Intervista esclusiva all’astronauta Thomas Jones


#1

#2

Un nuovo ringraziamento a Paolo per aver deciso di condividere con noi i suoi preziosi appunti! :ok_hand:


#3

Questa intervista mi sembra fra l’altro particolarmente interessante perché chiarisce alcuni meccanismi poco noti dell’assegnazione alle missioni Shuttle e la rotazione degli equipaggi.


#4

Veramente interessante questa intervista: sia per i meccanismi di rotazione sia per il rapporto fra astronauti.


#5

Non c’è dubbio che è necessaria una buona dose di fortuna per imbroccare la giusta rotazione;è sempre stato così,
per esempio un grande come John Young è stato molto aiutato dal trovarsi fin dall’inizio nella sequenza giusta.
Interessantissimo il fatto che nel programma STS, essere assegnati ad una missione complessa comportava un forte rallentamento nella rotazione a causa del maggior addestramento.
Certo,gli anni 90 sono stati il momento magico in cui era possibile arrivare anche a sette missioni!
Da un punto di vista umano è interessante il fatto che alcuni astronauti ad un certo punto preferiscano lasciare per dedicare maggior tempo alla famiglia;per noi fans del mondo astronautico è difficile accettarlo; tuttavia anni ed anni in addestramento, da una missione all’altra,
e dagli anni 2000 anche con la necessità di trascorrere molto tempo dall’altra parte del mondo,in Russia, per poi poter essere assegnati ad una missione della durata di molti mesi…beh,non è facile,specie se hai già volato due o tre volte.
Sono anche rimasto molto colpito dalla grande sincerità ed onestà di Jones circa gli aspetti privati della vita degli Astronauti:

[b]Devo dire che nel corpo astronauti ci sono tutt’ora più divorzi rispetto alla popolazione generale. Non ho cifre al riguardo ma a noi sembra che siano maggiori le rotture matrimoniali. Il risultato di frequentissimi viaggi, un sacco di stress e forse anche di qualche astronauta che pensa di avere una reputazione maggiore di quella che ha realmente. Alcuni sono dei disillusi, oppure hanno una falsa impressione della loro reale importanza.[/b]

Gran bella intervista. :ok_hand:


#6

che dire , interessante
molto


#7

Davvero interessante l’intervista, ma sopratutto il chiarimento in merito all’assegnazione di una missione.

A questo punto mi verrebbe da pensare se, essendo un astronauta, sarebbe stato meglio essere assegnato ad una missione più “facile”, con conseguente possibilità di rientrare subito nel giro delle assegnazioni o essere assegnato ad una missione più complicata e quindi rimanere fuori dal giro per più tempo.

Nel primo caso si avrebbero avute più possibilità di fare più voli e magari più giorni nello spazio, nel secondo caso meno missioni e meno giorni nello spazio. In quale delle due opzioni sperare?


#8

L’assegnazione degli equipaggi sfugge ad ogni regola. Pensiamo per esempio a John Grunsfeld che ha fatto ben 5 missioni sebbene tre di queste furono dedicate alla riparazione di Hubble che quindi in teoria avrebbero dovuto, come dice Tom Jones, limitarne le opportunità di volo.
Tra l’altro lo stesso Steven Smith citato nell’intervista ha effettuato quattro voli (e non tre come erroneamente ricordato da Tom).


#9

Quindi potremmo dire che era anche una questione di fortuna e di trovarsi disponibile al momento giusto!


