Il costo di un lancio Space Shuttle

Questo post di Wayne Hale discute il costo di un lancio Space Shuttle e di altre attività collegate come uno scrub o il trasporto con lo SCA. È una riflessione interessante non solo sui costi di questo programma di cui la riusabilità è stato uno dei maggiori obiettivi, ma anche sulle difficoltà di definirli.

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Un pezzo estremamente interessante che si va a collegare molto bene con l’argomento di attualità, ovvero il costo di SLS.

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in sostanza un lungo post per dire che il costo marginale e il costo medio non sono la stessa cosa

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Se Wayne Hale ha ricevuto così tante domande proprio su questo nelle conferenze stampa, forse la precisazione era utile.

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Sinceramente non capisco il punto. Fa una serie di domande che dovrebbero essere retoriche ma che non colgo. Ad esempio:

The pilots and the ground crews, do you include just the salary amount for the hours that they spend on the ferry flight, or include their entire salary for the year, maybe divided by the three-ish number of ferry flights performed? The generally stated cost of $1 million per ferry included all of that and more.

Beh? Certamente vanno inclusi i salari annui! Ed il motivo lo scrive lui stesso nel paragrafo immediatamente successivo:

– because the capability had to be there if needed.

Per quale motivo andrebbero scorporati? Boh.

Perché non avrebbero licenziato quelle persone?

il costo industriale non è un valore univoco: a seconda di cosa devi valutare, devi includere o meno determinati fattori di costo che sono o meno legati al prodotto. Per capirci: programmo 5 lanci. Per fare 5 lanci devo allestire tutto quanto, per cui posso dire che un lancio ha un costo della spesa totale diviso 5.
Ma poi quando sto per lanciare il quinto un finanziatore mi chiede quanto costa lanciare un sesto veicolo. In prima approssimazione (semplifico semplifico, ad esempio il sesto lancio avviene subito dopo il quinto)…non costa come i primi 5, ma costa solo le spese vive di costruzione e di lancio.
Non è una cosa a cui si può dare una risposta secca, in economia aziendale i costi vanno allocati in modi diversi a seconda di cosa si vuole valutare.
Non è questione di spazio, si fa così anche per i tappi della fanta

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Non credo che il costo del l’n+1esimo lancio debba comprendere solo i costi vivi. Succederà che i costi fissi iniziali si redistribuiranno su un numero maggiore di lanci.
Per i tappi della Fanta, sperabilmente, i costi fissi saranno ammortizzati man mano che li produco e guadagno vendendoli. Ma per un programma spaziale già concluso? Che senso ha calcolare i costi vivi di un ipotetico 136 lancio che non avverrà mai più?

capisco la diffidenza, ma non siamo nel campo delle opinioni in libertà, c’è una scienza di analisi economica e finanziaria dietro a queste cose. Nemmeno a me piacciono e sono in disaccordo con alcune teorie economiche che ne sono alla base, che secondo me sia per ragioni di aderenza alla realtà sia per questioni più subdole di magheggi finanziari sono sbagliate. Però rimane che il costo è un parametro da contestualizzare. Ti faccio un esempio: quando dimensioni la catena produttiva stimi la producibilità massima, diciamo che è 1000 pezzi al giorno. Poi vedi che i clienti te ne chiedono 1050 e ci stai dentro a farli. Poi un cliente nuovo te ne chiede 50 al giorno, aumenti la velocità delle macchine e con lo stesso personale e attrezzature ci stai dentro lo stesso. Quindi gli fai un prezzo calcolato sui costi vivi, perché in prima battuta non avrai costi di infrastrutture, personale, energia e macchine aggiuntive. Tu l’investimento lo hai fatto per 1000 pezzi al giorno ed è già allocato, questo cliente non tii sposta i costi che hai allocato sulla tua produzione base (non dai indietro i soldi a chi ti ha già comprato i tappi). Quindi per fare il prezzo sai che il materiale l’imballaggio etc etc ti costa 1, ci metti il ricarico che credi sia commercialmente corretto e gli proponi il prezzo. Ma poi è contento, ti dice il mese prossimo mi servono 200 pezzi al giorno, però voglio uno sconto. Vedi che non solo non puoi esaudire la richiesta dei pezzi, ma nemmeno puoi fargli uno sconto perché per accontentarlo devi fare degli investimenti che dovrai allocare ad una produzione che non hai ancora. In linea generale quando vai a saturare una capacità hai costi inferiori per singolo prodotto perché i costi che stimi al momento di avviare la produzione li hai già compensati con la produzione che programmi di fare. Questo ha anche un impatto negativo: se il tuo sistema è sovradimensionato o hai sbagliato per eccesso le stime di produzione hai sbagliato ad allocare i costi sulla produzione stimata, per cui se finisci per allocare talmente pochi costi sul pezzo da vendere in perdita, o riesci a vendere le produzioni aggiuntive ad un prezzo superiore a quello corrente (cosa difficilissima) oppure stai vendendo con perdite crescenti e sei spacciato

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Credo che, alla fine, la domanda “quanto costa il lancio di uno shuttle?” fattanegli anni '90 sia ben diversa da “quanto costava il lancio di uno shuttle?” fatta adesso.

Perché a programma finito le variabili non sono più possibili, si ha uno storico ben definito e poi sta a chi analizza estrapolare i dati, con le considerazioni da voi correttamente citate.
Ma per un programma in corso, come detto da @arkanoid, le variabili in campo sono molte di più e chi analizza giunge a conclusioni sempre differenti.

In entrambi i casi, semplici e complessi, esiste una scienza finanziaria ed economica da applicare e non esiste un risultato univoco perché dipende dalle ‘condizioni al contorno’ che si pongono all’analisi.

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ci avevo fatto la tesi sul concetto di costo strategico, ovvero, in soldoni, non esiste una nozione di costo oggettiva ma a secondo della decisione che devi prendere devi usare la configurazione di costo piu adatta, ma son passati decenni e chissa dove è arrivata la teoria nel frattempo (io poi mi son accupato di tuttaltro)