La sonda russa Phobos Grunt è rientrata


#1

La sonda russa Phobos Grunt è rientrata sulla Terra ieri sera inabissandosi nell’oceano Pacifico.

La conferma del rientro è arrivata da fonti russe, americane e dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e tutte concordano nell’affermare che la sonda si è inabissata nell’oceano Pacifico al largo delle coste del Cile a circa 1300 km dall’isola di Wellington.

Lanciata lo scorso 8 novembre, Phobos Grunt era destinata a raggiungere ed atterrare su una delle lune di Marte (Phobos), raccogliere un campione del terreno circostante, ridecollare e fare ritorno sulla Terra con il suo carico di campioni da analizzare.

Nel suo volo avrebbe inoltre dovuto raccogliere immagini dettagliate della superficie di Marte e dell’ambiente circum-marziano, con una particolare attenzione sull’andamento delle tempeste di sabbia.

Purtroppo, a causa di una serie di avarie, la sonda non è mai riuscita a lasciare l’orbita terrestre e malgrado gli innumerevoli tentativi dei vari centri di controllo a Terra, Phobos Grunt è apparsa fin da subito alla deriva e quindi destinata ad un rientro incontrollato avvenuto il 15 gennaio alle ore 18:45 ora italiana.


#2

a quanto e’ dato di capire, i Russi stanno indicando un rientro alle 17.45 UTC, basato pero’ sulle previsioni, non sulle osservazioni (anche perche’ non c’e’ nessun radar russo nel Pacifico o in Sudamerica, e la costellazione di satelliti di preallarme missilistico russa e’ fuori servizio da anni).
l’ESA al momento ripete solo le previsioni russe, e non ho ancora visto conferme ufficiali del DoD americano (l’unico in grado di fornirne, se davvero e’ rientrata sul Pacifico). D’altro canto non giungono osservazioni del rientro ne’ dal Cile ne’ dal Brasile.


#3

R.I.P. FG… :frowning:


#4

La notizia non poteva non essere data.
Ci saranno sicuramente ulteriori opportunità di poterla aggiornare e precisare meglio.


#5

L’assenza di telemetria rende ancora più difficile la stima della zona di caduta.


#6

Secondo me avevano qualche osservatore in Sud America (radar?), non l’hanno vista arrivare, e quindi hanno ritenuto che sia precipitata prima. Per ora nessuno ha pubblicato fotografie del rientro; essendo quell’area in pieno giorno e piena estate, e per di più molto poco abitata, probabilmente nessuno l’ha vista.


#7

Pare (spaceflight101e digiorgio-lescienze) che nessuno abbia la prova visuale del rientro di FG. La stima della frammentazione e del rientro fra Nuova Zelanda e Cile è fatta sulla base dei dati radar russi delle 16:15 UTC, quindi oltre un’ora prima. La propagazione di tali dati con vari modelli di atmosfera porta a stimare il rientro di cui sopra, fra le 16:59 e le 17:45 UTC.


#8

FG è rientrata, ma polemiche e discussioni varie continuano. In particolare, cito Claudia di Giorgio:

La questione delle cause del fallimento di Phobos-Grunt (povera sonda senza pace…) continua, comprensibilmente, ad agitare la Russia, e con essa la tesi del sabotaggio involontario da parte di antenne radio degli Stati Uniti. Stavolta a parlarne è Yury Koptev, a capo della Russian Technologies, che ieri ha detto all’agenzia stampa RIA Novosti che l’ipotesi sarà testata sottoponendo “un blocco di equipaggiamento simile a quello su Phobos-Grunt” a radiazioni simili a quelle dei radar americani.

L’intervento di Koptev va preso particolarmente sul serio, poiché a lui è andato il compito di guidare la commissione di inchiesta governativa sulla missione. Con la sua dichiarazione, insomma, le precedenti accuse di responsabilià americane escono dall’ambito del pittoresco per entrare in quello assai più delicato e concreto delle relazioni diplomatiche. Non a caso, il vice primo ministro Rogozin ha detto che, sebbene i (numerosi) fallimenti spaziali degli ultimi mesi possano essere considerati una conseguenza degli scarsi finanziamenti ricevuti dall’industria spaziale dopo il crollo dell’URSS, è pronto a trarre conclusioni differenti se fossero confermate “interferenze straniere sui nostri velivoli spaziali al di sopra di una parte della Terra che non possiamo vedere”.

La NASA (o chi per lei) pastrocchia con la ionosfera mettendo a rischio quello che ci vola attraverso?

Beh, a lume di naso, non saranno i risultati del “test” di Koptev a dircelo. In primo luogo, perché finché quei risultati non saranno replicati in altri esperimenti indipendenti il loro valore scientifico sarà pari a zero.

In secondo luogo, perché non si capisce in che modo i russi determineranno la natura e l’intensità delle radiazioni. Il primo a puntare il dito oltre Atlantico, il generale Rodionov, ha infatti parlato delle antenne di HAARP, un programma che studia appunto la ionosfera, che sarebbe però sospettato di celare ben altri e più occulti obiettivi, tipo armi supersegrete e simili. A che tipo di radiazione (supersegreta??) sarà quindi esposto il blocco sperimentale? Esistono davvero antenne così potenti da raggiungere quelle quote? Peraltro, i primi a non essere tanto convinti sono proprio gli scienziati russi, che, per riprendere il titolo del pezzo di RIA Novosti “si prendono gioco della teoria del radar USA”.