#10

La fortuna,come in ogni altro campo della vita,è un fattore importantissimo.
A volte però “fortuna” nel campo della rotazione degli equipaggi equivale a sfortuna o tragedia per qualche altro.
Si pensi ad esempio a quanto abbiano inciso sulla rotazione la morte di alcuni Astronauti in procinto di partire,o già assegnati sulla carta ad una missione.
Un esempio di rotazione sfortunata (che però non è avvenuta per la cancellazione degli ultimi voli Apollo) avrebbe potuto riguardare Thomas Mattingly.
Come tutti ricordiamo,per una sospetto contagio di Rosolia,Mattingly fu sostituito come Pilota del modulo di comando di Apollo 13 da Swigert.
Se il programma fosse continuato senza tagli,Mattingly sarebbe stato in linea per sbarcare sulla luna come Comandante di Apollo 20 (o Apollo 19,se Apollo 13 si fosse svolta senza intoppi,perchè non avrebbero mandato due volte sulla luna Fred Haise),ma per aver saltato tre voli (fu poi CMP su Apollo 16) si sarebbe visto scavalcato probabilmente da Stuart Roosa.
Su Collectspace c’è un interessante discussione su cosa sarebbe accaduto se Donald Slayton avesse regolarmente volato su Mercury-Atlas 7 (a causa di una leggera fibrillazione fu sostituito da Carpenter, e volò solo nel 1975 su Apollo-Soyuz).
Ebbene,finendo il programma Mercury con Mercury-Atlas 9 (dopo Slayton,Carpenter,Schirra) Gordon Cooper sarebbe rimasto l’unico dei 7 Astronauti originali senza un volo.
Sarebbe stato assegnato come Comandante su Gemini 3 o Gemini 4,o come secondo su Gemini 3 insieme ad un altro Astronauta Mercury veterano?
In questo caso tutta l’intera carriera di John Young ne sarebbe rimasta affetta; forse avrebbe ugualmente compiuto quattro missioni tra Gemini ed Apollo e sarebbe andato sulla luna,o forse no.
La rotazione è un meccanismo molto complesso e delicato; McDivitt,Scott e Schweickart dovevano essere il primo equipaggio a collaudare il LEM,Borman,Collins (poi sostituito da Lovell) ,Anders avevano la missione successiva.
Quando ci si rese conto che il LEM non poteva essere pronto in tempo,McDivitt ed i suoi preferirono attendere il modulo lunare,slittando avanti di una missione (mentre Borman ed i suoi furono “retrocessi” al secondo volo Apollo e non più al terzo).
Anche gli equipaggi di riserva seguirono gli equipaggi principali nello slittamento,con il risultato che Neil Armstrong e non Pete Conrad si trovò poi in linea per divenire il primo uomo sulla luna.
Episodi di questo genere devono essere capitati spesso anche nelle missioni STS (vedi ad esempio tutti i cambiamenti dopo la tragedia del Challenger,che costarono a John Young il suo settimo volo nello spazio,come Comandante della missione Hubble).


#11

Insomma, dalla tua spiegazione si può chiaramente dedurre che l’assegnazione di una missione è molto “misteriosa” e tutto dipende dal caso e da vari fattori; se va bene ti facevi tante missioni e varie esperienze, se eri meno fortunato a malapena avresti fatto una missione.

Comunque sia, non volendo uscire troppo dall’argomento, mi sembra di ricordare che alcuni astronauti NASA per un motivo o per l’altro, pur essendo tutt’ora attivi, non hanno ancora avuto una loro missione. Come mai questi problemi?
Mi sembra di ricordare di aver letto questa notizia proprio su questo forum!


#12

E non era nemmeno così semplice,perchè poi dovevi rendere al massimo nei vari compiti assegnati,dimostrare buona volontà in addestramento,non far nulla per screditare il Corpo Astronauti o per richiamare una cativa pubblicità,svolgere un lavoro ecellente come riserva e poi nella missione da titolare.
Inoltre c’erano fattori “misteriosi” come far parte di una certa cordata,essere nelle simpatie del duo Slayton-Shepard (o ai tempi dello Shuttle di George Abbey).
Fatto ciò,se avevi la fortuna di finire nella giusta rotazione,potevi volare più volte,andare sulla luna ai tempi dell’Apollo o arrivare fino a cinque,sei o addirittura sette voli nell’epoca Shuttle.


#13

Vedi Bruce McCandless che dopo essere stato Capcom per Apollo 11 (e quindi in linea per volare nelle ultime missioni Apollo o per lo meno in uno Skylab) dovette aspettare STS 41-B nel 1984 per il suo primo volo. Fu magari ricompensato sia con la EVA effettuata con la MMU che con la successiva missione che posizionò in orbita Hubble, ma in effetti dovette aspettare un bel po’ per volare.


#14

I ringraziamenti di Thomas.


#15

Un grande astronauta, una grande persona.