La Shenzhou 10 è arrivata allo spazioporto di Jiuquan

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shenzhou
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Eccola qui!

http://www.youtube.com/watch?v=fT_JUT5khhw#

#3

Rimango in trepidante attesa per l’inizio di questa nuova missione.

Visionando il filmato è interessate notare come i cinesi utilizzino strumentazioni e apparecchiature molto simili a quelle russe; davvero strano che non cerchino di migliorarsi andando ad utilizzare strumenti più avanzati che porterebbero, sicuramente, maggiori vantaggi ai loro vettori e alle loro capsule.

#4

Forse ritengono che i benefici di una più complessa strumentazione non ne giustifichino il costi. Visti i risultati che hanno ottenuto probabilmente hanno anche ragione.

#5

L’agenzia di stampa statale Xinhua dice che la Shenzhou 10 verrà lanciata a metà giugno dal Jiuquan Satellite Launch Center. Trepido anch’io.

#6

Beh l’approccio sovietico/russo è sempre stato quello della semplicità laddove possibile, e tutto sommato credo che il metodo si sia rivelato vincente se siamo ancora qui a lanciare le Soyuz e le Progress. I cinesi sicuramente possono permettersi ben più di cosi, economicamente, ma non è escluso che in questa fase per loro pionieristica non abbiano deliberatamente stabilito di limitare gli orpelli e puntare su sistemi molto “concreti” per accumulare esperienza astronautica nel più breve tempo possibile.

#7

Più che giuste le vostre osservazioni! Io guardo ad un miglioramento delle strumentazioni non per un fattore estetico, quanto per riuscire a ridurre i pesi e conseguentemente i costi di lancio.

Parlando dei Russi, non bisogna dimenticare che, grazie alla micro elettronica, hanno potuto ridurre i pesi delle loro capsule e migliorarle rispetto a quelle che volavano anni addietro.

#8

“Se non c’è non pesa non costa e non si rompe”: quale miglior campo d’impiego che lo spazio?

L’ottica cinese per ora è “impariamo ad usare bene quello che abbiamo, se proprio bisogna cambiamo quello che non funziona e mandiamo su qualcosa di grosso in breve tempo”.

Investire tempo fondi e cervelli nel miglioramento di qualcosa che funziona già bene ed ha volato una manciata di volte non rientra in tutto questo.
Prima manderanno su una stazione di grandi dimensioni, poi penseranno a rifinire la capsula per aggiungere quei 10-50 kg di carico utile e altre amenità come un docking a velocità “umane” e non da autoscontro…
Mi sembra in ogni caso di ricordare che già da ora la loro capsula è molto più leggera di una russa, non so se il discorso valga anche per il lanciatore (se sia pari o inferiore al Soyuz).

#9

Fortuna che non tutti la pensano in questo modo altrimenti…saremmo ancora con arco e frecce. Per non parlare dei telefoni, oggi tra gli strumenti più utilizzati, invece di un cellulare ognuno si porterebbe dietro la propria cabina telefonica!

#10

Beh non credo che paolo intendesse negare ogni possibilità di miglioramento dei mezzi cinesi e della tecnologia in generale…io penso che semplicemente non sia tra loro priorità. Come avevo scritto sopra, somo in una fase di rapido apprendimento, vogliono colmare un gap di know-how di vari decenni, e per farlo credo sia normale volare con capsule un po’ spartane o effettuare dei docking da colpo di frusta. Quando USA e URSS ebbero fretta di imparare accettarono ben altri compromessi…c’erano anche altri interessi in ballo, ovviamente.

#11

Come detto da blitzed, il mio intervento è da prendere “cum grano salis”, non letteralmente…
Diciamo che la prima impressione è quella: cerchiamo di sfruttare un componente un bel pò di volte prima di pensionarlo.
In altre parole: ammortizziamo il costo!

#12

Un articolo di Claudia di Giorgio su Le Scienze Blog che illustra come l’università La Sapienza di Roma collaborerà con la missione offrendo supporto alla telemetria dalla propria installazione a Malindi:

http://digiorgio-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/06/07/la-sapienza-e-la-cina/