In conclusione, non può che rassicurare che le agenzie russe di ieri riportino tra i titoli la dichiarazione del ministero degli esteri Lavrov che “Russia e USA non sono avversari e non vanno verso una nuova corsa agli armamenti”. Davvero, a seguire le storie spaziali non ci si annoia mai.

Dall’altra, in Russia si continua a discutere. Dal sito di Zak:

17 gennaio

Uno scenario plausibile per la fine rapida di Phobos-Grunt è trapelato da fonti del settore al forum online del giornale Novosti Kosmonavtiki il 17 gennaio.

La causa più probabile del fallimento della unità di propulsione della sonda ad accendersi subito dopo che era entrata in orbita il 9 novembre è stato un errore di programmazione nel sistema di controllo di volo. Un test post-fallimento (a quanto pare in simulazione delle condizioni di volo) ha rivelato che nel 90 per cento dei casi, il processore del computer principale di controllo di volo a bordo della navicella sarebbe sovraccaricato. Questo potrebbe facilmente portare a crash e riavvio, mentre più sistemi venivano attivati dopo che la navicella aveva lasciato la zona delle stazioni russe di controllo a terra dopo aver raggiunto l’orbita. Tra questi sistemi c’erano sensori stellari (utilizzati per il controllo di assetto nell’ombra della Terra) e un satellite cinese. Nel frattempo, il sistema di alimentazione a bordo della sonda ha lavorato senza problemi.

In seguito al fallimento iniziale, quando i controllori di terra apparentemente erano riusciti ad attivare il trasmettitore in banda X a bordo della navicella spaziale, sono sorti nuovi problemi. Il dispositivo dovrebbe trasmettere un segnale con una potenza di circa 40 watt, ma per proprio funzionamento si consuma circa 200 watt (valori ragionevoli, NdT). La disattivazione del trasmettitore non era in corso quando la sonda stava volando nell’ombra della Terra per periodi prolungati di tempo. Come risultato, la sonda stava lentamente prosciugato le batterie di alimentazione ricaricabili e poi la sorgente di emergenza KhIT, portando ad una completa disattivazione dei sistemi di bordo il 28 novembre 2011.

[i]Ogni commento… è superfluo.

[/i]


#9

Cose da pazzi :fearful:


#10

aggiungo una chicca di poco fa dell’ansa…

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2012/02/07/visualizza_new.html_75715539.html

considerazione semplice… a pudong atterrano una quantità di voli enorme… 17 annullati credo siano i normali ogni giorno…

la famosissima sonda mars…


#11

E’ una loro abitudine chiamare una sonda spaziale col nome in inglese del pianeta a cui essa è destinata? E questo perchè a loro scoccia informarsi UN MINIMO sull’argomento?


#12

Vabbé, sono d’accordo sull’informarsi, ma per la precisione Marte non si dice Mars solo in inglese, ma anche in russo. Anzi, visto che l’originale latino era proprio Mars, penso che si dica così nella maggior parte delle lingue… :slight_smile:

Tra l’altro le sonde Mars (russe) sono esistite davvero, anche se l’ultima è stata lanciata nel 1973…


#13

beh, ma capisci anche che per rientrare da marte ci abbiano messo 38 anni a causa dei loro motori di vecchia concezione… :angel: :angel: :angel:


#14

Mars 96, lanciata appunto nel 96, e’ stata rinominata “Mars 8” dopo il lancio. ovviamente esattamente come F-G non ha mai abbandonato l’orbita terrestre


#15

:beer: Già, mi ero dimenticato di Mars 96…


#16

strano che una nazione del genere per quanto da certi punti di vista sia andata allo sfascio negli anni non abbia il sistema di preallarme missilistico piu attivo, ma come mai a parte che forse serve di meno? è un problema la manutenzione magari? (non lo so se la soyuz sia adatta a questo a quanto ne so riparazioni a satelliti l hanno sempre fatte con gli shuttle)


#17

Vorrei ricordare il “famoso” sistema anti missile che circondava Mosca… fatto di tubi di canna fumaria e schede di vecchi televisori.
Cavolo, chi ha vinto quell’appalto deve aver fatto soldi a palate!!! Alla faccia dell’Impero del Male.
E questo è nulla se estendiamo la cosa al resto. Vi ricordate del tedesco Rust, che atterrò con il suo Piper sulla Piazza Rossa? Ma quanto fumo vendeva allora l’URSS?


#18

Prima volta che sento questa storia.

Il Gazelle ed il Gorgon non mi sembrano sistemi cosi’ fittizi…

http://en.wikipedia.org/wiki/ABM-3_Gazelle
http://www.missilethreat.com/missiledefensesystems/id.22/system_detail.asp
http://www.missilethreat.com/missiledefensesystems/id.25/system_detail.asp