Intervista esclusiva all’astronauta Jon McBride


#1


#2

Ringrazio Lupin per quest’altra intervista che approfondisce una delle classi di astronauti NASA più interessanti.


#3

Oltre al dovermi complimentare per questo nuovo, fantastico, articolo, non nego di provere un poco di invidia nei tuoi confronti per la fortuna che hai avuto conoscendo questi astronauti. Potessi io averne l’occasione e poterci parlare assieme!

Comunque sia, bell’articolo e molto interessante perchè va a svelare quei particolari che molti si chiedono e vorrebbero sapere. Almeno, ora, sappiamo i motivi che hanno portato questo astronauta a non volare più.

Ha fatto una sola missione sullo Shuttle; meglio che niente!


#4

Supponendo che un raggio laser abbia effettivamente raggiunto l’orbiter, e che possano essersi verificati malfunzionamenti minori, quali sistemi sarebbero stati coinvolti? Sensori ottici?


#5

Penso solo sensori ottici e/o visione dell’equipaggio, perchè non ritengo sia possibile collimare un laser a 400 km attraverso l’atmosfera in modo che produca danni termici. Una cosa è mandare un lampo di luce, un’altra provocare danni.


#6

Grazie mille per l’intervista!

E’ peccato notare come a volte un evento “collettivo” possa influire nella vita di una persona. Ho apprezzato come lui abbia parlato molto apertamente della cosa.


#7

Non sapevo di questo evento del laser. Comunque appunto, il massimo che possono aver fatto sarebbe “illuminare” l’orbiter.
Qualche tempo fa qualcuno aveva postato da queste parti una foto della ISS illuminata da un laser verde da un osservatorio, non credo che gli astronauti a bordo si siano accorti di niente… probabilmente è successa la stessa cosa con STS-41, con la differenza che i Sovietici si sono anche “vantati” di aver causato malfunzionamento a bordo


#8

Ho avuto il piacere di incontrarlo al KSC nel 2011!

http://www.ipernity.com/doc/685571/31557413/in/album/639907


#9

Grande!