La NASA sta per annunciare nuove scoperte sugli oceani oltre la terra

Le Scienze analizza - con argomentazioni affatto banali - una possibile interpretazione dell’eccesso di idrogeno molecolare gassoso rilevato nei pennacchi emergenti da Encelado.
Come sul nostro pianeta, l’idrogeno molecolare costituisce il prodotto di reazioni fra l’acqua dell’oceano e le rocce sottostanti, in prossimità delle bocche idrotermali sottomarine, ambiente favorevole allo sviluppo di ancestrali forme di vita.

L’articolo pubblicato online il 14 aprile scorso sottolinea invece un aspetto che apparentemente distingue quanto accade sul nostro pianeta rispetto a quanto osservato sulla luna di Saturno:

C’è tuttavia una differenza fra quello che avviene sulla Terra e quello che si verifica su Encelado: l’idrogeno molecolare riversato nei nostri oceani dalle fonti idrotermali è rapidamente consumato da popolazioni microbiche. La presenza di un eccesso di idrogeno molecolare nei pennacchi pone quindi una domanda: è un indicatore dell’assenza di vita su quel corpo celeste, o è un riflesso di un diverso ambiente geochimico e di un differente ecosistema vitale ?

Fonte: http://www.lescienze.it/news/2017/04/14/news/encelado_pennacchi_idrogeno_idrotermali_vita-3494323/

Segno che c’é una scienza nuova, tutta da sviluppare: l’Astrobiologia :open_mouth:

oppure che la vita è una cosa più rare di quello che si possa credere

In realtà l’esobiologia ha iniziato a prendere forma già con lo sbarco sulla Luna.

…vedi le procedure di quarantena fino ad Apollo 14.

Tutto ciò è molto triste :frowning:
Non sono ferrato in chimica e men che meno in biologia, ma come primo acchito trovare idrogeno puro a spasso per un atmosfera qualsiasi mi fa pensare che non ci siano forme di vita capaci di ricavarne energia bruciandolo o facendolo reagire con C, S o quant’altro ci sia li al momento.
Nel senso, la vita stessa si basa sullo sfruttamento di molecole energetiche allo stato libero. Se là ci fosse, si sarebbe sviluppata in modo da aprofittarne. Diamine, qui sulla terra ci sono batteri che vivono di cianuro!

@paolo cioé tu sostieni che visto che l’idrogeno é una forma di energia per la vita, e visto che già sotto la crosta di ghiaccio di quei mondi non arriva la luce solare, se ci fosse stata la vita non si sarebbe lasciata scappare questa occasione di nutrimento? In effetti é un’osservazione che condivido

@Veronica e @Luigi: giusto, “esobiologia”. So che c’é già da decenni, però ne deve fare ancora tanta di strada… ancora non siamo sicuri di quale sia il mix giusto di sostanze per avere la vita, e la probabilità e i tempi perché questa si verifichi, etc etc IMHO é ancora quasi tutta da scrivere :smiley:

C’è tuttavia una differenza fra quello che avviene sulla Terra e quello che si verifica su Encelado: l’idrogeno molecolare riversato nei nostri oceani dalle fonti idrotermali è rapidamente consumato da popolazioni microbiche. La presenza di un eccesso di idrogeno molecolare nei pennacchi pone quindi una domanda: è un indicatore dell’assenza di vita su quel corpo celeste, o è un riflesso di un diverso ambiente geochimico e di un differente ecosistema vitale ?

Fonte: http://www.lescienze.it/news/2017/04/14/news/encelado_pennacchi_idrogeno_idrotermali_vita-3494323/
[/quote]

Mah…non credo che si sia ancora saputo/potuto quantificare l’entità delle attività idrotermali di Encelado quindi si parla di “eccesso” rispetto a cosa?

Però Paolo scusa sulla Terra ci sono molecole energetiche allo stato libero (ex ossigeno atmosferico) e comunque c’è la vita…

Tutto molto incerto… l’idrogeno che fuoriesce potrebbe essere un eccesso rispetto a quello usato dagli eventuali batteri?

“Il termine fu coniato solo negli anni cinquanta dello scorso secolo dal biologo statunitense Joshua Lederberg in preparazione allo sbarco dell’uomo sulla Luna, ma in realtà l’astrobiologia era stata introdotta già da Alfred R. Wallace, agli inizi del Novecento, con il suo Man’s place in the universe. Secondo Lederberg infatti, eventuali batteri extraterrestri presenti sul nostro satellite avrebbero potuto contaminare la Terra al ritorno degli astronauti. L’ipotesi fu in seguito confutata.
Sebbene quello dell’esobiologia sia attualmente un campo speculativo, l’assenza di vita nel resto dell’universo è un’ipotesi falsificabile (nonostante debba ancora essere provata falsa); quindi, secondo il falsificazionismo di Popper, appare un campo valido di esplorazione scientifica.
Parallelamente, le simulazioni al computer di processi di vita fondamentali hanno reso possibile l’esplorazione di forme di vita alternative (come il DNA levogiro o la vita basata sul silicio invece che sul carbonio[senza fonte]), al fine di determinare quali potrebbero essere le loro caratteristiche.”

Oggi su Focus ho guardato per 3 minuti una trasmissione degenere che parlava proprio del lago Vostok (che coincidenza). Essa arrivava ad ipotizzare la fine del mondo per via dell’aggressione incontrollata di virus/batteri in esso contenuti, rimasti qui seppelliti per milioni di anni.
Sul fatto che un batterio o un virus del lago Vostok o extraterrestre possa seriamente minacciare le nostre forme di vita complesse, mia moglie veterinaria ha qualcosa da obiettare, pur non essendo astro eso biologa.
Lei dice: ogni malattia é come una chiave che deve funzionare in una serratura; perciò chiave e serratura (malattia e ospite) si debbono evolvere assieme e condividere la stessa biochimica di base.
Ad esempio: può un virus informatico creato per Linux, contagiare Windows? Quasi certamente no, e stiamo parlando di piattaforme hardware identiche.
Differenziamo pure l’hardware: può il virus del raffreddore di un cane danneggiare i files del mio pc?
Ecco.

Ragionamento perfetto. Anche se c’è sempre in biologia una base comune che permette a alcuni agenti patogeni animali passare all’uomo.

Comunque come ripetutamente dico, con basso seguito, a vita è una combinazione molto particolare, e perché si mantenga occorrono le condizioni adatte e in questo senso la terra ha una serie di combinazioni uniche. Posizione dalla sua stella, campo magnetico, attività tettonica e stabilità del l’asse da parte del suo satellite.

Quindi non nego che gli oceani dei satelliti dei due giganti gassosi possano avere vita, ma in questo campo meglio essere pragmatici edcattendere la conferma.
D’altronde siamo tutti convinti che Marte abbia avuto in passato condizioni climatiche favorevoli alla vita, ma per me sino a che non si trova un fossile o un segno tangibile, il pianeta rosso non ha ospitato la vita.

Stai parlando della “zoonosi”; però stai anche parlando della biologia presente sulla Terra. Invece parlando di esobiologia, troveremmo su un’altro pianeta le stesse sequenze di nucleotidi, la stessa struttura delle proteine?
C’é chi sostiene che i processi biologici non possano che aver seguito gli stessi percorsi avendo a disposizione le stesse sostanze, e che perciò le forme di vita siano simili anche sugli altri pianeti (evoluzione convergente); e c’é invece chi sostiene di no, e che la vita può anche essere possibile con base silicone anziché carbonio.

Oppure c’é chi sostiene che alcuni batteri possano essere trasportati dal vento solare ed interstellare per “fecondare” altri mondi e che perciò lo stesso DNA sarebbe presente dappertutto, e invece ci sono altri che dicono che le radiazioni ionizzanti sterilizzano tutto.

Perciò il manuale dell’esobiologia, al momento, é quasi sullo scaffale di “fantascienza e futurama” (scherzo) :smiley:

quoto la simpatica battuta, ma poi non tanto battuta :slight_smile:

Beh certo l’unica vita che conosciamo noi è quella terrestre, per forza che sulla Terra vi sono tutte le combinazioni uniche necessarie per il suo sostentamento…sarebbe strano il contrario! :stuck_out_tongue_winking_eye:
Se il nostro pianeta non offrisse terre emerse guarderemmo le nostre meduse domestiche e concluderemmo che nessuna forma di vita possa sopravvivere all’asciutto…così come non pensavamo esistessero gli estremofili prima di incontrarli. Continuiamo a pensare di aver capito perfettamente i limiti della vita, e continuiamo a venire smentiti anche senza bisogno di lasciare il nostro pianeta, eviterei di essere perentorio sulle “delicate condizioni” che possono supportare forme di vita su altri pianeti…

Concordo che le interazioni tra patogeno e ospite siano molto complesse, d’altronde il nostro sistema immunitario è particolarmente aggressivo contro tutto quello che non è self, ed è dotato di vari sistemi di eliminazione delle minacce, quindi un eventuale organismo completamente privo di contromisure specifiche durerebbe verosimilmente molto poco…i nostri amati patogeni terrestri hanno sviluppo sistemi estremamente sofisticati per aggirare le difese immunitarie dei propri ospiti.
Ciò non toglie che, se davvero pensiamo che “i mattoni” della vita debbano essere simili in tutto l’universo, un potenziale patogeno alieno magari anche molto semplice possa interagire con noi…le tanto temute (legittimamente!) malattie prioniche in fondo sono causate da singole proteine prive di qualsiasi informazione genetica ma dotate della sorprendente capacità di “riprodursi” (in senso lato).

E proprio qui sta l’inghippo: L’ossigeno libero su un pianeta terrestre è indicatore di mancanza di elementi ossidabili liberi nell’ambiente (è tutto già arrugginito). Inoltre non si genera in grande quantità da processi chimici “semplici”:
da qui la necessità di avere processi “complessi” in grado di

  • creare ossigeno (ed è un processo che richiede parecchia energia)
  • esaurire tutti gli ossidabili liberi (idrogeno in atmosfera, ferro nelle rocce etc.) in modo che l’ossigeno possa restare dov’è e venire trovato da un osservatore esterno

Trovare idrogeno libero invece indica che questo non ha incontrato sulla sua strada nessuna molecola che abbia potuto reagirci insieme. Neanche un pò di cloro disciolto in acqua o dello zolfo uscito da una fumarola. Insomma, viene da pensare ad un ambiente terribilmente povero di elementi pesanti, difficilmente foriero della chimica complessa della vita.

@ blitzed non sono perentorio, sono pragmatico. Come scritto nel mio post intero.
Ancora il nostro sistema immunitario è aggressivo anche per tutto ciò che e self se per qualche motivo lo riconosce estraneo. Vedi ke malattie autoimmuni