbita.
Nella classifica opposta abbiamo invece l’inserimento dell’australiano Eric Philips, con il suo volo orbitale effettuato alla tenera età di 62,9 anni.
Restringendo il campo alle sole attività riguardanti la ISS, per numero e ripartizione fra i sessi delle persone salite a bordo il 2025 è stato la fotocopia assoluta del 2024 e del 2022.
Per quanto riguarda i soli membri di Expedition, si è toccato nuovamente il picco di 14 persone come nel 2022.
Resta invece basso il numero delle EVA, con sole 5 uscite nel 2025. Nel biennio 2024-2025 siamo quindi a quota 7 EVA, e per trovare un biennio altrettanto magro bisogna tornare al 2003-2004 quando anche allora ne vennero effettuate 7 (e curiosamente anche allora 2 nel 2003 e 5 nel 2004).
Anche il traffico totale ai boccaporti è stato ridotto rispetto al 2024, con sole 21 manovre totali. Un valore così basso non si verificava dal 2020.
Le Progress hanno superato, nel loro serratissimo testa a testa, le Soyuz come numero complessivo di manovre effettuate nel programma ISS.
Passando all’occupazione della ISS, la presenza contemporanea di 7 persone ha superato la soglia dei 1.500 giorni.
Il 2025 sarà certamente ricordato per la contemporanea presenza (durata 8 giorni) di 8 veicoli attraccati ad altrettanti boccaporti, avvenuta proprio il mese scorso.
Un altro testa a testa serratissimo fra Soyuz e Progress riguarda il tempo complessivo di attracco, con la Progress che ha messo il naso avanti al termine del 2025.
Per il secondo anno consecutivo non ci sono stati membri di Expedition europei, una cosa mai accaduta da quando, nel 2006, l’Europa ha iniziato ad avere membri di Expedition! Al contrario, il Giappone ha avuto il suo terzo comando della ISS, segno che è questa nazione il partner privilegiato da USA e Russia.
L’età alla quale gli uomini salgono a bordo segue un andamento assolutamente lineare man mano che aumentano il numero di volte in cui vi salgono. La stessa cosa non si può dire per le donne, che mantengono un vantaggio anagrafico per le prime due missioni che si annulla completamente alla terza. Dalla quarta in poi sono invece gli uomini a salire a bordo ad un’età spiccatamente inferiore.
India, Polonia e Ungheria hanno visto per la prima volta dei loro cittadini a bordo della ISS, portando a 26 le nazioni che hanno preso parte a questo fantastico avamposto spaziale internazionale.
Nulla si è invece mosso per quanto riguarda la ripartizione delle EVA per nazione, stante le pochissime EVA effettuate.
In questo grafico vediamo come di consueto i primatisti per nazione, che al netto dei nuovi ingressi citati poco sopra non vede variazioni rispetto al 2024.
Variazioni che invece ci sono, e non poche, fra quelle che sono ora le 20 persone che hanno passato più tempo a bordo della ISS. Innanzitutto Peggy Whitson sale a quarto posto, lasciando così alla Russia “solamente” il podio. Russia che ora vede sette astronauti nei primi dieci, quando fino al 2024 ne aveva nove su dieci! Gli USA ora ne hanno sei nei primi 20, contro i cinque del 2024.
Il 2025 ha visto anche il completamento della lunga (e inattesa) missione di Barry Wilmore e Sunita Williams così come la lunga (sebbene non altrettanto) missione di Sergey Ryzhikov, Alexei Zubritsky e Jonny Kim che li fa rientrare nelle prime 10 missioni più lunghe mai effettuate sulla ISS.
A livello EVA c’è da notare solo l’avanzamento al terzo posto assoluto di Sunita Williams, con gli USA che ora occupano i primi sei posti di questa graduatoria.
Nel 2025 abbiamo avuto tre nuovi “giovanotti” a bordo, che purtroppo fanno uscire dai primi 10 il nostro Luca Parmitano. Si tratta del russo Kirill Peskov, dell’ungherese Tibor Kapu e di un altro russo, Alexei Zubritsky che con i suoi 32,6 anni diventa il più giovane russo ad essere salito a bordo, nonché del più giovane membro di Expedition.
Zubritsky comanda anche la classifica delle 10 persone più giovani ad avere effettuato EVA sulla ISS, con 33,2 anni. Classifica dove il nostro Parmitano è quinto assoluto e primo fra i non russi o statunitensi!
Chiudiamo l’excursus riguardante il programma ISS con i più esperti (alias meno giovani) ad aver abitato la Stazione Spaziale, dove 14 dei primi 20 sono statunitensi, ed anche qui il primo europeo è italiano (il nostro Paolo Nespoli).
Come negli anni scorsi, diamo anche una doverosa occhiata al programma spaziale cinese sotto forma del confronto tra la CSS e la Mir.
La CSS a fine 2025 ha raggiunto i 1.708 giorni di esistenza e quello che segue è il confronto con i primi 1.708 giorni di esistenza della Mir. Come si vede ci sono svariate differenze per quanto riguarda il numero di persone ospitate a bordo, dove in realtà la CSS di ospiti veri e propri non ne ha ancora visti, dal momento che ha avuto a bordo solo ed esclusivamente membri degli equipaggi permanenti. In compenso ha visto tre donne contro le ancora zero della Mir. Ma la differenza che più balza all’occhio sono le manovre (docking + undocking) effettuate dai vari veicoli, che per la Mir sono quasi il doppio.
Entrando più in dettaglio sui singoli veicoli, vediamo che entrambe hanno (come si sa) utilizzato un veicolo per equipaggi (Shenzhou e Soyuz) e uno per i rifornimenti (Tianzhou e Progress). Se per i primi siamo assolutamente alla pari, per i secondi la Mir ne ha visti praticamente il triplo. Anche la quantità totale di payload portato a bordo vede una prevalenza della Mir, con 54 tonnellate contro meno di 48. Questo dato è particolarmente interessante se pensiamo che la Mir in quel lasso di tempo ha dovuto sostenere solo 16 membri di Expedition contro i 30 della CSS. Lascio ai più tecnici e insider del forum cercare di spiegare questa apparente incongruenza.
Grazie al grafico sottostante si vede ancora meglio come la CSS abbia avuto un grado di occupazione nettamene maggiore rispetto alla Mir, con 1.539 giorni a 3 persone contro i 1.022 giorni a sole due persone.
Non ci sono invece enormi differenze riguardo all’età degli astronauti saliti a bordo delle due Stazioni, dove la Mir mantiene tuttavia una prevalenza per i più giovani.
Un’altra vistosa differenza riguarda invece la nazionalità delle persone salite a bordo, con la CSS ancora riservata esclusivamente a cittadini cinesi.
Terminiamo questo confronto dando un’occhiata a chi ha passato più tempo sulle rispettive Stazioni orbitanti. Come si vede, la Cina si è decisamente lanciata nelle permanenze prolungate dei suoi astronauti, che hanno superato quanto fatto sulla Mir nei primi 1.708 giorni.








































