Il punto della situazione sui moduli abitativi per missioni a lungo termine


#1

#2

Qualcosa si muove. Finalmente i primi passi verso architetture abitabili più avanzate.
Da tutto traspare comunque che la modularità sembra essere la chiave primaria, d’altro canto non esistono al momento i mezzi per portare su una struttura fatta e finita.


#3

Assolutamente!
La modularità è la chiave,anche se in teoria SLS potrebbe portare su in un solo lancio un “core” di tutto rispetto della grandezza di uno Skylab.


#4

Che cosa sono i sistemi di bio-produzione?


#5

A me sono venute in mente le piante per l’ossigeno


#6

Mmm secondo me per le missioni a lungo termine gli astronauti avranno necessità di cibi freschi… anche solo qualche pomodoro o caspo d’insalata.


#7

Esistono microorganismi capaci di fare il lavoro di piante più voluminose.
Ovviamente in assenza di dettagli noi possiamo solo fantasticare.
Potremmo aprire una sala scommesse con queste cose, solo che per riscuotere la vincita talvolta occorre aspettare parecchio.


#8

Personalmente sono curiosa di vedere come funzioneranno i moduli gonfiabili BEAM.
La sperimentazione sulla ISS diventa (come sempre) fondamentale. :smile:


#9

Funzioneranno come ogni tuta per EVA che attualmente utilizzano gli astronauti nelle loro “passeggiate”; l’unica differenza è che sarà più grande.


#10

Mi pare un po’ semplicistica come visione, ma efficace…ci sono parecchie differenze a dir la verità!


#11

Senza alcun dubbio la mia definizione è molto semplice però serve a far capire la sua funzionalità.


#12

Qui molti aggiornamenti sullo stato di sviluppo e sugli obiettivi che porteranno alla scelta del DSH che verrà utilizzato per missioni extra-LEO:

Qui invece una presentazione specifica sui sistemi di supporto vitale che verranno utilizzati e i loro requisiti: