È uscito il report di ciò che è successo all’antenna del DSN DSS-14 di Goldstone di 70m.
NASA lo riassume qui:
Ma il report vero e proprio si trova qui e vale la pena leggerlo ![]()
Innanzitutto è un mishap di tipo A, come quello dello Starliner. E, come per lo Starliner, per fortuna non ci sono state perdite o danni ad esseri umani, ma per poco. È quindi di tipo A per via di danni materiali che superano i 2M$. Le prime stime parlano di 4,1-4,6M$, ma i costi reali si vedranno solo quando inizieranno a fare i lavori.
Allo stesso modo dello Starliner c’è stata una serie di sfortunati eventi che hanno portato al problemone finale, che vanno dagli errori umani alla mancanza di chiarezza fra operatori, a mancanza di leadership e di procedure aggiornate.
L’antenna è fatta così, con la base fissa e la parte rotante sopra. Dentro allo sgabbiotto fisso passano tutte le tubature che portano i liquidi del sistema antincendio, i dati, l’elettricità etc.
Questi sono i limiti di rotazione dell’antenna, in senso orario (CW: clockwise) e antiorario (CCW: counter clockwise)
Quando l’antenna è in posizione neutra (Neutral Wrap Point), i cavi cadono in verticale. Quando arriva al limite di rotazione, i cavi sono leggermente angolati.
Sappiate che alla fine dell’indagine l’han trovata così:
Cos’è successo?
- Han scoperto che i limiti del sistema idraulico non sono mai stati testati, e il sistema di protezione non funzionava.
- Da anni le manutenzioni andavano avanti a sentimento, senza seguire le procedure dei manuali, perché (cito) “Ogni antenna ha un suo carattere, ci vuole un po’ di tempo per imparare a conoscerla”. Tipo meccanico che con l’esperienza ha imparato a battere con la chiave inglese nel punto giusto per far ripartire il motore. Poco rigore tecnico.
- I ruoli non erano chiari
- I manuali non erano super aggiornatissimi
- Mancavano un sacco di documenti sulla sicurezza
- Il training degli operatori era inadeguato
- Obsolescenza delle componenti
Prima del 2017 ognuno dei 3 centri del DSN (Goldstone, Canberra e Madrid) si gestivano più o meno autonomamente, facendo poi capo al comando centrale del DSN. Dal 2017 si è deciso di seguire la modalità “Follow the Sun”, cioè dare la gestione di tutti e 3 i centri contemporaneamente a quello che, a turno, si trovava nella zona illuminata dal sole, che poteva operare in remoto con gli altri centri. Questo più che altro perché durante il giorno c’era più personale disponibile, e di notte le antenne sono per lo più autonome. Io credo che volessero risparmiare evitando di far fare troppi turni in notturna alla gente.
Da quel momento in poi, i ruoli per Goldstone sono diventati fumosi. Quelli che prima erano i responsabili non si sentivano più tali sebbene avessero le competenze per prendere decisioni, pertanto demandavano le responsabilità al centro incaricato volta per volta. Anche i manuali non sono stati aggiornati dopo questo cambio.
Fatto sta che il 15 e il 16 settembre 2025, durante il tracking di Juno, DSS-14 si blocca spesso, manda un sacco di allarmi. Per alcuni vengono diagnosticate cause minori, altri vengono considerati failure dei sensori, e insomma si va avanti a resettare gli allarmi. Gli allarmi sono studiati in questo modo:
- Pre-limite di guardia software: quando l’antenna sta per raggiungere il suo limite di rotazione. Può essere disattivato in remoto dai tecnici.
- Pre-limite hardware: degli interruttori meccanici posti sull’antenna che devi andare a disattivare a manina.
- Altri interruttori che si attivano dopo un’altra piccola rotazione, ma servono due operatori che fanno cose in due posti diversi.
- Il limite del sistema idraulico (che non era mai stato testato!) che rilascia la pressione del sistema idraulico e ferma il movimento dell’antenna. Qui bisogna essere in 3 a fare cose diverse in 3 posti diversi.
Quest’ultimo, quello idraulico, non funzionava da tempo immemore e nessuno se n’è mai accorto (non ci sono segnalazioni nei documenti). Tutti questi allarmi sono stati bypassati.
Insomma il 16 settembre, durante il tracking di Juno, un operatore di una antenna vicina si accorge che esce dell’acqua dalla base di DSS-14 e avvisa il personale. Impanicati, 4 operatori entrano nella base allagata senza rendersi conto che la corrente è attiva, che potrebbero esserci cedimenti strutturali, e che l’acqua (che è quella del sistema antincendio) è tossica perché contiene dei “glicole”, elementi chimici potenzialmente pericolosi.
In qualche modo riescono a far fuoriuscire l’acqua e a salvare l’hardware critico e poi mandano la segnalazione al comando centrale.
Nei log si sente l’intenzione di uno degli operatori di portare l’antenna nella posizione di stow (vedi disegnino sui limiti di rotazione) e spegnerla, ma c’è un problema. Nessuno si è accorto che l’antenna è già ruotata in senso orario per più di 90° rispetto ai limiti massimi, e la posizione di stow è a +120° rispetto a questa. Ma l’antenna ci è andata, quindi alla fine si è trovata a più di 210° rispetto al limite previsto.
Ci han messo 12 giorni a svolgere i cavi.
Ecco qui la serie di sfortunati eventi:
I danni sono tanti. Bisogna sostituire 11 tubi flessibili, 85 cavi rotti, ispezionarne altri 24 e ricertificarli. Sostituire gli elementi di tensione della struttura, cambiare o ricertificare le 2.688 guide che tenevano le tubature, le pareti in cemento sono danneggiate, hanno anche scoperto che le pareti in cartongesso contenevano amianto quindi via anche quelle.
Insomma, una debacle.




