ISS e dintorni - 03
In queste ultime settimana si é fatto un gran parlare di WORF e del suo impiego a bordo della Stazione ISS.
WORF sta per Window Observational Research Facility, ovvero una particolare attrezzatura utilizzata per l’osservazione visiva della Terra, e che sfrutta l’esistente oblò in posizione nadir del modulo Destiny (US Lab).
WORF permette una visione più nitida e apre nuove prospettive anche dal punto di vista educational per i giovani studenti americani. Il Window Observational Research Facility é stato consegnato alla ISS con la missione Discovery STS-131, nell’Aprile del 2010 e quindi installato e poi preparato con ottiche di altissima qualità, all’interno del laboratorio americano Destiny.
L’arrivo della WORF ha permesso agli astronauti di rimuovere in modo permanente il pannello più interno del sandwich di trasparenti che compone l’oblò e cioé lo “scratch pane”, che disturba sensibilmente la nitidezza dell’immagini. “Parlando da un punto di vista tecnico, per le ottiche lo scratch pane interno dell’oblò era un disastro, limitando molto la risoluzione delle immagini che si potevano ottenere” così parla l’ex astronauta Mario Runco, che faceva parte del team di progettazione e sviluppo di WORF e che ora si trova a capo del team che segue il programma per l’utilizzo di WORF presso il NASA Johnson Space Center. “Con WORF operativo, possiamo ora fruttare completamente la possibilità di fare scienza attraverso l’osservazione della Terra”.
WORF si basa su un Rack Internazionale Standard Payload (ISPR) e utilizza avionica e hardware adottato e adattato, dal programma Rack EXPRESS. Il rack fornisce un volume di carico utile pari a 0,8 metri cubi ed é in grado di supportare fino a tre carichi utili simultaneamente, anche se ciò dipende dalle risorse e dallo spazio disponibile a seconda degli “ingombri” delle attrezzature. Fornisce inoltre la possibilità di accesso al personale con numerosi punti di aggancio per stabilizzarsi. Si tratta in sostanza di un vero e proprio “ambiente”, una piattaforma altamente stabile alle vibrazioni dotata di sistemi di raffeddamento per le apparecchiature, di un sistema antincendio, di molteplici interfacce per il collegamento alla rete dati della Stazione e ventilatori per la circolazione dell’aria e con funzioni di anticondensa. WORF sarà quindi utilizzato non solo per l’osservazione di terra, mare e meteo ma anche per testare nuove tecnologie riguardanti le ottiche e di sofisticati sensori in grado di fornire dati importanti sui fenomeni transitori sia atmosferici che geologici (uragani, eruzioni vulcaniche e tsunami).
L’interno di WORF fornisce un trattamento non riflettente e con chiusure a tenuta rispetto alla luce ambientale del laboratorio allo scopo di ridurre al minimo i disturbi alle ottiche e i riflessi parassiti. WORF si “appoggia” all’oblò di US Lab che ha un diametro di 508 mm ed é composto da quattro strati:
- uno più esterno di 10 mm per catturare piccoli detriti e micrometeoriti (se gravemente danneggiato é possibile una sostituzione con una EVA).
- due trasparenti centrali hanno per ognuno uno spessore di circa 32 mm e costituiscono una camera di pressione primaria e secondaria e assicurando la perfetta tenuta a pressione.
- uno strato più interno multistrato di circa 13 mm che integra un riscaldatore per evitare la condensa e uno speciale strato antigraffio che lo protegge da urti accidentali dall’interno. Quest’ultimo trasparente che tanto disturba la nitidezza delle immagini all’interno dell’ambiente protetto di WORF può essere tolto e lo stesso WORF ha a disposizione uno speciale scudo retrattile (e comandabile anche dall’esterno) da utilizzare agevolmente per i momenti di allestimento delle attrezzature onde evitare graffi al primo pannello trasparente di pressione dell’oblò stesso.
Uno dei primi soggetti per le immagini di test sono state le montagne innevate della British Columbia nella costa occidentale del Canada, a Gennaio 2011. L’immagine catturata con un obiettivo da 50 mm, copre un’area di circa 200 per 134 chilometri. Anche se non si trattava di un’immagine “unica” in senso estetico, con essa si é subito compreso il significativo miglioramento della qualità rispetto ad immagini analoghe riprese in precedenza senza WORF. L’immagine come pure le successive utilizzate per la messa a punto, facevano parte di un primo test per la verifica del computer di controllo associato al payload EarthKAM, un progetto educativo di sensibilizzazione che permette agli studenti delle scuole medie di riprendere, a distanza, le immagini del loro pianeta dalla prospettiva (unica) della stazione spaziale, a quasi 400 km dalla superficie terrestre. L’attrezzatura EarthKAM (montata all’interno di WORF) utilizza una fotocamera digitale Nikon DX2 ed é stata allestita da Cady Coleman durante l’Expedition 26 che comprendeva anche il nostro Paolo Nespoli.
“Siamo molto entusiasti di avere un nuovo sistema per le fotocamere che riesce a riprendere delle immagini incredibili” ha detto Karen Flammer, che gestisce le operazioni EarthKAM presso l’Università della California, a San Diego, “con WORF, l’oblò in posizione nadir é diventato un autentico occhio di osservazione, altamente tecnologico”. Le prime immagini educational scattate da remoto sono state quelle degli studenti della scuola Parkview Montessori del Tennesse e della scuola Public School 229 di Brookyn, New York.
link alla galleria immagini di earthKAM, [b]QUI[/b]
varie fonti, tutte da: www.nasa.gov
le foto qui allegate:
- patch di WORF
- l’astronauta Naoko Yamazaki all’interno di WORF trattato come una camera oscura.
- Naoko all’esterno del rack.
- sezione multistrato dell’oblò in posizione nadir su cui poggia WORF.



