La NASA annuncia i propri piani per l’esplorazione dello spazio profondo


#1

https://www.astronautinews.it/2018/02/24/la-nasa-annuncia-i-propri-piani-per-lesplorazione-dello-spazio-profondo/


#2

Sono i tempi di sviluppo che mi lasciano perplesso.
Avrei puntato a consolidare la presenza umana entro l’orbita lunare. Vediamo se andrà avanti.


#3

Concordo con Ares, questa corsa a Marte imho non ha grosse giustificazioni pratiche. Avrebbe un senso una volta stabilito un avamposto permanente sulla (superfice della) Luna, sicuramente non prima. Non vedo perchè dobbiamo litigare con l’atmosfera marziana, la sporcizia che si porta dietro, la durata immane del viaggio quando abbiamo una palestra perfetta nel giardino di casa, con possibilità di comunicazioni in tempo reale, e soccorso.


#4

E’ interessante la SRP (Retro Pulsione Supersonica), non ne avevo sentito parlare prima nonostante che i primi esperimenti risalgano agli anni 70. Attualmente é a TRL 5-6:
https://solarsystem.nasa.gov/docs/02_Supersonic%20Retropropulsion%20Technology%20Development%20in%20NASA’s%20Entry,%20Descent,%20and%20Landing%20Project_K.%20Edquist.pdf
https://solarsystem.nasa.gov/docs/IPPW-8_Short_Course_SRP_Edquist_Final.pdf
In sostanza si tratta di un metodo per governare e migliorare l’aerobraking.
Vorrei dire di aver capito meglio cos é, ma debbo dedicarmicisi, non ho capito se utilizza propellenti o la medesima aria incontrata e retropropulsa :ambulance:


#5

Mi sembrano i soliti obiettivi confusi, e anche velleitari ed irrealistici (Marte) dell’ultimo decennio.
Nessuna reale sterzata,e probabilmente non interessa neanche farla.
In fondo si mantengono posti di lavoro in importanti bacini elettorali,quanto poi a raggiungere risultati concreti,se ne parla nei prossimi decenni…quando a Washington ci saranno nuove amministrazioni.
Avanti tutta a dritta così…verso il nulla.


#6

Quello che lascia basiti è che spendendo gli stessi soldi su obiettivi più ragionati i risultati (esplorativi ED occupazionali) si raggiungono, mentre invece così è un fiorire di cattedrali nel deserto.
Constellation, con tutti i suoi difetti, ora sarebbe realtà e forse non saremmo distanti dalla moon base :facepunch:


#7

Interessante articolo di Space News su una possibile collaborazione NASA con partner internazionali per l’esplorazione della luna.
La vera sfida sarà la costruzione di un Lander che dovrebbe essere piuttosto grande e sofisticato.
E’ infatti scartata l’idea di costruire un Lander piccolo simile come concezione al vecchio LEM della NASA.


#8

nella collaborazione fra agenzie si può trovare la risorsa economica per dei piani a lunga scadenza


#9

@Carmelo Pugliatti grazie per l’articolo molto esaustivo Bill Gerstenmaier mi sembra sia stato molto chiaro , ma realisticamente quanto potrebbe costare progettare e costruire un lander lunare?


#10

Moltissimo.
A quanto ho capito escludono l’ipotesi minimalistica di un LEM 2.0 in grado di far scendere due o tre Astronauti per un periodo di qualche giorno.
Vogliono un “cavallo da tiro”,una specie di “shuttle lunare” capace di performance molto maggiori in termini di equipaggio,payload e permanenze sulla superficie.
C’è poi la questione della sicurezza. Nell’articolo è riportata una dichiarazione secondo cui oggi il vecchio LEM della NASA non soddisferebbe i requisiti minimi in termini di “safety”.
Aggiungi che questo futuro Lander lunare dovrebbe essere sicuramente riutilizzabile per diversi allunaggi,quindi deve possedere caratteristiche tali da poter essere affidabile anche in presenza di una minima manutenzione (fare la manutenzione di un veicolo nello spazio è difficilissimo).
Insomma,è una sfida tecnologica enorme,e di conseguenza molto costosa.
Non credo (correggetemi se sbaglio) che l’ESA da sola abbia le spalle (non tecnicamente,ma economicamente) abbastanza larghe per realizzare da sola un veicolo del genere.
Forse una buona idea potrebbe essere lanciare COTS per un lander lunare.


#11

Se poi pensiamo che Altair aveva delle performances molto spinte, ma non riutilizzabile i costi sono decisamente molto alti

Circa il riuso
Questo ha un senso qualora esista una avanposto lunare orbitante.


#12

Ovviamente.
Il primo passo sarebbe propio quello di un avamposto in orbita o in prossimità della luna.
Altrimenti si dovrebbe procedere con tutt’altra architettura simile a quella del vecchio programma Constellation,ed in questo caso un modulo lunare riutilizzabile non avrebbe senso.
Ma mi pare che questa ipotesi sia stata scartata.


