In questi giorni su SKY c’e’ un interessante ma troppo breve documentario sui problemi insorti durante la Corsa alla Luna.
Adesso capisco perche’ attualmente sembra un problema cosi’ grande ri-andare sulla Luna: perche’ nel '69 erano TUTTI MATTI! Sia gli ingegneri, che i capi, che gli astronauti: gli astronauti non si lamentavano se stavano male, per paura di essere estromessi dalle missioni, i capi autorizzavano la realizzazione di sistemi a RIDONDANZA ZERO (roba da brivido: le missioni Apollo erano tutte del tipo “o la va o la spacca”!!! ), gli ingegneri che programmavano lanci durante i temporali o facevano respirare nelle capsule OSSIGENO PURO…
Questo è il palinsesto:
Verita' nascoste; I misteri dello sbarco sulla Luna - Nel 1969 l'Apollo 11 porto' Neil Armstrong sulla Luna. Ma c'e' una storia nascosta delle missioni Apollo: quella dei fallimenti, dei disastri, delle vittime
National Geo; Sabato 22 ore 00.00;
National Geo; Sabato 22 ore 18.00;
National Geo +1; Sabato 22 ore 01.00;
National Geo +1; Sabato 22 ore 19.00;
National Geo; Domenica 23 ore 16.00;
National Geo +1; Domenica 23 ore 17.00;
National Geo; Lunedì 24 ore 12.00;
National Geo; Lunedì 24 ore 18.00;
National Geo +1; Lunedì 24 ore 13.00;
National Geo +1; Lunedì 24 ore 19.00;
i capi autorizzavano la realizzazione di sistemi a RIDONDANZA ZERO (roba da brivido: le missioni Apollo erano tutte del tipo "o la va o la spacca"!!! :astonished: ),
Ci credo proprio…
...o facevano respirare nelle capsule OSSIGENO PURO.... :astonished:
Conosci altre possibilità che l’umunità non ha ancora scoperto? Se ti va poi anche di collaudarle… credo non si faranno avanti in molti…
Credo ti risponderà qualcuno che queste cose le conosce veramente e che non gioca a fare film avvincenti sulla storia…
Non c’è niente di più lontano dalla realtà, e gli autori di quei documentari probabilmente lo sanno bene.
Anche oggi. E’ nel DNA dei piloti e degli esploratori. Che novità.
Niente di più falso.
Se ti riferisci ad Apollo 12, prima di quella missione gli effetti dei fulmini su un razzo in volo non erano completamente compresi. Ecco perché il lancio fu autorizzato.
Quanto ad Apollo 1, la decisione di usare un’atmosfera di ossigeno puro è un esempio dei compromessi (tradeoff) fra numerosissime requisiti contrastanti, esigenze di sicurezza e risorse limitate che gli ingegneri fanno quotidianamente, ma che gli autori di documentari non riescono a capire – o ignorano per grattare il fondo del barile del sensazionalismo. Un articolo di Phil Plait spiega i motivi, probabilmente ragionevoli all’epoca, per scegliere un’atmosfera di ossigeno puro per la capsula Apollo. Ragioni tecniche, non cinismo.
Scusate ma l’atmosfera di ossigeno puro non fu una delle cause dell’incidente del Apollo 1 ? Dico una delle cause perché altre furono il sistema di apertura del portellone e problemi all’isolamento dei cavi dell’impianto elettrico di bordo.
Nel mio precedente intervento su Apollo 1, ovviamente pensavo anch’io che la scelta dell’atmosfera di ossigeno puro fosse dettata non da cinismo ma da cause tecniche!
Sbaglio o si continuò ad usare ossigeno puro fino alla missione Apollo-Soyuz ?
Si ma una cosa è Apollo 1, ovvero un test a terra dove per simulare la pressurizzazione bisognava tenere presente l’atmosfera esterna (quindi pressione interna + 1atm) e un conto è l’utilizzo dell’atmosfera a ossigeno in volo, cosa assolutamente obbligatoria vista la bassa pressione all’interno della capsula e che rendeva l’ossigeno non più pericoloso di quanto non lo fosse a condizioni ambiente (circa stessa pressione parziale). L’ipotesi alternativa era di costruire tutta la capsula per una pressione di utilizzo maggiore… cosa molto molto complicata e scomoda per le uscite (LEM compreso).
Per cui tutto l’allarmismo dimostrato se non è riferito ad Apollo 1 è assolutamente infondato…
Quindi si utilizzava (in volo) ossigeno puro per poter pressurizzare “poco” le capsule in modo da non doverle costruire più pesanti e “complicate” e questo (in volo) non costituiva un pericolo, perché l’ossigeno a bassa pressione ha la stessa infiammabilità dell’ossigeno presente nella normale atmosfera! Ho capito bene è questo che hai detto?
Non lo dice il documentario che erano matti… lo dico IO!
[quote="jumpjack, post:1, topic:10211"]
gli astronauti non si lamentavano se stavano male, per paura di essere estromessi dalle missioni, [...]
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Anche oggi. E’ nel DNA dei piloti e degli esploratori. Che novità.
Niente di più falso.
Dici? Il documentario dice che per la partenza dalla Luna si poteva usare UN solo motore, come pure per uscire dall’orbita: se funzionava, bene, senno’… CICCIA! si restava li’!
