Il progresso e i veicoli spaziali

Lo stesso per l’elettronica. Lo spazio ha fatto da spunto ed ora cammina con le sue gambe. Apollo ha accelerato un processo altrimenti lento. Ora è l’opposto. Vi ricordate del DCX? Confrontatelo con il Falcon di oggi. Perché oggi si riesce a fare qualcosa che nemmeno tanto tempo fa pareva difficile? Perché oggi ci sono le tecnologie per farlo e perché a suo tempo, per risparmiare, DCX era un Lego spaziale.
Chi più spende meno spende?

Se ti riferisci agli ultimi 20 anni posso confermare la riflessione di @archipeppe :

Comunque le ricadute commerciali maggiori vanno ricercate nelle telecomunicazioni, tv, internet, telefonia…senza dimenticare il gps…

Il progresso permette anche a piccole aziende di innovare e creare altro progresso.
Ho trovato per caso una piccola azienda cinese (家合空间, Jiahe Space) che sta progettando un rover lunare con ruote a forma di stella a cinque punte per superare gli ostacoli :slight_smile: :
pagina weibo dell’azienda: https://www.weibo.com/u/7199258074?refer_flag=1005050010_&is_all=1
link diretto al rover: https://weibo.com/7199258074/IrIRYzkuJ

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All’ elenco dei tentativi di sostituzione della Soyuz bisognerebbe anche aggiungere il Buran

No.
Il VKK (progetto a cui appartiene il Buran) non è mai stato concepito come sostituto della famiglia 7K (Soyuz).
I russi lo realizzarono in ossequio alla “teoria della bilancia” lo hanno realizzato perché hli americani avevano avviato il programma Shuttle e loro dovevano comunque pareggiare, sopratutto perché i russi immaginavano un uso esclusivamente militare dello Shuttle (cosa che non è mai avvenuta).
Il vero sostituto delle Soyuz doveva essere il programma 11K TKS che ha volato diverse volte tra la fine degli anni 70 e metà anni 80 sempre senza equipaggio ed è finito con la fine dell’Unione Sovietica.

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Nel caso qualcuno voglia approfondire l’affascinante (ed inquitante) genesi del VKK Buran, mi permetto di consigliare il migliore libro disponibile sul tema:

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Mi permetto di rafforzare le parole di Peppe, il libro è scritto benissimo e, per chi guarda solo le figure, ha una iconografia degna di nota.

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