#13

Infatti Carmelo


#14
La vera sfida sarà la costruzione di un Lander che dovrebbe essere piuttosto grande e sofisticato.

Carmelo cosi grande o va bene più piccolo? :grin:



#15

non e’ che sfondi una porta aperta… un portone intero…
e’ come se si volesse per forza fare il passo piu’ lungo della gamba.

Non che marte sia inutile… ma sono gli step… la strategia … che lasciano un po’ … frastornati …

Deep space gateway… con obiettivo luna … ok … per poi arrivare al “villaggio lunare” di worner…e poi da li ancora
altri "sfruttamenti "…
ci sarebbe gia’ tanta di quella ciccia che meta’ basta… senza complicarsi la vita con marte


#16

Mah!
Resto sempre scettico (allo stato attuale della tecnologia) non solo sulla fattibilità,ma anche sull’opportunità di utilizzare un solo veicolo che in maniera diretta vada dalla rampa di lancio alla superfice della luna e ritorno.
Oltre agli infiniti problemi tecnologici da risolvere c’è anche una spaventosa quantità di peso in più,in termini di protezione termica e carburante, per consentire di rientrare nell’atmosfera ed atterrare.
Ma poniamo che sia possibile realizzare un simile bestione.
Non sarebbe più logico utilizzarlo come ferry per riportare sulla terra un lander lunare dopo un certo numero di allunaggi ,allo scopo di effettuarne la manutenzione?


#17

Carmelo Pugliatti pure io ho grossi dubbi sul BFR ma l’ho messo per un preciso motivo, io avrei pensato che per il futuro la NASA volesse dotare la sua futura stazione spaziale in orbita lunare di un lander che facesse la spola tra la stazione e la Luna , ma pensavo che bastasse un piccolo lander che avrebbe portato qualche astronauta(massimo 4 circa) a rimanere sulla superficie per qualche giorno/settimana e che per il futuro sarebbe servito solo come traghetto per una base sulla superficie per questo parlavamo in passato di una dragon lander lunare oppure io pensavo al lander marziano della Lockheed Martin.
Leggendo però l’articolo da te postato sembra che la NASA voglia altro cioè quasi un lander cargo e quello che mi sembra più simile come progetti futuri è quello del BFR, premesso che la NASA deve specificare le caratteristiche di questo lander seno i partner privati non possono costruirlo/progettarlo certo per il BFR potrebbero servire 10 anni e magari il progetto cambierà radicalmente ma la Space X potrebbe costure un veicolo multiuso , penso che però questo veicolo una volta partito dalla Terra e attraccato alla stazione farà la spola tra la stazione e la Luna e poi per manutenzione o per portare grossi carichi tornerà sulla Terra.Comunque la Space X per il futuro vedendo l’impossibilità di costruire il BFR potrebbe fare dei razzi più piccoli sempre con Motori raptor magari un razzo con 9 motori Raptor e poi mettendoli 3 assieme per fare una cosa tipo il Falcon Heavy e quindi l’erede del BFR sarebbe molto più piccolo e leggero

https://www.nextbigfuture.com/2016/12/only-makes-sense-that-spacex-would-use.html

http://spaceflight101.com/spacex-launch-vehicle-concepts-designs/


#18

Se il lander lunare fosse realizzato con un concetto di modularità, non ci sarebbe bisogno di riportarlo indietro tutto.
Immaginate un veicolo “scomposto”, con un comparto propulsori, uno propellenti, uno di avionica, uno abitabile ed uno cargo.
Devo fare manutenzione al comparto propulsori? lo sgancio, ne aggancio uno nuovo e quello vecchio lo revisiono in posto sulla stazione orbitante o lo spedisco sulla Terra se è roba più complicata.
Chiaramente la progettazione di un veicolo con simili caratteristiche è più complessa e complesso è l’apparato logistico di gestione, ma dal punto dell’efficienza del sistema mi pare la chiave vincente.
Non solo per il lander, ma anche per tutte le strutture spaziali in genere. Quantomeno se la modularità dei mezzi è troppo complessa, almeno quella della disposizione degli apparati interni, semplificherebbe di molto le procedure di manutenzione. Senza contare le dimensioni dei veicoli che dovessero lanciare e riportare a Terra i mezzi spaziali.
Ma qui siamo ancora nella SF o Shi-Fi, come piace dire a voi.


#19

Vi ricordate lo scenario proposto da Archipeppe anni addietro?
Li c’era il concetto di modilarità


#20

E oltre a ciò , imho , il fatto che sia meglio costruire veicoli pensati e ottimizzati per fare solo alcune cose. Se devo andare per spazio, faccio veicoli che vanno SOLO per lo spazio . Se devo anche fare atterrare il tutto non me la cavo più.
Quindi modulari o anche monolitici ma pensati solo per lo spazio. Spostare l’industria per lo spazio il più possibile …nello spazio. O sulla luna
Siamo molto indietro. Quindi all’inizio la modularità è essenziale.