[quote="jumpjack, post:1, topic:10211"]
[...] gli ingegneri che programmavano lanci durante i temporali o facevano respirare nelle capsule OSSIGENO PURO.... :astonished:
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Se ti riferisci ad Apollo 12, prima di quella missione gli effetti dei fulmini su un razzo in volo non erano completamente compresi. Ecco perché il lancio fu autorizzato.
Che effetto puo’ avere un fulmine su un serbatoio di propellente alto 100 metri? mmmh…
Quanto ad Apollo 1, la decisione di usare un'atmosfera di ossigeno puro è un esempio dei compromessi (tradeoff) fra numerosissime requisiti contrastanti, esigenze di sicurezza e risorse limitate che gli ingegneri fanno quotidianamente,
No, credo che all’epoca gli ingegneri della NASA fossero semplicemente costretti a “fare & tacere”, e che sapessero benissimo che la missione sarebbe stata una “questione di cu*o”: l’unica cosa che interessava al governo USA era arrivare per primi… costi quel che costi, e pazienza se qualcuno ci restava secco!
Ho una grande ammirazione per quegli ingegneri e per quegli astronauti… ma cio’ non toglie che secondo me questi ultimi erano del tutto fuori di testa, per lasciarsi convincere a salire su una bomba e incrociare le dita sperando che riuscisse a portarli sulla Luna e farli tornare indietro!
Ma d’altra parte, non diventi un pilota collaudatore, se non sei un po’ matto dentro…
“Lanciare il razzo mentre piove è pericoloso? E chissenefrega, dobbiamo arrivare prima noi!” Immagino sia stata questa, la decision del capo-programma Apollo 12!
Esattamente, una cosa sono i test a terra e un’altra i voli per cui la capsula era progettata.
E’ vero, ma un conto è ridondare un sistema e un altro è montarne uno a fianco perchè… non si sa mai… e il sistema propulsivo non è neanche dei più “leggeri”…
Se ti può consolare anche Orion e LSAM avranno un solo motore di ascesa e uno solo di ritorno dalla Luna… ma questo non significa che siano più o meno sicuri di qualche cosa d’altro… http://www.forumastronautico.it/index.php?topic=8228.0
Visto che non stiamo parlando di un fatto ipotetico ma di un fatto realmente accaduto, che effetto ha avuto un fulmine su un serbatoio di propellente alto 100 metri?
"Lanciare il razzo mentre piove è pericoloso? E chissenefrega, dobbiamo arrivare prima noi!" Immagino sia stata questa, la decision del capo-programma Apollo 12!
“Prima noi” dove? Sbaglio o sulla Luna ci andarono già con Apollo 11?
Un motore è fatto da molti componenti che possono, e nel caso di Apollo erano, altamente ridondanti. Per lasciare l’orbita lunare, in caso di avaria al motore SPS del modulo di servizio si potevano usare almeno 2 altri motori in alcune fasi della missione.
C’è una cosa che non capisco: con tutti i disastri e problemi veri – sconosciuti al pubblico non specialistico – della storia dell’esplorazione spaziale, perché inventarne di nuovi? Alcuni esempi dal programma spaziale sovietico: Soyuz 5, Soyuz 18a e Soyuz T-10-1.
Uhm… National Geographic generalmente fa dei gran bei documentari, tutto fuorché inclini al facile sensazionalismo. In ogni caso l’ho messo in registrazione: vi saprò dire che ne penso.
Essendo motori a propellenti ipergolici, non c’era bisogno di pompe di iniezione.
Penso che Paolo intendesse la possibilità, in alcune fasi della missione, di utilizzare il motore del LM o addirittura l’RCS del SM come Back Up dell’SPS.
Non volare mai in aereo allora. Anche in un aereo c’e’ del propellente, eppure non mi sembra che quando c’e’ un temporale non si voli.
Un fulmine è un flusso di elettroni che cerca il percorso a minor resistenza per raggiungere un punto a potenziale piu’ basso.
Nel caso di Apollo 12 la scocca del saturno 5 (e tutto quello elettricamente collegato ad essa) dopo essersi caricata tramite il fulmine a svariate migliaia di volt ha riscaricato tutto a terra, in quanto la scia dei motori, essendo molto calda, era ancora il percorso piu’ breve verso terra, di fatto cortocircuitando la distanza tra il razzo e il suolo.
Ma questo non ha avuto alcuna influenza sulla parte “propulsiva” del sistema Saturno 5.
Le correnti indotte (uno scalino di qualche migliaio di Ampere che passa vicino a chissà quante bobine dell’elettronica di bordo…hai presente?) ha causato problemi all’impianto elettrico della capsula. Che fortunatamente aveva un backup (try SCE to AUX) offline al momento della scarica e quindi non compromesso.
Credo, ma non ne sono sicuro, che resettando i vari componenti anche il Main sia tornato utilizzabile nel resto della missione. Confermate?
Questo non lo capisco. I propergoli o propellenti/ossidanti ipergolici non richiedono “igniters” per generare l’accensione ed iniziare la combustione, ma richiedono comunque “injectors” per miscelare i propellenti nella camera di combustione. Il Proton, non ha forse turbopompe? Se non ho capito l’argomento, mi scuso e cercho schiarimenti. Ciao,
Giovanni