INRRI, lo strumento italiano che mapperà il Sistema Solare – intervista a Simone Dell’Agnello


#1

https://www.astronautinews.it/2016/10/25/inrri-lo-strumento-italiano-che-mappera-il-sistema-solare-intervista-a-simone-dellagnello/


#2

Brava Veronica, molto interessante. Di quale organizzazione fa parte Simone Dell’Agnello?


#3

Se ho capito correttamente, intanto li vogliono piazzare… (a parte quello di schiaparelli che è probabilmente esploso col povero lander), ma fino a quando non vi sarà un orbiter destinato a sparare laser verso la posizione dei riflettori sono inutilizzabili dalla Terra.
Possono comunque dare solo la distanza orbiter-riflettore, con grande precisione…è esatto?


#4

Ops… Non l’ho scritto, vero? :sweat_smile:
Vado a rimediare. Fa parte dell’INFN, laboratori di Frascati.


#5

Grazie Veronica :slight_smile:

DOOOOD, sì, certo. E se la posizione dell’orbiter è nota abbiamo anche la posizione del lander.


#6
Marte, ad esempio, non è praticabile una misura diretta da Terra con i laser perché il tragitto massimo di andata e ritorno che può percorrere un laser è la distanza Terra-Luna

Zio, tu che sai tutto, mi puoi spiegare da cosa è dato questo limite? È un limite teorico o pratico?
Non che mi interessi professionalmente eh…


#7

Esatto, me lo sono chiesta anche io.


#8

Non lo so, dovresti chiederlo a qualcuno del ramo :stuck_out_tongue_winking_eye:

Ma è l’equazione del radar, no? Il sistema si comporta come un radar, non come un link di comunicazione. L’emettitore genera un fronte d’onda, focalizzato quanto vuoi, ma al bersaglio vedo un fronte piano che illumina il bersaglio. Ammesso di illuminare uniformemente il bersaglio e che il bersaglio stesso restituisca un fronte d’onda che quando arriva al ricevitore è di nuovo un’onda piana, che illumina uniformemente il ricevitore, l’intensità dell’eco sarà proporzionale all’inverso della quarta potenza della distanza (il segnale trasmesso si attenua in funzione del quadrato di R, ma anche il segnale riflesso si attenua secondo il quadrato di R, quindi R^4).
Quindi, se a 300.000 km hai intensità 1, a 600.000 km hai 1/16 del segnale, e a 50.000.000 di km hai un’eco 700.000 e passa volte più debole.
Oppure, se vuoi raddoppiare la distanza devi moltiplicare per 16 la potenza trasmessa, o l’area del bersaglio (energia da questo ricevuta e riemessa), o l’apertura (area) dell’antenna (telescopio) ricevente. Da cui deriva il fatto pratico che i sistemi radar (radio o ottici) hanno una distanza oltre la quale proprio non vedono.

Vedi la classica equazione del radar in https://en.wikipedia.org/wiki/Radar - quella in fondo, prima di “doppler”.

Poi dimmi dove mandare la fattura per la consulenza.


#9

Ok, ma quindi è un limite pratico, non teorico, giusto?
Voglio dire, se costruissi un LASER così potente che più potente non si puó, allora il range aumenterebbe… o no?

E comunque stiamo parlando di un limite per questo tipo di applicazione, corretto?
Per un LASER usato come link ti comunicazione, si applica il conto dei “normali” link budgets?

Accetti pagamenti in birre alla CON? :stuck_out_tongue_winking_eye:


#10

Certo, è un limite esclusivamente pratico, e si applica solo ai sistemi di ranging passivi. Se il target è attivo (rigenera il segnale e/o risponde con una potenza fissa) l’attenuazione ritorna proporzionale a 1/r^2 . Come in un normale link budget.

Birra? Mah… sono a Monaco per qualche ora l’8 novembre, ma ho un maedetto aereo al mattino alle 6:30 TRN-AMS-MUC) e un ritorno da MUC a AMS a TRN alle 17:30. Però sono in fiera.


#11

Se ti va di visitare in esclusiva il mission operations centre di EDRS… Così poi mi aiuti a preparare le slide per la Con :stuck_out_tongue_winking_eye: