Il cannone della Salyut 3


#21

La SA fu eliminata (con decreto, mi pare da Al Gore) perchè gli sviluppi tecnici dei ricevitori (carrier phase recovery) permettevano un posizionamento di precisione scavalcando la degradazione dell’SA. Il GPS è molto più facilmente disturbabile da terra.


#22

andando leggermente OT , c’è una qualche possibilità che un proiettile sparato dalla terra arrivi in orbita e colpisca un satellite con buone probabilità ?
in caso di risposta negativa è mai stato testato un sistema ibrido dove un proiettile viene sparato e poi quasi in orbita si attivava un sistema di ricerca attiva autopropulso ?


#23

C’era un sistema missilistico aviotrasportato, sul F-15 mi pare


#24

l’ASM-135…a bordo di F-15 modificati, fecero qualche test poi che io sappia più nulla. Qualcosa di simile lo svilupparono anche i russi.

Oggigiorno ci sono diversi sistemi ground-based che possono distruggere uno specifico satellite, se non sbaglio nel 2007 o 2008 gli USA stessi distrussero un satellite privo di controllo in seguito a un lancio fallito usando un missile della marina.


#25

Anche la Cina lo avrebbe fatto e a leggere più di una volta.


#26

quindi mai niente di sparato , tutti missili
chissà qual’è il record , se mai è stato misurato , di altezza raggiunta da un proiettile sparato 60km ?


#27

Effettivamente gli americani svilupparono un missile antisatellite, e lo testarono con successo contro un satellite scientifico in disuso. Successivamente il sistema d’arma venne accantonato per la moratoria relativa alla presenza di armi nello spazio. Anche il timore di esacerbare il problema degli “space debris” ebbe il suo peso.


#28

Il record del progetto Harp mi sembra sia intorno ai 180 km di altitudine.


#29

Il contributo al topic.



#30

Domanda: Come viaggerebbero i proiettili di una arma simile? A meno di un incontro molto ravvicinato della Stazione con il bersaglio, prima di sparare si sarebbe dovuto calcolare l’orbita del bersaglio e fare i giusti calcoli o il delta v era sufficiente a ‘‘sparare a vista’’ entro una certa distanza?


#31

Esatto.
In realtà il cannone era stato concepito come mera arma di difesa ravvicinata (sic!) ne più ne meno dei bombardieri russi che hanno mantenuto la postazione posteriore armata di cannoni anche quando questa si è dimostrata palesemente anacronistica.

I russi temevano che gli americani potessero lanciare qualcosa (una capsula Apollo versione militare che è esistita solo nella mente paranoica dei russi) che effettuasse un rendez-vous per distruggere la stazione Almaz, da qui l’uso del cannone che veniva impiegato ruotando l’intera stazione in direzione del bersaglio (allineadolo in maniera ottica attraverso un apposito telescopio dotato di reticolo di mira).

I russi avevano sviluppato tutta una panoplia di armi d’offesa (missili e proiettili ad energia cinetica) per distruggere i satelliti o stazioni avversarie in orbita. Il vettore di tale sistemi avrebbe dovuto essere in primis lo spazioplano Spiral 50/50.


#32

Beh, mica solo i russi pensavano alle armi da fuoco nello spazio…
https://motherboard.vice.com/en_us/article/53dmna/space-soldiers-toting-sausage-guns

C’è un bel capitolo dedicato all’argomento nel libro:


#33

Il cannone sparò un solo colpo centrando un satellite. Le foto circolavano già da tempo, ma quelle riportate nel link all’inizio sono moderne.
Rimase a bordo per tutta la durata dell’ultima missione, poi i cosmonauti prepararono l’arma ed abbandonarono il laboratorio.

Fuori argomento, l’accecamento degli astronauti dello shuttle in “La Terza Guerra mondiale” avvenne con un raggio laser da Terra, non dallo spazio. Come sia possibile accecare degli esseri umani all’interno di un veicolo spaziale mi pare difficile. Potrei pensare alla luce laser che passa dai finestrini e si diffonde nell’abitacolo di riflesso, ma forse non ne so abbastanza.

Tornando in tema, l’arma ha funzionato bene. Ricordo che se ne era parlato in un altro tread, con dubbi sulla dilatazione termica delle canne e sui lubrificanti dell’arma… eppure ha funzionato. Il satellite bersaglio è stato colpito. Ho era una balla inventata dai russi per mettere paura agli americani? Io propendo per la prima.


#34

Nella novella non mi pare abbiano accecato gli Astronauti,ma i loro strumenti ottici ( era una missione di ricognizione).
Lo Shuttle inoltre è stato danneggiato,non da terra,ma da una navicella Soyuz appositamente lanciata,e non è potuto rientrare.
Finita l’aria gli Astronauti sono morti.
I loro corpi verranno poi recuperati durante una “solenne” missione di un successivo Shuttle e sepolti ad Arlington con tutti gli onori.

Bel libro “La terza guerra mondiale”. Lo lessi da ragazzino nel 1979; il libro era ambientato nell’allora lontano 1985.
Si era in un periodo storico molto particolare, i Russi sembravano militarmente in vantaggio ( di li a poco l’Occidente rispose con l’installazione degli euromissili ),c’era stata l’invasione dell’Afganistan.
Inoltre agli analisti più attenti la crisi dell’Unione Sovietica sembrava più che evidente, un altro famoso libro che ai temi sembrava improbabile era “Sopravviverà l’Unione Sovietica al 1985”? (ancora il 1985).


#35

Nel 79 l’afghanistan non aveva subito alcuna invasione


#36

Come no?
https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_in_Afghanistan_(1979-1989)


#37

cannone per un 23 mm è alquanto esagerato. L’R23 è classificabile come cannoncino automatico. L’utilizzo di armi cinetiche nello spazio comunque presenta parecchi vantaggi. L’assenza di atmosfera significa che a parità di spinta chimica otterrò una muzzle velocity maggiore, che si traduce in maggiore energia cinetica, quindi maggiore potenziale distruttivo. Essendo nello spazio non devo preoccuparmi dell’alzo dell arma, in quanto il proietto non rallenta durante il tragitto verso il bersaglio e teoricamente ha range parecchio superiori a quelli a terra e non perde potere distruttivo mano che allungo la distanza.Un mirino è straordinariamente semplice da costruire. Basta allineare l’arma al bersaglio. L’unico paramentro da tenere in considerazione è la velocità relativa al bersaglio. Il resto è un gioco da ragazzi. Considerando che ciò che c’è nello spazio non è in grado di fermare proietti da 23 mm, basta anche un sol colpo per causare danni devastanti a satelliti e orbiter. Insomma il concetto non è affatto male dal lato tecnico. Dal lato pratico è paranoia all ennesimo livello, ma i Russi durante la guerra fredda erano estremamente paranoici. Specialmente durante gli anni '80 durante i quali la Russia perse il vantaggio militare sulla NATO su quasi ogni fronte e le spese militari iniziarono a farsi sentire pesantemente sull’economia…


#38

E’ vero, la traiettoria di un proiettile é facilmente prevedibile, al millimetro su molti km. Un sogno, per un artigliere. :smiley:


#39

Visto che siamo in argomento letterario un romanzo sul genere (che ho trovato divertente, anche se un pò “datato”) è stato “Storming Intrepid” di Payne Harrison, nel quale i russi (anzi i sovietici) riescono a rubare uno Space Shuttle (l’Intrepid del titolo appunto), insomma una sorta di “Firefox” al contrario.


Storming Intrepid.jpg


#40

Bello, non lo conoscevo ed è subito caduto nella mia rete da pesca… :ninja:
Thank you thousand Peppe
:beer: